DE VLIEGENDE HOLLANDER L’olandese volante

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2003

Albert Voorn ritorna da noi per la quarta volta ad incontrare i suoi allievi
ed i suoi estimatori a Misinto, dopo gli stages alle Paludi ed al Destriero, due volte.

La classe si misura anche e soprattutto dai consensi, dai risultati che si ottengono attraverso un lavoro serio e generoso di frutti. Abbiamo seguito un paio di volte Albert Voorn nelle sue lezioni cattedratiche da quando è sceso da noi, portandosi dietro la sua fama di grande cavaliere, basta l'argento olimpico di Sidney 2000 per assegnargli una classifica. La prima, quest'estate al Destriero, un vivace centro ippico del novarese non distante dal lago Maggiore, ed a metà dicembre in quello classico di Misinto, che sorge a lato del più noto Brianteo, a due passi da Como e da Milano, "tana" del consigliere nazionale Remo Speroni e il campione olandese ha definitivamente conquistati anche noi che siamo degli appassionati scettici per mestiere.

Mario Verheyden, che ha avuto l'intuizione di farlo scendere tra noi, e che oggi lo accompagna, ha "morso a buono", come si dice, con la sua scelta perché, come si sa, non sempre i grandi campioni sanno trasmettere la loro arte naturale di stare in sella, e che li ha fatto grandi nel loro mondo e di esempi ne abbiamo molti alle nostre spalle, anche dietro l'uscio di casa nostra. Di Albert Voorn si è già detto molto e quasi tutto, la sua storia, i traguardi raggiunti dal grande cavaliere, della sua seria e severa professionalità come istruttore, del successo riportato nei nostri centri per la sua disponibilità, per i suoi principi e per il suo nuovo ed aperto metodo di insegnamento, ma quello che ancora non sappiamo e solo il suo allievo e mentore, al tempo stesso, Mario Verheyden potrà rivelarci come sia arrivato in Italia.

Come hai scoperto l'"istruttore" Voorn?
"Mi è sempre piaciuto come cavaliere e i miei amici-colleghi stranieri me ne hanno sempre parlato molto bene. Questa è la ragione che mi ha spinto a chiamarlo e farlo venire presso il mio centro a seguirmi la prima volta per tre giorni".

Come l'hai convinto?
"La prerogativa maggiore per riuscire a convincerlo è stata parlare la stessa lingua (olandese ndr). In questo modo sono riuscito a "rompere il ghiaccio" e creare un contatto simpatico e amichevole abbastanza velocemente, in sostanza sono riuscito ad essere naturale".

Quali sono le sue qualità tecniche peculiari a tuo modo di vedere?
"Albert Voorn raggruppa diverse scuole di pensiero da quella tedesca a quelle italiana e americana prendendo anche degli spunti dal mondo del galoppo (è stato allenatore per diversi anni) come per esempio mettersi in piedi sulle staffe per rallentare l'andatura di un cavallo, tipico dei fantini dopo l'arrivo di una corsa. E' uno dei pochi tecnici al mondo che oltre a spiegare da terra, sale sopra un qualsiasi cavallo per dimostrare all'allievo come affrontare una particolare difficoltà o esercizio. Il suo è un insegnamento molto semplice chiaro le nozioni sono facilmente applicabili e ha il grande vantaggio di essere un metodo facilmente trasmissibile agli allievi anche non professionisti".

…e quelle umane?
"A differenza di quello che si dice è un uomo piacevole intelligente e non scostante. Certamente è uno che dice senza problemi quello che pensa".
Cosa ha determinato il suo successo da noi ?
"Sicuramente il modo di porsi e qui ci rifacciamo all'aspetto umano. E poi la sua equitazione riporta alla classica italiana, a Caprilli per intenderci.
Hanno partecipato agli stages nomi importanti, cavalieri di primissimo livello e l'opinione comune è stato rendersi conto di come si possa ottenere molto da un cavallo senza coercizioni o forzatura ma con l'equilibrio e la naturalezza".

Perché l'abbiamo visto così poche volte scendere in campo dopo Sidney?
"Dopo l'ultima Olimpiade tutta olandese (medaglia d'oro e d'argento) e dopo Lando il cavallo che con lui ha trionfato, ha deciso di montare solo soggetti di altissimo livello, che possano essere all'altezza di un Campionato del Mondo o di un Olimpiade".

Conosci i suoi programmi come cavaliere?
"In questo momento è negli Stati Uniti in Florida fino a fine febbraio per valutare un cavallo che gli hanno affidato gli Americani.
Se a fine febbraio il cavallo si dimostrerà all'altezza di un Olimpiade verrà trasferito in Europa; oltre a questo è entrato a far parte della scuderia Voorn un soggetto di un proprietario messicano che per ora monta solo suo figlio Vincent".

Quali saranno le nuove tappe nell'anno che viene?
"Gli appuntamenti italiani saranno certamente molto frequenti. Una settimana a marzo e poi almeno una volta al mese. Seguirà sempre i suoi allievi negli Stati Uniti, Francia, Spagna e Danimarca e speriamo che sia protagonista in un anno così importante per lo sport".
I consensi dei nostri che hanno seguito il "Der fliegende Hollander", ricordiamo che tra gli "allievi" dei vari corsi c'erano campione del calibro di Filippo Moyersoen, Natale Chiaudani, Pier Giorgio Bucci, Claudio Minardi, Emanuele Fiorelli e via discorrendo, sono stati univoci.
I dettagli che abbiamo, di volta in volta, raccolto ed annotato, confermano il giudizio positivo che rileviamo dalla chiaccherata informale con Mario Vehereyden, al quale dobbiamo la calata e la "gestione" di Alber Voorn, che speriamo, quanto prima, di vedere veramente "volare" sugli ostacoli dei nostri concorsi, come ai bei tempi di Sidney.

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Mauro Beta


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