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Le 28 Olimpiadi di Pariani

Grande rientro del marchio a una competizione olimpica con Vittoria Panizzon e Stefano Brecciaroli, storici testimonial del marchio meneghino, rappresentanti dell’Italia ai Giochi Olimpici di Londra 2012

Eccoci ormai giunti alla XXX edizione dei Giochi Olimpici.

Il 27 Luglio allo stadio Olimpico si darà il via alla manifestazione sportiva che per due settimane monopolizzerà l’attenzione degli appassionati di tutto il mondo, riportando sotto i riflettori alcune discipline sportive notoriamente dimenticate durante gli anni non olimpici.

 

Per Pariani e i suoi 109 anni di storia, si tratta della ventottesima edizione, ma soprattutto segna il grande rientro del marchio a una competizione olimpica.

Due dei tre Cavalieri italiani ammessi ai giochi, Vittoria Panizzon e Stefano Brecciaroli, sono infatti storici testimonial del marchio meneghino oltre a essere due tra i più illustri rappresentanti del completo italiano.  Per Pariani rappresenta il proseguire di una lunga tradizione che l’ha portata nel corso del secolo precedente a vincere numerose edizioni dei concorsi olimpici. 

La prima vittoria dei cavalieri italiani in sella aduna Pariani risale ai Giochi di Anversa nel 1920, quando Caffaratti si qualificò terzo alle competizioni di completo individuale, la squadra di completo (Caffaratti, Spighi e Cacciandra) seconda, Mentre i cavalieri Lequi e Valerio primi e secondi al concorso di salto individuale, oltre a contribuire con De Rossi al terzo gradino del salto ostacolo a squadre.
Nel 1924, l’Italia ripete i successi dell’edizione precedente dove Lequio si posiziona seconda ne Salto individuale e la squadra di completo ( Lombardi, Alvisi e di Pralormo) terzi dopo Olanda e Svezia.  All’edizione olandese del 1928, che si tenne ad Amsterdam, l’Italia partecipò con i cavalieri Giuseppe  Valenzano, Eugenio Cerboneschi, Francesco Forquet, Alessandro Bettoni e Tommaso Lequio. Nessuna medaglia tuttavia per nessuno degli atleti.  L’edizione del 1932, che si tenne a Los Angeles, venne invece disertata dai cavalieri italiani, complice la crisi economica e l’eccessiva distanza.
Anche le undicesime Olimpiadi, tenutesi a Berlino nel 1936, segnano la partecipazione senza vittorie dei cavalieri Italiani: Dino Ferruzzi, Raniero di Campello e Giuseppe Chiantia per il completo, Renzo Bonivento, Gerardo Conforti.  Londra 1948 segna invece il debutto di Raimondo D’Inzeo, che con il suo Regate e la sua sella Pariani, si posiziona 30° durante la competizione di salto individuale.  Ad Helsinki nel 1952, debutta invece l’altro fratello D’Inzeo, Piero che si classifico sesto al concorso di completo montando Pagoro. Rimondo è invece 7° al salto, seguito al 31° posto da Oppes.
Nel 1956 a Melbourne la stella dei Fratelli D’Inzeo, forti della collborazione con Pariani, comincia a brillare: 2 e 3° posto per i fratelli Romani nel concorso di salto individuale e gradino argentato per la squadra di salto a ostacoli, completata dalla presenza di Oppes. Finalmente con l’edizione romana dei giochi Olimpici nel 1960 che l’Italia si impone all’attenzione mondiale riconfermando la bravura dei Fratelli d’Inzeo e di Oppes: Raimondo vince la medaglia d’oro, Piero quella d’argento mentre i due con l’amico Oppes si posizionano sul gradino più basso del podio nel concorso di salto a squadre.
Nel 1964 a Tokyo, debutta invece l’altro storico nome dell’equitazione italiana, fidato amico della Selleria Pariani, a cui è stata dedicata una delle selle più vendute al mondo: Graziano Mancinelli. Pur non posizionandosi nella parte alta della classifica di salto individuale, riesce insieme a Pietro e Raimondo D’Inzeo a vincere la medaglia di bronzo nel concorso a squadre. Ottimo risultato invece del completo a squadre, sponsorizzata da Pariani quella italiana e composta da Checcoli, Angioni, Ravano, Argenton, che vincono il primo premio.
Dopo numerosi successi, a Città del Messico 1968 la delegazione italiana, composta da Argenton e Angioni per il completo, Piero d’Inzeo, Mancinelli e Raimondo d’Inzeo per il salto, che comunque sempre sellando Pariani, si classificano al 5° posto.
L’edizione di Monaco 1972 segna invece la vittoria di Mancinelli, che su Ambassador vince la medaglia d’oro. Mancinelli non si risparmia neanche sulla gara di salto a squadre dove insieme a Orlandi e  ai fratelli D’Inzeo vince il terzo premio, mentre Argenton si qualifica secondo nel completo individuale.
Ne 1980 L’equitazione italiana e Pariani tornano a brillare sul podio iridato grazie a Federico Roman, che vince il concorso di completo individuale,  oltre a contribuire alla vittoria del secondo posto della squadra Italiana, interamente vestita Pariani e composta dai fratelli Roman, Casagrande e Sciocchetti.
Dobbiamo ammettere che dopo le Olimpiadi di Mosca, nonostante la continua partecipazione dei cavalieri  italiani non sono state riportate vittorie significative.


Speriamo dunque in una serie di vittorie per i nostri atleti a cui facciamo un grande in bocca al lupo

Pariani Selleria
www.pariani.it


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