4 Febbraio 2023

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Cavalli delle Botticelle Romane: tre anni di servizio senza il certificato di idoneità, obbligatorio per regolamento, e in violazione delle norme di sanità. Censiti solo da poco una parte dei cavalli.

La lav ha presentato i documenti che lo provano. "chiudere subito questo servizio anacronistico che solo negli ultimi anni è costato 1,3 mln di euro ai cittadini"

La LAV denuncia che per tre anni, dal 2009, i cavalli delle botticelle di Roma hanno svolto l’esercizio senza il Certificato di idoneità sanitaria e di buone condizioni fisiche previsto dai regolamenti comunali, condizione essenziale per poter esercitare il servizio a garanzia della tutela degli animali coinvolti, e senza il controllo previsto per legge contro l’Anemia Infettiva Equina.

 

Lo provano i documenti che l’associazione ha ottenuto dalla ASL Roma A. Non solo, ma la LAV ha ottenuto ed esibito il documento che comprova la macellazione almeno di un cavallo, Pallino, ad opera di un conduttore che ancora opera con licenza comunale, in spregio ai Regolamenti comunali e con possibili profili di violazioni penali che l’associazione animalista sta considerando con il proprio Ufficio Legale.

 

E solo dopo la prima denuncia dell’associazione nell’ottobre scorso è iniziata una frettolosa e parziale “messa in regola” dei documenti di proprietà dei cavalli e della loro classificazione come “non Destinati alla Produzione di Alimenti” quindi la certificazione di non macellabilità,obbligatoria ai sensi dei Regolamenti.
 
“Le botticelle costano ai cavalli usati e, come dimostrato, mandati anche al macello ma costano anche a tutti i cittadini con 1,3 milioni di euro per le nuove stalle peraltro temporanee a Villa Borghese che comunque non sono agibili per i quadrupedi e per l’inutile prototipo di botticella elettrica presentato due anni fa e poi abbandonato – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV – altro che “percorsi protetti” e tassametri, il Comune non ha nemmeno l’esatta situazione dei cavalli, nonostante il Sindaco Alemanno prenda atto di questo fallimento e decreti la chiusura di questo anacronistico servizio giocato sulla pelle degli animali, come chiede la stragrande maggioranza dei cittadini romani”.
 
Delibere, Regolamenti comunali, consulenti veterinari, Commissioni anche presso il Ministero della Salute. Eppure gli omessi controlli, la mancanza di vigilanza, la sistematica violazione delle pur minime regole in vigore, sono state per lungo tempo la normalità per le botticelle di Roma. Un servizio svolto in concessione pubblica che il concessionario, l’Amministrazione comunale, continua a non controllare.
 
“Come mai un servizio definito ‘simbolo di Roma’, difeso e sostenuto nonostante più volte si siano provate irregolarità, violazioni, sofferenza dei cavalli, è di fatto lasciato senza gestione, allo sbando totale? Quanti cavalli avranno pagato con la vita la mancanza di controllo, come per Pallino, del quale l’Asl ha notato l’assenza tre anni dopo la sua macellazione? – ha detto Nadia Zurlo, responsabile nazionale LAV settore Equidi – Qual è la credibilità di un servizio che non ha censito tutti i cavalli utilizzati dalle botticelle (solo 45 su 80 al 21 dicembre scorso) e ben 11 di questi sono diventati non DPA, non macellabili sui Documenti sanitari, solo dopo la nostra denuncia del 5 ottobre 2011, tra i quali anche “Romolo”, definito invece in regola dall’Assessore Visconti? Senza tralasciare, naturalmente, tutte le considerazioni di carattere etico che sono le prime ad ispirare le nostre azioni a tutela dei cavalli e che già queste da sole, in una società diversa e civile, sarebbero sufficienti per abolire le botticelle”.
 
BOTTICELLE: CRONISTORIA DI CARENZE  E IRREGOLARITA’
Dopo una prima richiesta di accesso agli atti fatta nei mesi scorsi dalla nostra Associazione al Comune di Roma, dalla quale erano emerse gravi carenze e irregolarità nella gestione del servizio pubblico a trazione animale, abbiamo proseguito la nostra indagine ottenendo, finalmente, anche una risposta dalla ASL Roma A e parte della documentazione da noi richiesta.
 
