27 Giugno 2022

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Lo sapevate che…le api sono a rischio di estinzione?

Miliardi di api stanno morendo: è un olocausto ambientale che minaccia tutti noi. Per la maggioranza degli scienziati è colpa dei pesticidi.

Si dice estinzione la scomparsa di una determinata specie di organismi viventi.

 

Le cause principali di una estinzione possono essere diverse: un mutamento improvviso dell'ambiente in cui vive la specie, tanto che gli esemplari non riescono ad adattarsi; la comparsa di una specie concorrente (per il cibo) o di una specie predatrice. I campanelli d'allarme che segnalano il rischio di estinzione di una specie sono due: la diminuzione dello spazio vitale, cioè dei territori e habitat che questa specie occupa, e la diminuzione del numero di esemplari della specie stessa.

 

Le specie considerate più "fragili" sono quelle più specializzate e che occupano particolari e ristrette nicchie ecologiche, per esempio perché si cibano esclusivamente di un particolare cibo, come il panda, o perché vivono solo su certe particolari isole, come le tartarughe giganti delle isole Galapagos. All'altro estremo, specie onnivore estremamente diffuse e adattabili, come i topi, le mosche, gli scarafaggi e l'uomo, non corrono rischi di estinguersi a meno di eventi straordinari su scala planetaria.

 

Proprio l’uomo oggi si può considerare una delle più grandi minacce per la maggior parte degli animali considerati a rischio di estinzione.

 

Tuttavia, negli ultimi anni grazie anche alle attività di molte associazioni animaliste attive a livello mondiale nella tutela del pianeta e degli animali, la presa di coscienza dell'uomo nei confronti dell'ambiente che lo circonda ha fatto sì che si cominciasse a cercare di porre rimedio agli errori del passato: da ciò sono nati progetti per ricreare animali come l'uro con incroci e selezioni genetiche, come avvenne nel secolo scorso con il quagga e con il tarpan. In più nel 2010 è stata pubblicata la resurrection list (in inglese la lista della resurrezione) con una top 10 in cui dieci animali estinti sono quelli con le maggiori probabilità di essere clonati con successo.

 

Fonti WWF sostengono che attualmente nessuno conosce il numero esatto di specie che si estinguono ogni anno, ma si sa che oggi minacciato il 23% dei mammiferi e i 12% degli uccelli. Ogni zona del mondo subisce i danni derivati dalle attività umane.

 

Proprio per sensibilizzare tutti i nostri lettori (oltre 70.000 ogni mese) abbiamo deciso di pubblicare sul Portale una razza di un nostro amico animale a rischio di estinzione con cadenza settimanale e gli indirizzi delle associazioni che più sono attive per la salvaguardia del pianeta e degli animali come il wwf.it.

 

Oggi parliamo delle api.

 

In questo momento nel mondo stanno morendo miliardi di api. In Europa già ora non ce ne sono più a sufficienza per impollinare tutti i campi, e in California, dove si produce la maggior parte del cibo USA, gli apicoltori perdono il 40% delle api ogni anno.

 

La morte delle api è un olocausto ambientale che minaccia tutti noi perchè senza impollinazione sparirebbe la maggior parte delle piante e perderemmo un terzo delle nostre risorse di cibo.

 

La comunità scientifica ha lanciato l’allarme contro la chimica che uccide le api, e sostiene che stiamo usando molti più pesticidi del necessario. Ma, proprio come fanno le compagnie petrolifere per il cambiamento climatico, i grandi produttori di pesticidi commissionano pseudo-ricerche scientifiche che mettono in dubbio le prove di tutto ciò e danno ai politici la scusa per rimandare le decisioni.
 

Il tempo sta per scadere. Un recente studio ha rivelato la tremenda verità: in più della metà degli stati europei le api mellifere non sono più sufficienti per impollinare tutti i campi. Nel Regno Unito c’è solo un quarto delle api necessarie, e anche se altre api stanno occupando il vuoto lasciato dalle mellifere, probabilmente cominceranno a morire anche loro se continuiamo a riempire i campi di pesticidi.
 

E potrebbe anche essere stato tutto inutile: dall’invenzione dei pesticidi, ormai 70 anni fa, si è ormai scoperto che alcuni sono più dannosi che utili per la produzione di cibo, perchè eliminano le difese naturali contro gli insetti. Oltretutto nel tempo molti insetti diventano immuni alla chimica, obbligando gli agricoltori all’uso di pesticidi sempre più mortali che finiscono con il contaminare anche l’uomo.
 

Ormai tutti, dalle agenzie governative ai centri di ricerca, concordano sul fatto che i pesticidi neonicotinoidi sono responsabili di questa strage. Ma i giganti della chimica come la Bayer, per impedire una limitazione dei loro prodotti, continuano a sfornare ricerche fai-da-te che secondo loro dimostrano che i pesticidi non sono necessariamente responsabili della sparizione delle api. E la strategia funziona: negli USA, dove si combatte l’ultima battaglia contro i pesticidi, il governo dice che non ci sono prove a sufficienza per giustificare un divieto. Se si perde negli USA, l’Europa rischia di seguire a ruota e annullare il divieto temporaneo ora in vigore contro queste pericolose sostanze.

 

Le api hanno un nemico molto organizzato e molto ricco, disposto a tutto per garantire che i profitti della chimica e dei colossi dell’agricoltura non siano intaccati.Se le api scompariranno, lasceremo ai nostri figli un mondo molto diverso, in cui mele e mandorle saranno cibi esotici sugli scaffali dei supermercati.

 

Salviamo le api una volta per tutte!

 

 

Per maggiori informazioni visitate il sito www.avaaz.org

 

 

Le Associazioni di riferimento:

www.lav.it
www.enpa.it
www.abolizionecaccia.it
www.oipaitalia.org
www.greenpeace.org
www.wwf.it

www.avaaz.org
wikipedia.it


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