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Domenica 27 Luglio rilasci pubblici di rapaci nell’ambito della Giornata delle Malghe nel Parco Adamello!

Una giornata per celebrare l’antico connubio tra zootecnia, economia, cultura e natura alpina in Valle Camonica, all’insegna del gusto e del divertimento.

Saranno 5 i falchi rilasciati domenica 27 luglio 2014 nella cornice splendida delle Malghe del Parco dell’Adamello, testimoni silenziose delle attività millenarie zootecniche alpine che in queste valli da secoli l’Uomo conduce: tre animali ritroveranno la libertà in Val Salarno (alle ore 14,30 presso Malga Salarno, prima di iniziare l’osservazione della fauna selvatica del Parco, tra stambecchi, marmotte e aquile reali) mentre gli altri 2 rapaci riprenderanno il volo nella meravigliosa conca del Cadino (sopra Malga Cadino della Banca, prima di incamminarsi in una affascinante visita guidata immersi nei famosi pascoli del Silter).

 

I cinque Gheppi (Falco tinnunculus) – piccoli falchi che si nutrono di piccoli roditori, piccoli rettili e invertebrati – sono stati curati presso il Centro Recupero Animali Selvatici – CRAS del Parco dell’Adamello, gestito dall’Associazione Uomo e Territorio Pro Natura in partnership con il Parco dell’Adamello e il Comune di Paspardo, anche grazie al contributo della Provincia di Brescia.

 

La scelta di liberare i piccoli rapaci recuperati proprio nell’ambito di “Malghe in Festa” – una giornata promossa dall’Associazione Uomo e Territorio Pro Natura, in collaborazione con il Parco dell’Adamello – non è casuale: le malghe, infatti, quando ben gestite costituiscono degli straordinari laboratori di “sostenibilità ad alta quota”. Le malghe, oggi come ieri, rappresentano l’ideale punto di incontro tra attività economiche sostenibili e conservazione della biodiversità, tra sviluppo del turismo naturalistico e salvaguardia delle risorse naturali, culturali ed identitarie, giocando un ruolo strategico nella gestione del delicato e complesso ambiente alpino, in primis nella conservazione di specie minacciate (basti pensare al ruolo nel mantenimento di ambienti aperti  – habitat strategici per numerose specie alpine – in contrasto con le dinamiche naturali di espansione del bosco).

 

La giornata di Festa vivrà dunque alcuni momenti di notevole intensità emotiva, quando i rapaci si staccheranno dalle mani degli operatori del CRAS e ritorneranno a librarsi in volo, finalmente liberi.

 

Ricordiamo che il Gheppio è una specie in calo in tutta Europa, nonostante sia ancora diffusa. È famoso per la tecnica di volo chiamata “spirito santo”, che consiste in un volo molto dispendioso nel quale il corpo resta fermo, sospeso, inclinato, mentre le ali vengono battute e la coda viene aperta a ventaglio. Questa tecnica viene utilizzata in aree nelle quali non sono disponibili posatoi sopraelevati dai quali avvistare le proprie prede e consente ai rapaci – ma non solo – di osservare il territorio da posizioni privilegiate, alte, dalle quali sferrare l’attacco finale in picchiata. Gli alti pascoli intorno agli alpeggi sono proprio uno degli ambienti nei quali è osservabile l’applicazione di questa straordinaria tecnica di volo e di caccia e il 27 luglio potremo osservarla e commentarla insieme.

 

Tornando alle malghe, le vere protagoniste della giornata di festa, ricordiamo che quelle camune ospitano alcune vere “leccornie” riconosciute e tutelate dai Presidi SlowFood e inserite nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali lombardi, come il Fatulì della Val Saviore,  un antico e prelibato formaggio prodotto con il latte della Capra bionda dell’Adamello, una razza autoctona in pericolo di estinzione o il celebre Silter.

 

E proprio la degustazione dei prodotti d’alpeggio sarà la ciliegina sulla torta della Festa, mentre i più piccoli potranno cimentarsi in attività e laboratori sulla mungitura e la lavorazione del latte e trasformarsi, per un giorno, in piccoli malgari oppure, ancora, in piccoli osservatori della straordinaria biodiversità alpina!

 

Le malghe aderenti all’iniziativa: Malga Val Fredda/Malga Bazena – Breno; Malga Salarno – Val Salarno di Saviore dell’Adamello; Malga Dossi e Malga Cadino della Banca – Breno; Malga Laione di Mezzo – Breno; Malga Ferone – Niardo; Malga Lavena e Malga Spondone – Crocedomini di Bienno e Cividate.Tutte le attività sono gratuite.

 

Sul sito www.uomoeterritoriopronatura.it sono disponibili tutte le informazioni su come raggiungere le malghe e sulle attività previste.

 

Per informazioni
Alessia Chiappini – a.chiappini@uomoeterritoriopronatura.it

Laura Zamprogno
Associazione Uomo e Territorio Pro Natura


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