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IL PONY D’ESPERIA: UNA RAZZA DA VALORIZZARE

Il cavallino dei Monti Lepini alla 104° Fieracavalli

Vive allo stato brado nella campagna del Lazio, se addestrato è ottimo compagno dell'uomo e dei bambini. Il pony d'Esperia, una razza a rischio di estinzione, è stato presentato alla 104^ Fieracavalli, di scena a VeronaFiere fino a domenica 10 novembre 2002, nel corso di una conferenza stampa promossa dalla Regione Lazio e dal Comune di Carpineto Romano.

Nero, veloce, di grande resistenza, la sua altezza non supera il metro e cinquanta, vive sui Monti Lepini tra Roma e Frosinone in ambienti difficili, particolarmente aridi e brulli, resistendo alla mancanza d'acqua per lunghissimi periodi, nutrendosi di arbusti e di cardi in luoghi selvaggi e solitari.

"Il pony avrebbe rischiato l'estinzione se alcuni allevatori non lo avessero preservato dalla fine – ha spiegato Renzo Carella, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e membro della Commissione Ambiente -. Oggi gli esemplari esistenti in Ciociaria e sui Monti Lepini superano appena le duecento unità. Rappresenterebbe un grave danno per il nostro patrimonio ambientale lasciare scomparire questa razza animale, sarebbe come non poter più rivedere un monte o una pianta pregiata. E' possibile, invece, valorizzare il cavallino d'Esperia favorendone anche l'inserimento nei pony club nazionali ed internazionali".

L'assessore all'Agricoltura della Regione Lazio Antonello Iannarilli ha ricordato che il Lazio primeggia fra le regioni italiane per la consistenza del proprio patrimonio equino con circa 33.000 capi. "Tra le razze autoctone a limitata diffusione – ha dichiarato – un posto rilevante è ricoperto dal pony d'Esperia. La sobrietà e la resistenza, il suo temperamento vivace e attento fanno di questo cavallino un esemplare prezioso per tutto il comparto equino laziale. Come assessorato, fin dal nostro insediamento, abbiamo tenuto conto del serio rischio di estinzione, che minaccia tale specie, predisponendo tutte le azioni possibili per la sua salvaguardia, il miglioramento delle condizioni di vita e la sua valorizzazione".

"Il pony d'Esperia – ha dichiarato il sindaco di Carpineto romano Quirino Briganti, presidente della Comunità montana dei monti Lepini – è stato scelto dal nostro Comune quale biglietto da visita per la promozione del territorio e delle sue straordinarie risorse naturali. Infatti le praterie, dove questi animali pascolano tutto l'anno, sono luoghi selvaggi e incontaminati, che meritano di essere visitati".

"Anche quest'anno – ha aggiunto Emilio Cacciotti, assessore allo sport del Comune di Carpineto – abbiamo messo a disposizione un pony d'Esperia da sorteggiare fra tutti i bambini, che visiteranno lo stand del cavallino e del villaggio Lazio allestito alla Fieracavalli di Verona. L'iniziativa "Un pony per Natale" ha lo scopo di farne conoscere al grande pubblico la storia e le caratteristiche e diffondere gli sport equestri tra i bambini".

Dal sito del Comune di Carpineto Romano: www.carpinetoromano.it

IL PONY DI ESPERIA: un pony da valorizzare
Di grande resistenza, particolarmente frugali, rustici e perfettamente adattati ad un ambiente molto severo e difficile, piccoli di mole,dal mantello nero e lucido.
Sono questi gli aggettivi ricorrenti con i quali – nei rari scritti descrittivi esistenti – si connota il CAVALLINO DI ESPERIA, una sorta di "pony ciociaro", come è stato definito, dal portamento fiero e dal carattere vivace,insediato allo stato brado soprattutto nei Monti Ausoni, nei Monti Lepini e nel massiccio del monte Cairo.

Sorprende in primo luogo nel Pony la sua rusticità, la capacità cioè di vivere in ambienti particolarmente aridi, brulli, ignorando la mancanza di acqua per lunghissimi periodi, nutrendosi di arbusti di cardi, della pochissima erba di quei luoghi selvaggi e solitari e sopportando i venti, le piogge, il freddo più rigido ed il caldo più soffocante con una "indifferenza" davvero incredibile.

La sua mole ridotta ed il suo manto scuro hanno indotto alcuni studiosi di questa specie a far risalire le sue origini ai lontani secoli XI e X, quando le orde saracene, con le loro scorrerie, terrorizzavano, dai loro "covi" sul Garigliano, le terre di Marittima e Campagna. E' indubbia infatti la somiglianza con i tenacissimi cavalli arabi, piccoli di mole e neri di manto.
Nel corso dei secoli il PONY venne usato per lo più per il trasporto, sia trainando carretti, sia legandogli addosso vari merci e contenitori. La convenienza economica del PONY era dovuta alla sua natura estremamente parca, all'utilizzo che se ne faceva ed infine alla macellazione.

Il PONY fu chiamato DI ESPERIA grazie al barone Ambrogio Roselli di Esperia che, in una superfice montana di oltre duemila ettari, ne allevò la specie e la selezionò, connotandola in maniera precisa ed inequivocabile.

L'avvento della motorizzazione di massa ed il benessere del dopoguerra ha praticamente messo fuori mercato il PONY che non trova più evidentemente la sua convenienza nel trasporto ed anche la macellazione ha visto restringersi le sue possibilità.
Dopo la drastica diminuzione di capi dovuta alla guerra (ha subito durissime perdite sia durante la campagna di Cassino, sia dopo, quando veniva utilizzato come "scopritore" di mine e di bombe inesplose) il PONY avrebbe rischiato persino l'estinzione se alcuni irriducibili amatoriallevatori non lo avessero preservato da questa ingloriosa fine.

Oggi gli esemplari esistenti in Ciociaria superano appena le duecento unità (è difficilissimo il censimento, data la sua particolare vivacità), un numero evidentemente ancora a rischio.
Il suo merito principale, nel suo recentissimo passato, è stato quello di aver popolato un ambiente impossibile, quale ad esempio le estensioni "lunari" di monte Cairo, ed aver permesso ad animali come il lupo di sopravvivere, grazie al "sacrificio" di un buon 40% annuo dei nuovi puledri.

Il carattere vivace ma allegro, persino bonario, consente al "Pony Ciociaro" di prefigurarsi un futuro meno duro e difficile nel campo dell'equitazione da svago: è possibile valorizzare il PONY inserendolo nei circuiti dei PONY CLUB nazionali ed internazionali assicurandogli un sicuro successo in virtù delle sue caratteristiche morfologiche molto diverse da quelle del pony tradizionale: questa sua distinsione ne favorirebbe l'immediata conoscibilità e dunque uno specifico, peculiare mercato proprio.

Per saperne di più sui Pony di Esperia contattare:
Stefania Capritti
responsabile promozione Pony di Esperia
Comune di Carpineto Romano
Cell. 3476687356
email: alcriollo@libero.it
 

Stefania Capritti

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