Il nostro comunicato stampa del 5 ottobre 2011 faceva riferimento a due cavalli – BREDO LB e ROMOLO – che risultavano essere DPA (destinati alla produzione alimentare ad uso umano, ovvero macellabili) in violazione del Regolamento Taxi-Botticelle del 1998 e del Regolamento a Tutela degli Animali del comune di Roma.


Inoltre, l’Associazione poneva una serie di domande sui cavalli dimessi dal servizio dal 1998 ad oggi e richiedeva in visione il Cap. IX di tutti i cavalli attualmente utilizzati per il trasporto pubblico e di quelli ormai pensionati, avendo ricevuto solamente 6 passaporti provvisti di Cap. IX, che designa la destinazione finale dell’equide, su 67 cavalli nominati nelle licenze.
 
Immediata la risposta del Comune. Le nostre dichiarazioni erano state definite false, prive di fondamento e non accertate secondo le prime verifiche.
Il giornale online Roma Capitale News pubblicava il Cap. IX del cavallo BREDO LB, che effettivamente era passato da DPA (2004) a non DPA (2006), documento non agli atti dell’Ufficio Mobilità.


Per Romolo, invece, garantiva l’Assessore all’Ambiente con delega agli animali Marco Visconti, con la sua personale visita alle stalle di Testaccio, ripreso con i due cavalli in un video, tutt’ora visibile sul web (http://www.romacapitalenews.com/bredo-lb-e-romolo-resuscitati-visconti-sono-vivi-e-stanno-bene-video/) nel quale assicurava di aver visionato lui stesso i passaporti, definiti “a posto”.
La nostra replica a Roma Capitale News, con la richiesta di vedere anche il Cap. IX di Romolo e di tutti gli altri 61 cavalli nominati nelle licenze, è rimasta senza risposta.
 
Ma non ci siamo fermati. L’analisi degli ulteriori documenti forniti a fine dicembre 2011 dall’ASL Roma A ha dato risposta solo a una parte delle domande da noi poste e anzi, ha confermato i nostri sospetti circa la concreta possibilità di destinare i cavalli alla macellazione a fine attività lavorativa.
 
– Il cavallo Pallino, in uso alla licenza 78, è stato macellato il 17 settembre 2005 (vd. Mod.4 allegato).
 
– Dall’elenco ASL dei cavalli censiti al 21/12/2011 (45 su 80) si legge che ben 11 cavalli sono diventati non DPA soltanto dopo il nostro comunicato stampa del 5 ottobre 2011, tra i quali lo stesso Romolo.
 
– Sono stati forniti i documenti che comprovano la destinazione o il decesso dei soli seguenti cavalli:
 
AIRON (lic. 32) – DPA – Deceduto nel 2006
VULCANO (lic. 64) – senza Cap. IX – Ceduto a un privato nel 2008
PALLINO II (lic. 78) – non DPA – Ritirato dal servizio e destinato allo stesso vetturino nel 2006
ORFEO (lic. 67) – senza Cap. IX – Ceduto a un maneggio
BRICO (lic. 104) – non DPA – Soppresso per frattura della tibia
POLDINO (lic. 1) – non DPA – Soppresso
SUGO FINTO (lic. 13) – non DPA – Ceduto ad un agriturismo
PASQUALE (lic. 108) – senza Cap. IX – Ceduto a un privato
 
– Non sono stati forniti i Cap. IX di 43 cavalli
 
Negli anni 2009, 2010 e fino a ottobre/novembre 2011 non sono stati effettuati i prelievi obbligatori per l’Anemia Infettiva Equina, in violazione dell’Ordinanza 8 agosto 2010 Piano di sorveglianza nazionale per l’anemia infettiva degli equidi e del Regolamento di Polizia Veterinaria. La sanzione per l’omesso Coggins Test, è stabilita dall’articolo 16 comma 1 del Decreto Legislativo 22/5/99 che prevede una sanzione da € 1549,37 a € 9296,22.
 
Negli anni 2009, 2010 e 2011 i cavalli hanno lavorato senza la certificazione di idoneità al servizio, prevista come obbligatoria, pena la revoca della licenza dall’art.45 dal Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali e dal regolamento Comunale “Taxi-Botticelle”.

Ufficio Stampa LAV


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