5 Ottobre 2022

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GRUPPO ITALIANO ATTACCHI: La Romería del Rocío. Religione, Cultura, Tradizione o Fenomeno Sociale?

Un’evento unico in tutto il mondo, specialmente dal punto di vista religioso.

Di Enrique Morán Durán (Real Club de Enganches de Andalucía e Hermandad del Rocío de Triana).
 
Photo credits Enrique Morán Durán, web:spain.info; idealista.it; andalusia.org; gohorse.it; wikipedia.it
 
 
Non avremmo sbagliato ad applicare nessuna di queste denominazioni a questo evento unico in tutto il mondo, specialmente dal punto di vista religioso, tenendo presente che il Pontificale (libro liturgico che contiene le formule e le rubriche delle cerimonie religiose) celebra la domenica di Pentecoste come la fine dei culti della Beata Vergine e il primo momento (in ordine cronologico) del Pellegrinaggio, a cui prendono parte le 107 fratellanze affiliate alla Confraternita di Almonte (il successivo momento è la Processione della Vergine che si svolge dall’alba di domenica al lunedì di Pentecoste.).
 
Quella del Rocìo è la seconda Messa più multiforme del mondo, dopo quella officiata da Sua Santità nella Piazza di San Pietro nella quale vengono distribuite innumerevoli immagini sacre (vi partecipano oltre 1 milione di persone).
 
Ma bene, partiamo dall’inizio e, sebbene in un articolo non sia possibile riassumere 600 anni di storia, alla fine ognuno trarrà le proprie conclusioni.
 
 
EL ROCÍO
 
El Rocío è un villaggio appartenente alla città di Almonte, nella provincia di Huelva, che si trova al confine della Bassa Andalusia, circondato dal Parco Nazionale della Doñana, a 15 Km. dal mare (Playa de Matalascañas), le cui paludi vanno a morire ai piedi del Santuario, in cui la Vergine è adorata e venerata e alla quale deve il suo nome.
 
Originariamente chiamata Regina di Los Angeles, poi Signora della Rocina, per ricordare il luogo esatto in cui è stata trovata nel XV da un cacciatore della città vicina (Villamanrique de La Condesa, che a quel tempo era chiamata Mures, appartenente alla provincia di Siviglia, essendo delimitata da Huelva attraverso Almonte).
 
Questo cacciatore si chiamava Gregorio Medina, popolarmente conosciuto come Goyo Medina.
 
Poiché l’incontro è avvenuto con un forestiero del luogo, questo fatto ha provocato una rivalità tra le città per la “proprietà” della Vergine, che esiste ancora oggi e che ha dato motivo agli abitanti della città vicina per fare visite a vedere la Vergine, perché era stata portata alla Chiesa parrocchiale di Almonte, mentre si stava ancora costruendo il suo primo eremo sacro.
 
 
IL CAMMINO DEI PELLEGRINI
 
E’ solo il 29 di giugno del 1653, che la Vergine del Rocio venne proclamata Patrona di Almonte e venne stabilita una festa in onore della Vergine, che allora durava un giorno e consisteva in una messa, un sermone e l’uscita in processione custodita e guidata dai frati minimi del convento di La Victoria de Almonte, che si occupavano dell’eremo.
 
Da lì iniziò il diffondersi del culto e la nascita di confraternite collegate a quella di Almonte per organizzare pellegrinaggi e prendere parte alle funzioni religiose.
 
Questo, inevitabilmente, a causa dei tempi per arrivarci da luoghi più o meno lontani (ricordiamo che allora i soli mezzi di trasporto erano a trazione animale), impose che la festa dovesse essere estesa a tutto il fine settimana più il Lunedi di Pentecoste (vera e propria giornata di festa del Rocío rappresentato dalla Paloma Blanca come un simbolo della venuta dello Spirito Santo).
 
E’ in realtà alla fine del XVIII secolo e agli inizi del XIX, che questa grande espansione e sviluppo comincio’ a raggiungere le dimensioni che attualmente ha.
 
Al Rocìo le strade non sono asfaltate, essendo tutte parallele e accessibili da vie laterali.
 
Le porte d’ingresso delle case hanno poste per i cavalli e sul retro le stalle.
 
Le vie laterali non hannoun nome, numero o accesso alle case la cui altezza massima è un piano sopra il piano terra.
 
Ciò rende questo villaggio il luogo ideale per godersi il cavallo in qualsiasi momento dell’anno.
 
 
I CARRI
 
Le Confraternite menzionate riportano una rappresentazione (Simpecado) della Vergine, che viene celebrata nella loro città durante l’anno, in un carro diverso dagli altri con maggiori ed eleganza.
 
Logicamente, alle origini, come precedentemente affermato, non c’era alternativa ad un lungo pellegrinaggio, quindi per raggiungere la prostrazione ai piedi della colomba bianca, non c’era altra scelta che percorrere con la trazione animale le strade esistenti a cavallo, o in carri e / o carrette trainate da muli o buoi, a seconda della disponibilità e delle usanze della zona.
 
