5 Febbraio 2023

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Il pony della Giara ed il centro Gea "Giara Club" Oristano

due casi di coscienza sociale

Dopo ferragosto ho incontrato Antonio Casu, istruttore federale dell'ENGEA, creatore del "Giara Club" di Oristano ed ideatore di quella entusiasmante manifestazione equestre culturale che è LA "SARTIGLIETTA", che anche quest' anno, nel consueto appuntamento del ferragosto oristanese, ha fatto salire al cielo squilli di tromba, rulli di tamburo ed applausi a non finire; aveva gli occhi lucidi, era soddisfattissimo nel raccontarmi la riuscita dell'evento, ma poi, di li' a pochi minuti, la triste realtà: giovani e pony sarebbero dovuti rientrare al centro, in un centro dove magra sarà la biada, a dispiacer di tutti.

I ricordi delle feste svaniranno in fretta e ricomincerà la dura gara del "Signor Antonio", del Giara Club di Oristano e dei suoi volontari collaboratori, a girovagar per aziende e amici per qualche pressa di foraggio o, peggio ancora, a fare anticamera da quegli amministratori dal magico tocco di spalle, dal "non preoccuparti"!, dal non far comunque, come sempre, niente. In mezzo mondo, in mezzo mondo che conosce quelle terre grazie a loro, si applaudono, al solo ricordo, i Giarini ed ragazzini di Oristano, i quali, con squilli di tromba e tamburini da un metro, solcando i mari, attraversando città, hanno portato l'oristanese, la Sardegna e l'Italia nel mondo, in maniera costruttiva ed indimenticabile, ma, soprattutto, con la dignità di chi ha solo briciole o deve arrangiarsi con l'autofinanziamento.

I "Pony della Giara", malgrado la loro costrizione territoriale, concentrata in un altopiano della Sardegna, sono da sempre abituati a sopravvivere nelle condizioni più disperate, con scarsissimi pascoli ed, in alcuni periodi estivi, in assenza totale di acqua, e quindi, destinati, fino a qualche anno fa, all'esclusivo commercio di carne.

Oggi, forse perché giunti alla ribalta, attraverso campagne di sensibilizzazione giornalistiche e di network, i "Pony della Giara" sono stati finalmente riscoperti e conosciuti in tutta la nazione ed all'estero, facendo catalizzare su di essi l'attenzione e la sensibilità di istituzioni, come l'Istituto per l'Incremento Ippico della Sardegna e varie associazioni di volontariato, equestri e di salvaguardia ambientale; invero si auspica che tale attenzione non rimanga lettera morta, come tutti gli entusiasmi dell'ultima ora; si deve cambiare mentalità e ciò soprattutto per il non felice carattere di questa razza, che per anni è stata selvaggiamente martoriata sin dalla nascita di ogni singolo esemplare, con l'iniziale marchiatura e, successivamente, per tutto l'arco della loro vita, nella quale ogni giarino è stato preda ed inseguito solo per la cattura, per poi fare l'ultimo viaggio, se così possiamo definirlo, quello che conduceva a passare, dalla proprietà di qualche famiglia, che ancora oggi detiene i marchi, al "lezzoso" camion del non sensibile mercante-macellaio.

La selvaticità di questi esemplari, ancor oggi inseguiti e predati, è data proprio da come siamo riusciti sino ad oggi a farli sopravvivere: lazzi, corde, pastoie, catene e, per finire, come dolce, nerbate e bastonate; come si può pretendere che questi soggetti non siano ribelli, non attacchino come cani rabbiosi da guardia? Allora per questa peculiare caratteristica tutti li vorrebbero, ma poi, al momento di fare il passo, si scordano la strada. Se invece si passa dal Centro della Giara in Sardegna, nella città di Oristano, dove da anni Antonio Casu alleva con amore e competenza decine e decine di soggetti di questa antica italica razza, ci si accorge subito che l'amore ed il contatto umano, anzi bambino, ha portato il cavallino della Giara ad essere il docile ed intelligente soggetto che da sempre sarebbe stato senza l'atavica ignoranza che lo ha gestito.

