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25 Febbraio 2024

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Lo sapevate che… il Rinoceronte Nero è a rischio di estinzione?

Il Rinoceronte Nero è un mammifero perissodattilo appartenente alla famiglia Rhinocerotidae, originario delle aree orientali e centrali dell’Africa. Nonostante questo rinoceronte venga chiamato nero, è in verità di colore grigio, bruno o bianco.

Si dice estinzione la scomparsa di una determinata specie di organismi viventi.

 

Le cause principali di una estinzione possono essere diverse: un mutamento improvviso dell'ambiente in cui vive la specie, tanto che gli esemplari non riescono ad adattarsi; la comparsa di una specie concorrente (per il cibo) o di una specie predatrice. I campanelli d'allarme che segnalano il rischio di estinzione di una specie sono due: la diminuzione dello spazio vitale, cioè dei territori e habitat che questa specie occupa, e la diminuzione del numero di esemplari della specie stessa.

 

Le specie considerate più "fragili" sono quelle più specializzate e che occupano particolari e ristrette nicchie ecologiche, per esempio perché si cibano esclusivamente di un particolare cibo, come il panda, o perché vivono solo su certe particolari isole, come le tartarughe giganti delle isole Galapagos. All'altro estremo, specie onnivore estremamente diffuse e adattabili, come i topi, le mosche, gli scarafaggi e l'uomo, non corrono rischi di estinguersi a meno di eventi straordinari su scala planetaria.

 

Proprio l’uomo oggi si può considerare una delle più grandi minacce per la maggior parte degli animali considerati a rischio di estinzione.

 

Tuttavia, negli ultimi anni grazie anche alle attività di molte associazioni animaliste attive a livello mondiale nella tutela del pianeta e degli animali, la presa di coscienza dell'uomo nei confronti dell'ambiente che lo circonda ha fatto sì che si cominciasse a cercare di porre rimedio agli errori del passato: da ciò sono nati progetti per ricreare animali come l'uro con incroci e selezioni genetiche, come avvenne nel secolo scorso con il quagga e con il tarpan. In più nel 2010 è stata pubblicata la resurrection list (in inglese la lista della resurrezione) con una top 10 in cui dieci animali estinti sono quelli con le maggiori probabilità di essere clonati con successo.

 

Fonti WWF sostengono che attualmente nessuno conosce il numero esatto di specie che si estinguono ogni anno, ma si sa che  oggi minacciato il 23% dei mammiferi e i 12% degli uccelli. Ogni zona del mondo subisce i danni derivati dalle attività umane.

 

Proprio per sensibilizzare tutti i nostri lettori (oltre 70.000 ogni mese) abbiamo deciso di pubblicare sul Portale una razza di un nostro amico animale a rischio di estinzione con cadenza settimanale e gli indirizzi delle associazioni che più sono attive per la salvaguardia del pianeta e degli animali come il wwf.it.

 

Abbiamo deciso di iniziare questo nostro percorso con il rinoceronte nero, di cui pochi ne conoscono e sanno l’esistenza. Alla specie venne dato questo nome per distinguerla dal rinoceronte bianco , anche se queste due specie non sono facilmente distinguibili tra loro dal colore.

 


L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha annunciato il 7 luglio 2006 che una delle sue quattro sottospecie, il rinoceronte nero dell'Africa occidentale (Diceros bicornis longipes), è stata dichiarata ufficialmente estinta.

 

Morfologia:

 

Un rinoceronte nero adulto è alto 140-170 cm al garrese e misura 3,3-3,6 m di lunghezza. Pesa tra gli 800 ed i 1400 kg, ma eccezionalmente può anche superare i 1800 kg; le femmine sono più piccole dei maschi.

 

I due corni sul cranio sono costituiti da cheratina: quello più grande, sulla fronte, è lungo generalmente 50 cm, ma in alcuni esemplari ha raggiunto anche i 140 cm.

 

Il corno più lungo mai misurato era di 1,5 metri. Talvolta si può sviluppare anche un terzo corno. Questi corni vengono utilizzati a scopo difensivo ed intimidatorio, ma sono utili anche per scavare le radici e per spezzare i ramoscelli mentre mangia.

 

 

Il colore della pelle dipende più di ogni altro fattore dalle condizioni locali del suolo e dal comportamento del rinoceronte; proprio per questo molti rinoceronti neri non sono veramente di colore nero. Il rinoceronte nero è parecchio più piccolo del rinoceronte bianco ed ha un lungo labbro superiore appuntito e prensile utilizzato per strappare le foglie ed i germogli quando si nutre.

 

Il suo spesso strato di pelle lo protegge dalle spine e dalle erbe dai margini taglienti. Il rinoceronte è dotato di una vista pessima, ma può fare affidamento su un udito ed un olfatto ben sviluppati. Ha grandi orecchie che ruotano come antenne satellitari per individuare ogni suono ed un grande naso dotato di un eccellente senso dell'olfatto per individuare i predatori.

 

 

Distribuzione nel territorio:

 

Per la maggior parte del XX secolo il rinoceronte nero è stata la specie di rinoceronte più numerosa. In Africa, intorno al 1900, ve ne erano probabilmente alcune centinaia di migliaia. Durante l'ultima metà del XX secolo, però, il loro numero è diminuito severamente, passando dai 70.000 esemplari della fine degli anni '60 ai 10.000-15.000 del 1981.

 

Agli inizi degli anni '90 questo numero scese sotto i 2500 e nel 1994 venne riportato che ne rimanevano solamente 2410. Secondo la International Rhino Foundation, comunque, la popolazione è da allora aumentata, raggiungendo i 3610 nel 2003. Secondo un rapporto dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura del luglio 2006, un recente studio sul rinoceronte nero dell'Africa occidentale, diffuso un tempo nelle savane dell'Africa occidentale ma di cui ne rimanevano solamente 10 esemplari, è giunto alla triste conclusione che questa sottospecie si è estinta.

Il rinoceronte nero è stato spinto sulla soglia dell'estinzione dal bracconaggio illegale per il suo corno e dalla distruzione dell'habitat. Il corno viene utilizzato nella medicina tradizionale cinese e gli erboristi sostengono che con esso si possano risvegliare pazienti in stato comatoso o curare le febbri.

Redazione

www.wwf.it
wikipedia.it


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