Questi carri avevano due casse e si utilizzava quella inferiore per il trasporto di provviste e le attrezzature necessarie per il viaggio e in quella superiore erano soliti stare donne e bambini sotto archi ricoperti con un telone o una tettoia come protezione dal sole o dalla pioggia durante il giorno.
 
Di notte, servivano a proteggere dai rischi della notte quelli che vi dormivano ed era la camera da letto per le donne e i bambini che viaggiavano nei carri.
 
 
TEMPI MODERNI
 
È all’inizio del XX secolo, quando compaiono le prime strade e i veicoli a motore, che fu possibile di raggiungere il Villaggio Benedetto di Almonte in un modo più veloce, così da poter partire il Venerdi’ senza fare il viaggio completo con la Confraternita della città, che durava qualche giorno in più sia all’andata che al ritorno, a seconda della distanza.
 
I camion del tempo erano tipo tipo “Jardinera” o “Tapiciera”, e portavano fino a quaranta persone.
 
Fu un fatto storico che la strada da Almonte a El Rocío (15 km) venisse completata con ghiaia compattata nel 1958 e che poi venisse pavimentata l’anno successivo.
 
Prima di questo, ogni camion impiegava circa 3 ore per percorrere il tragitto.
 
L’idiosincrasia di questo evento religioso,storico e socio-culturale verso i motori perdura nel tempo, anche se attualmente corrono i veicoli a motore, che accompagnano le centosette confraternite che prendono parte al pellegrinaggio per rendere omaggio di fede, di rispetto, di devozione e di condivisione con la Confraternita Madre.
 
Si preferisce continuare con gli stessi mezzi di trasporto dei tempi passati, introdotti nella seconda metà del XX secoloç il “carro doma” (con tiro a due, tre, quattro, cinque o sei) che porta da sei a dodici persone e il “charré” (tirato da un mulo o un cavallo, in rare occasioni agganciato in tandem) che può portarne fino a tre.
 
Entrambe i carri, per ovvi motivi (ad eccezione dei carri e / o dei carretti), non sono attualmente originali, perché le strade sono abbastanza difficili da non essere certi che ritornino nello stesso stato di partenza.
 
Inoltre,negli ultimi anni, e grazie alla sua funzionalità, la maratona è stata inserita per trasportare un numero di persone tra i tre del charré e i sei del carro doma.
 
 
LE CONFRATERNITE
 
Le confraternite sono presiedute da un capo (il Presidente o il Grande Fratello, secondo il Regolamento) e hanno in un consiglio direttivo composto da uno, due o tre Sindaci Certosini (questo è il nome
dei pellegrini che accompagnano la loro fratellanza dalla loro città di origine a El Rocío e che si prendono cura di tutto il necessario per compiere il pellegrinaggio prima di partire (domare mucche o buoi, scegliere strade e fermate, orari, ecc..)
 
Al seguito uno o due Mayordomos, o amministratori economici, uno o due Segretari, incaricati dei documenti, due Priostes, che sono responsabili della sistemazione degli altari, della pulizia e della preparazione del Carro che porta il Simpecado durante e dopo il pellegrinaggio, uno o due Pubblici Ministeri incaricati di assicurare che tutti i movimenti interni ed esterni della Fratellanza rispettino le loro regole, un Deputato degli Affari Religiosi, che si occupa della preparazione, un Deputato della Gioventù, per formare i più giovani e guidarli nella fede cristiana, un Direttore Spirituale (sacerdote) che guida tutti e una Delegazione Caritativa che gestisce tutte le opere di carità, che non sono poche, che fa la Confraternita per tutto l’anno.
 
 
L’ITINERARIO
 
Lo stesso percorso viene seguito ogni anno, vale a dire, si percorrono le strade tra le fattorie dell’entroterra facendo soste per pranzare, cenare e dormire nei luoghi consentiti.
 
Normalmente, in queste fermate è il carro che porta il Simpecado della Confraternita al centro e intorno sono collocati gli altri carri dei fratelli che lo accompagnano.
 
In questi carri e in alcuni veicoli di trazione meccanica di supporto (alcune camere da letto molto sofisticate) è dove si portano gli effetti personali e le disposizioni necessarie.
 
All’arrivo al Villaggio Benedetto di Almonte il sabato prima della Pentecoste, viene presentato il Simpecado alla Vergine, e i pellegrini vanno nella loro confraternite del villaggio (alcuni fratelli hanno la loro casa e rimangono a El Rocío in incontrano i loro parenti, amici e fratelli di altre Confraternite che potrebbero non avere occasione di vedere in un altro momento dell’anno) e si preparano a partecipare il giorno successivo a metà mattina (domenica) al Pontificio del Popolo.
 
Più tardi, al calar della notte, il Santo Rosario è pregato e alla fine di questo, all’alba, c’è la processione della Regina dei Marismas.
 
La processione si conclude la mattina del lunedì di Pentecoste, verso mezzogiorno.
 
Dopo che la Vergine è stata raccolta, le Confraternite ritornano al loro luogo di origine seguendo lo stesso percorso e nello stesso modo in cui sono arrivate.

Redazione


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