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Tutti gli articoli qui presenti sono stati pubblicati in oltre un ventennio e fino al 1 Giugno 2020

Il cavallo secondo me Pensieri, riflessioni e visioni

di Francesco De Giorgio
Etologo della mente e del cuore
Formatore non-convenzionale
Professional e personal coach

 

Continue riflessioni si affollano nella mia mente. Continue finestre si aprono e chiudono. Il mio intelletto e il mio cuore sono in continua ricerca. Mai statico, mai trascinato dal meccanicismo delle abitudini. Inquieto, cerco sempre nuove strade di comprensione del cavallo. Ogni cavallo è un’entità irripetibile, un sistema complesso, una ragnatela di emozioni e pensieri. Ogni essere vivente è diverso, così come anche ogni essere umano lo è. Nessun farmaco ha la stessa precisa azione e gli stessi precisi risultati uguali per tutti e su tutti.
Le variabili sono davvero troppe. Ogni cosa ed ogni essere va preso per il suo verso. Mi fanno sorridere e mi fanno tenerezza gli ingenui “manuali d’uso”, i metodi venduti come panacea per ogni male e utilizzabili indistintamente su tutti. Per me il cavallo è fatto d’attimi, ognuno diverso dall’altro.

La conoscenza delle caratteristiche etologiche, emotive e cognitive del cavallo può rappresentare solo la base per un buon inizio, ma poi tutto si gioca sulla nostra flessibilità d’approccio, sulla nostra capacità d’individuare altri sentieri, sulla nostra capacità di leggere lo stato d’animo di un cavallo e ad esso adattare il nostro stile di comunicazione.
Altro che tecniche, altro che metodi importati o inventati, altro che strumenti, longe e bastoncini codificati. Sono le nostre competenze emotive a dover essere il centro della nostra formazione, del nostro sviluppo, della nostra crescita. Consapevolezza di sé, abilità sociali interspecifiche, empatia, padronanza di sé, motivazione, sono solo alcune delle competenze emotive ed emozionali che ognuno di noi dovrebbe far crescere per raggiungere una buona relazione con il cavallo. Io preferisco lavorare con le emozioni come base di partenza.

Ma cosa significa lavorare con e attraverso le emozioni? Per me significa passare attraverso la conoscenza e consapevolezza del proprio stato emotivo, di cosa stiamo provando “di pancia” in quel momento. Aprirci a quello che proviamo, ci permette anche di elevare il grado percettivo empatico rispetto a quello che sta provando “di pancia” il nostro cavallo. Essere fortemente emotivo, con risposte che potenti partono dal cervello limbico ed in particolare dall’amigdala, il cavallo rappresenta il laboratorio esperenziale delle emozioni.
Io rappresento l’intelligenza del cavallo come una ragnatela, una ragnatela delle intelligenze. Intelligenza sociale, emozionale, cognitiva, individuale, solo per citarne alcune. Lavorare in una dimensione significa influenzare anche le altre, così come quando facciamo vibrare un punto della ragnatela e tutta la ragnatela a vibrare. Lavorare puntando all’equilibrio emozionale permette al cavallo di aprire del tutto i canali cognitivi dell’apprendimento. Per troppo tempo si è pensato agli animali come macchine che rispondessero solo alla legge stimolo-risposta. Non è così.

Essere sociale e abile risolutore di problemi il cavallo, a mio parere, ha grandi facoltà cognitive che gli permettono di avere una percezione ed una rappresentazione sofisticata dell’ambiente ed in esso muoversi consapevolmente e flessibilmente rispetto al contesto di riferimento.
Per l’uomo, passare dalla concezione di un cavallo-robot, “controllabile e prevedibile”, alla concezione di un cavallo-guerriero che possa esprimere pienamente la sua essenza, forza e libertà d’essere, diventa un passaggio sofisticato che richiede all’uomo una forte autostima, autoconsapelezza, creatività e flessibilità. Ma soprattutto richiede la capacità di non affogare nella voglia di “controllo” di tutto e tutti, ma di guardare oltre, di cogliere la luce in ogni cavallo ed in ogni situazione. Significa adattarsi al cavallo, per poi guidarlo in nuovi territori dove apprendere sempre nuove cose.

Ogni giorno ricordo a me stesso di cercare sempre la luce in ogni cavallo ed in ogni situazione. Sarà quella luce ad illuminare anche i lati in ombra e a contagiare positivamente l’intera ragnatela.

Da dove parto
Alcuni dei miei più importanti punti di riferimento di ieri e di oggi:

Senofonte, Charles Darwin, Konrad Lorenz, Eibl-Eibesfeldt, Desmond Morris, Danilo Mainardi, Sandro Lovari, Dian Fossey, Jane Goodall, Donald Griffin, Marc Bekoff, Colin Allen, George Waring, James Hillman, Giacomo Rizzolatti, Giorgio Vallortigara, Antonio Damasio, Federigo Caprilli, Daniel Goleman, Paul Ekman, Joseph Le Doux, Paul MacLean, Howard Gardner, Matteo Rampin, Paul Watzlawick, Giorgio Nardone, Richard Bandler, John Grinder, Robert Dilts, Milton Erikson, Stephen R. Covey, John Whitmore, Spencer Johnson, David Kolb, Vera Birkenbihl, Edward de Bono, Alessandro Magno, Dalai Lama, El Cid Campeador, Sun-Tzu……

 

Francesco De Giorgio
Etologo, Formatore e Coach. Nasce nel 1965 nella Napoli Vesuviana.
Sin dall’adolescenza si orienta all’approfondimento di tematiche legate all’etologia.
Questo forte interesse lo porta a spostarsi a Parma, per studiare etologia sotto la supervisione del prof. Danilo Mainardi, principale fondatore delle ricerche etologiche in Italia.
Studia i canali comunicativi e l’aggressività intraspecifica in Mus musculus.
Dopo la laurea collabora con il prof. Sandro Lovari, dell’Università degli studi di Siena, in una ricerca eco-etologica di campo su Vulpes vulpes, Meles meles, Martes foina e Hystrix cristata.
Contemporaneamente e successivamente al percorso accademico, porta avanti attività di guida naturalistica equestre in Liguria e Toscana, accompagnando gruppi in trekking di più giorni, formando persone sia sul comportamento del cavallo, sia sulla conoscenza del territorio, sia su aspetti eco-etologici di fauna e flora selvatica.
In parallelo porta avanti la formazione di proprietari di cani, guidandoli alla conoscenza e gestione emotiva della relazione tra uomo e cane.
 

Negli anni sviluppa sempre più competenze nel campo dell’etologia applicata e dell’etologia umana, collaborando con aziende private nell’ambito dello sviluppo delle risorse umane, della comunicazione interpersonale, della leadership e del coaching.
Porta la conoscenza dell’etologia in azienda, ai privati ed in ambito accademico anche presso facoltà non naturalistiche. Promuove attività formative metaforico-esperienzali attraverso la mediazione degli animali.
Opera come coach, sia in ambito personale che professionale, lavorando con passione e dedizione alla crescita delle persone.
Affianca e guida proprietari di cavalli nella costruzione della relazione con il loro cavallo.
Docente esterno in diversi master di specializzazione in campo etologico e di sviluppo delle risorse umane. Docente esterno e consulente nella ricerca etologica sulla formazione dei cavalli presso l’Università degli studi di Pisa, facoltà di Medicina Veterinaria.
Immagina e segue sempre nuove visioni nel campo della relazione tra uomo e cavallo.

 

www.horsedog.com

Francesco De Giorgio


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