14 Agosto 2022

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Cani pericolosi: manca una corretta educazione al rapporto uomo-animale.

Anmvi: colmare il vuoto regolamentare nella prevenzione delle aggressioni canine in ambito domestico

Per l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) i recenti, drammatici casi di aggressione canina dimostrano l’urgenza di una riflessione ai più alti e qualificati livelli istituzionali e scientifici sul rapporto uomo-cane in ambito domestico-familiare.

Questa chiave di lettura comporta un’analisi focalizzata sul luogo e sul contesto privato in cui vive l’animale e soprattutto comporta la presa d’atto che fino ad ora nulla o poco si è fatto per prevenire l’aggressività in ambito domestico: dalla più banale morsicatura ai più gravi e fatali incidenti.

L’Ordinanza ministeriale è uno strumento giuridico che disciplina la presenza del cane nei luoghi pubblici, espressamente a tutela dell’incolumità pubblica.
Pertanto, essa trova piena applicazione nei luoghi pubblici, ma risulta del tutto inadeguata a intervenire nella tutela dei privati, fra le pareti di casa o dentro i confini di un giardino privato.
Infatti, l’obbligo contenuto nel provvedimento ministeriale di “vigilare con particolare attenzione” sulle razze di cani elencate nell’ordinanza si riduce a poco più che una raccomandazione in mancanza di una concreta attività di educazione e di prevenzione che coinvolga direttamente i proprietari, possibilmente ancor prima dell’acquisto o dell’adozione di un cane.

L’ANMVI non ritiene che l’obbligo di contrarre una polizza di responsabilità civile possa giovare nei casi più drammatici registrati dalle cronache. Quanto detto vale per qualsiasi cane: la correlazione fra alcune razze canine e la pericolosità è infatti scientificamente infondata, mentre esiste un potenziale aggressivo in qualunque cane non correttamente educato, addestrato o gestito.
L’ANMVI si appella quindi al ministro della salute, chiedendo: di valutare con il contributo dei medici veterinari comportamentalisti opportune misure di intervento basate sul possesso responsabile (dal patentino alla visita comportamentale medico veterinaria) e rispondenti ai criteri contenuti nel documento Linee guida per una normativa nazionale sulla corretta convivenza dell’uomo con il cane e la prevenzione di episodi di aggressione canina che l’ANMVI realizzò nel 2003 all’indomani della prima ordinanza sui cani pericolosi dell’allora Ministro Sirchia.

L’associazione chiede inoltre alle autorità competenti: di avviare quanto prima una ricognizione statistica e un monitoraggio sugli episodi di aggressività canina in ambito domestico, ricordando al Ministro della Salute il contributo e la collaborazione fattivi che la Categoria Medico Veterinaria offre alle istituzioni e ai cittadini.

L’emergenza non è la pericolosità dei cani, ma la persistente mancanza di una corretta educazione al rapporto uomo-animale.

ANMVI
www.anmvi.it

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