Il Giara Club di Oristano, di Antonio Casu è un'associazione che da anni, girando per il mondo, dà lustro alla sua terra di Sardegna, a tutta la nazione ed al mondo intero: i ragazzi del "Signor Antonio" hanno entusiasmato, eccitato e commosso migliaia, anzi milioni di persone, con le loro spericolate ed uniche esibizioni, superiori, sia che per effetto che per qualità, a quelle dei giovani cosacchi del Don o dei "Cascader Du Maroc", per eccellenza definiti migliori del mondo.

Un patrimonio umano ed equino che tutti ci invidiano; ma tutti non sanno quello che c'è dietro quei focosi cavallini, quelle lussureggianti bardature e quegli splendidi costumi:… rabbia! Sì rabbia e tanta fame, tanta al punto che spesso manca il fieno, il mangime ed i più basilari elementi per la cura ed il governo di questi eccezionali soggetti, buoni, bravi ed ubbidienti, che cercano con il loro andare, di ringraziare così i loro piccoli conduttori. Tutti presenti, non manca nessuno allo squillar delle trombe ed al rullar dei tamburi, ci sono tutti, i buoni, i cattivi, i poveri, i ricchi e chi comanda tutti questi; ad ogni evento applausi, pacche sulle spalle e promesse al "Signor Antonio", per i cavallini della Giara di Oristano; ma poi, come sempre, si finisce per finanziare un concerto rock, dove scorrono fiumi di birra, pastiglie e quant'altro, dimenticando quell'anziano istruttore, che riesce ancor oggi a coinvolgere decine di bambini, portandoli, dall'età di 5-6 anni ai 16, a vivere sicuramente una vita attiva e onesta con poco o niente in tasca, forgiandoli per il resto della loro vita con basi atletiche ed umane, a tal punto che spesso essi rimangono in quest'ambiente, diventando campioni dei palii di Siena, dei vari ippodromi italiani od esperti artieri ippici, così ricercati nei migliori centri equestri d'Italia.

Antonio Casu, i suoi ragazzi ed i suoi cavallini della Giara sono da tempo con noi portando anche a noi lustro e notorietà.
E' per questo che dobbiamo unirci per difenderli e tutelarli, per creare un'opinione generale a livello nazionale che miri alla valorizzazione di questi giovani ed alla salvaguardia dei pony d'Italia.
Una speranza è spuntata all'orizzonte: un nostro amico, un cavaliere da sempre, l'Onorevole Alessandro Galeazzi, responsabile del settore "la Sella" dell'Unire, ora è al nostro fianco in questa battaglia, dove ci aspettiamo di vedere, oltre a lui ed al Ministero competente (già al corrente della situazione), anche tutte le forze comunali, provinciali e regionali del territorio del Giara Club di Antonio Casu di Oristano, che promuove con dignitoso silenzio quei territori, quelle popolazioni, quegli amministratori, che debbono garantire una dignitosa esistenza a ciò che di meglio possiedono e che fino ad ora è sembrato come se non se ne accorgessero o, peggio, come se se ne fossero fregati.

La nostra non è una grande entità, ma lo spirito di corpo è la formula vincente dell'ENGEA, supportato da tutti gli enti in esso riconosciuti, quali enti di promozione sportiva, associazioni ambientali, animalisti italiani e tutti i cittadini in genere, i quali si faranno carico di sollecitare le entità istituzionali e politiche, affinché vengano dati i giusti e riconoscimenti e le appropriate contribuzioni ai fini della rivalutazione della razza del "Pony del Giara" e della dignitosa sopravvivenza di un istruttore e di un' associazione, che meritano di vivere e non di essere sfruttati.

Mauro Testarella


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