19 Maggio 2022

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Lettera alla direzione

Illustri signori e colleghi spero che i nostri dirigenti sportivi abbiano almeno la correttezza di diffondere questa mia lettera, visto che fino ad oggi in Italia, nonostante il mio impegno e la mia passione sono stato oggetto di comportamenti poco corretti.

 

Più volte ho creduto di poter rendere partecipi delle mie esperienze colleghi ed allievi, di poter trasferire in Italia una scuola che ho avuto modo di conoscere e di apprezzare perché l‚ho capita nella sua essenza più profonda durante i venti anni di soggiorno negli Stati Uniti. Mi sbagliavo è una questione culturale, noi, anzi voi perché io non mi sento più italiano siete un popolo di politici, anche nello sport, politici che guardano solo al loro interesse piccolo piccolo, e solo ad un interesse immediato senza pensare al futuro ne quello vostro ne quello della nazione, che al di la di illusori risultati è ben lontana non solo dal raggiungere un obiettivo, ma anche dall‚intravedere la misera realtà in cui versa l‚intero mondo equestre nazionale.

 

Non guardate, se ci sono, alcune isole felici dove sembra che le cose vadano per il loro verso, guardate invece dietro le quinte, quanti genitori scontenti, quanti allievi promettenti che spariscono nel nulla, come altrettanti ottimi cavalli stroncati dall‚ignoranza e dall‚incompetenza, quanti poveri istruttori che non sanno nemmeno cosa li aspetta il giorno che andranno in pensione se mai avranno una pensione, in buona sostanza è tutto così aleatorio che anche facendo uno sforzo di immaginazione non intravedo nulla di buono. Grande è la responsabilità dei dirigenti e ancor più grande è la responsabilità di tutti noi atleti in primo piano che consentiamo a questi signori di decidere del nostro futuro, anche se comprendo bene la posizione di molti che non possono far altro che tacere per non incorrere in ritorsioni dalle quali troppo spesso dipende il proprio lavoro.

 

Questa breve premessa solo per far sapere qualora ce ne fosse bisogno, che quelle che voi chiamate categorie hunter delle quali sono stato il promotore (prima ancora che l‚unire e la fise mi interpellassero), altro non sono che una brutta copia italianizzata di un genere di manifestazione della quale è qui sconosciuto il fine, e delle quali voglio chiarire con la presente nota io non mi assumo alcuna paternità o responsabilità. Voglio chiarire inoltre, che i regolamenti e le direttive che io ero stato chiamato ad illustrare al consiglio della FISE, e ad alcuni tecnici (solo per citare alcuni presenti i sig: Cesare Croce, Francesco Gallo, la sig. Giganti, Mario Maicu, Duccio Bartalucci, Pino Silvestri, Marcello Mastronardi, Salvatore Migheli,) non solo non sono mai state messe in atto, ma le poche applicate sono state cambiate nel corso di questi due anni di svolgimento delle manifestazioni.

 

Tutti i documenti che ho spedito al presidente Croce e al direttore dell‚UNIRE Morioni non sono nemmeno stati letti. I corsi richiesti da me, per illustrare ai giudici ed agli istruttori cosa guardare e cosa insegnare non sono mai stati svolti, qualcuno dei presenti si è permesso di dire che i cavalieri italiani non sarebbero stati in grado di assorbire il regolamento della madre patria di questa disciplina. I giudici che nella disciplina degli Hunter sono di fondamentale importanza e per i quali io avevo proposto un corso di formazione se non altro per uniformare i giudizi non si sono mai svolti e i giudici che dovevano essere pochi esperti, persone che sanno cosa guardare in un hunter sono invece stati scelti in modo politico?.. e allora! così non si va da nessuna parte.

 

Corro il rischio di far confusione per spiegare una vicenda che dura da due anni, troppo tempo per i miei gusti, vicenda nella quale ho potuto veder nascere la passione per una buona equitazione in molti di voi, e molti di voi che mi sono stati vicini sanno che già molto tempo fa avevo previsto che sarei stato allontanato perché troppo scomodo, ma adesso colgo ancora qualche altro aspetto, non sono solo scomodo, probabilmente molti di questi colleghi e amici temono di entrare in un campo a loro ignoto, e troppo lontano dai "vostri‰ sistemi e quindi hanno paura di chiunque ne sappia più di loro.

 

E‚ stato un errore prestarmi al gioco di questi signori, non può nascere alcuna cultura se non è veramente sentita da tutti come un esigenza di primaria importanza, fino a quando non sentirete l‚esigenza di migliorare nessuno potrà far nulla per voi. Eppure non mi do per vinto perché so, per aver vissuto da uomo di cavalli, che se solo foste messi al corrente di cosa sono veramente gli Hunter, se solo avessi la possibilità di illustrarne gli obiettivi e la vera essenza, non sarebbe logico rifiutarne i principi. Molti ottimi istruttori si avvicinano a questo tipo di filosofia, insieme a loro si potrebbe dar vita ad una equitazione italiana che percorre un binario parallelo a quello del salto ostacoli olimpico, anzi sarebbe il trampolino di lancio per questa disciplina, come del resto è negli U.S.A.

 

Sembra che l‚unico motivo per cui sono state introdotte queste categorie sia stato quello di accedere ai finanziamenti dell‚unire, con la scusa di favorire il cavallo italiano, c‚è chi è arrivato a dire che l‚UNIRE è il bancomat della FISE; condivido pienamente questa espressione, e volendo valutare l‚operato dell‚UNIRE ci sarebbe da discutere sugli ultimi 10 anni di attività di questo ente, con il quale per un utente esterno è perfino impossibile dialogare, i continui cambiamenti al vertice delle posizioni organizzative, l‚assenza di tangibili risultati, tutto mi lascia perplesso ma sempre pronto a critiche costruttive ed a proporre soluzioni facilmente attuabili.

 

Anche gli allevatori sono danneggiati da questa insulsa politica, infatti anche in un ottimo allevamento non si sfornano tutti fuoriclasse, quindi una disciplina dove con un corretto addestramento ogni cavallo può ben figurare farebbe comodo a tutti, a parte il fatto che anche il cavallo fuoriclasse si avvantaggia di un addestramento organico e coerente, nel quale vengano rispettate le sue esigenze fisiche e psichiche.

 

Le ultime interviste che ho ascoltato per il C.S.I. di Piazza di Siena, mi mostrano un presiedente Croce, e un Arnaldo Bologni che dopo la magra figura della coppa delle nazioni si domandano dove si è sbagliato? Attribuendo la colpa all‚allevamento italiano, che non sforna fuoriclasse in quantità! Ma io chiedo loro veramente non capite? O è solo una facciata per la televisione. E‚ il sistema che manca. E a volte si usano sistemi che servono solo ad avvilire anche i migliori cavalli?..

 

Io ho proposto linee operative per migliorare anzi per creare una scuola italiana che non c‚è più da molto tempo eppure non sembra che interessi nessuno. Fino a quando non si nota come per esempio i cavalieri americani montano un pò tutti allo stesso modo, con lo stesso stile, e con ottimi risultati. Scuola significa proprio questo! Tutti con una base comune, e poi ognuno con la propria individualità sapere esprimere il meglio di se ed il meglio del cavallo che si monta. In Italia molti cavalieri non sanno nemmeno capire quando il proprio cavallo è "cotto‰ e non sanno rinunciare a nulla. E si è proprio una questione di cultura! Forse mi sbaglio nel pensare che potrei riuscire a comunicare quanto di meglio io stesso ho appreso perché ci vorrebbe da parte vostra l‚umiltà di accettare gli errori e la voglia di migliorare. In Italia mancano entrambe

Gavino Buttafuoco
www.medicavalli.com

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