10 Agosto 2022

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"La FITETREC-ANTE è forte e pronta a nuove sfide"

Il 2011 si preannuncia di grande importanza per la Federazione italiana turismo equestre e trec Ante, per molteplici impegni su diversi fronti.
Ne parliamo con il presidente nazionale Alberto Spinelli che chiarisce la posizione della FITEREC-ANTE in materia di monta western.

Presidente, le sue recenti dichiarazioni sulla monta western hanno scatenato un vespaio…
«Le pittoresche e variopinte reazioni sollevatesi da più parti hanno mostrato quanto il nervo fosse scoperto. Non vogliamo rincorrere su una china che non ci riguarda crasse ignoranze e interpretazioni tendenziose volte solamente a creare un effetto destabilizzante tra gli appassionati. Basti ricordare come il Coni abbia stabilito che la Fise si occupi delle discipline riconosciute dalla Fei e la nostra Federazione di quelle riconosciute dalla Fite, sul cui sito, tra i regolamenti della monta da lavoro, figura anche la western. A tale proposito, nell’ultimo bureau Fite tenutosi in dicembre a Parigi il settore internazionale della monta da lavoro è stato affidato alla Fitetrec-Ante attraverso l’istituzione di un dipartimento dedicato con sede in Italia. Referenti sono il segretario Fite Luigi Triossi e il consigliere federale Stefano Ricci e gli obiettivi del dipartimento comprendono uno sviluppo della disciplina a livello internazionale, il coinvolgimento del maggior numero di nazioni e un incremento dell’attività».«Apprezziamo molto l’operato, utile alla diffusione delle discipline equestri, svolto dagli enti di promozione sportiva al cui interno figura l’equitazione e la nostra Federazione è pronta a sviluppare con questi fattive collaborazioni. Ben diverso è il caso di associazioni i cui unici interessi siano di tipo privato, obiettivo che danneggia il nostro mondo. Comunque, per chi ancora si ostina a non voler – o poter – comprendere la situazione della monta da lavoro, della western e delle altre discipline agonistiche sotto l’egida federale, è attivo un ufficio legale che tutelerà interessi e immagine della Fitetrec-Ante».


Presidente, come valuta il 2010 appena concluso?
«Nell’anno appena trascorso la Federazione ha compiuto un vero e proprio salto di qualità, ritornando alla grandezza e ai numeri degli anni ’95/’96. Sono entrate in funzione le commissioni operative per le attività agonistiche federali, abbiamo dato indirizzi precisi per la formazione e attivato progetti ad ampio respiro con l’Unire, i ministeri della Salute, del Turismo e delle Politiche agricole, il Policlinico Gemelli. Poi sono arrivati gli ottimi risultati internazionali nella monta da lavoro, con Daniele Leri sul gradino più alto del podio individuale – podio peraltro tutto italiano anche nelle altre posizioni – e la squadra oro nella classifica per team al Campionato d’Europa. Da sottolineare come questo risultato sia stato raggiunto anche grazie all’utilizzo di cavalli italiani, condizione che ha portato agli atleti le congratulazioni del segretario generale dell’Unire Riccardo Acciai e ha confermato ancora una volta la bontà delle posizioni federali sull’importanza e la tutela della biodiversità».


Come sono stati raggiunti questi obiettivi?
«Dobbiamo ringraziare i nostri cavalieri, i tecnici e i dirigenti regionali e nazionali per i risultati ottenuti sul campo e per il grande impegno dimostrato. Ai presidenti dei comitati regionali e ai commissari, distintisi per l’ottimo lavoro svolto sul territorio, va un plauso particolare. Lazio, Campania e Sicilia hanno ottenuto il raddoppio sia dei circoli sia dei tesserati, la Puglia ha eletto il proprio presidentee, oltre alla Calabria, anche in Liguria e in Sardegna si sono raggiunti i requisiti per andare tra breve alle elezioni,completando così il quadro nazionale. Il pieno valore di questi risultati, merito della determinazione, della competenza e della professionalità dei dirigenti regionali, si apprezza in particolare considerando che sono ottenuti risanando contestualmente il bilancio federale, per buona pace di quanti perseverano nel dare consigli su come risolvere i problemi dopo averli, in prima persona, lasciati irrisolti o, addirittura, creati.Presidenti e consiglieri regionali e nazionali si sono impegnati a fondo, e in maniera attiva e diretta, per fare crescere la nostra Federazione e la passione per i cavalli. A ciò si aggiunga una visibilità che ci ha portato, oltre che sui media settoriali, anche sulle principali testate nazionali».


Con quali propositi prende avvio il 2011?
«Quest’anno ci attendono impegni importanti e siamo pronti a dedicarci a nuove sfide. Innanzitutto andranno definitivamente a regime i settori agonistici e la formazione, la monta western, dopo un positivo decollo negli ultimi mesi dell’anno passato, è pronta a partire con slancio e, con il supporto dell’Unire e dei ministeri competenti, prenderà il via un progetto di sviluppo territoriale su vasta scala».
 

Tra gli obiettivi della Federazione figura un rinnovato impegno nel turismo equestre?
«Certamente. Il turismo è e rimarrà negli anni a venire, un fattore di tenuta per l’economia italiana. L’ippoturismo è un mezzo di trasporto ecocompatibile, un punto di osservazione senza uguali per cogliere i tanti motivi di interesse che offre il territorio. Il turista-cavaliere diventa, di fatto, un viaggiatore con tutte le conseguenze che questo comporta, in primis la scoperta delle identità di un territorio, che passa anche attraverso i suoi cavalli autoctoni. Da qui il grande interesse della Federazione per la biodiversità e i soggetti indigeni. Lo sviluppo del turismo equestre si fonderà sulla capacità di condividere e riconoscere una propria specificità e di ritrovare una propria identità visibile all'esterno e profondamente vissuta all'interno».


Ci può offrire ulteriori dettaglio sul progetto dedicato al turismo in sella?
«L’obiettivo che ci poniamo, da realizzare con il supporto delle istituzioni, Unire e ministero del Turismo prime fra tutte, può essere riassunto nella frase “fare sistema per un nuovo turismo rurale sostenibile”. Le ricerche confermano un crescente bisogno di turismo secondo natura per collegarsi con l’ambiente, un modo di viaggiare ecocompatibile che comprende quello equestre, il turismo rurale e sportivo, l’agriturismo, il turismo di scoperta della cosiddetta Italia minore, nonché i centri equestri e agli allevamenti. Insieme di “contenitori” di altre espressioni del turismo leggero e sostenibile ideali per sviluppare itinerari della storia, del folklore, delle tradizioni locali, nonché del turismo equestre».

«Il progetto promuove lo scambio di best practice e lo sviluppo di nuove competenze professionali nell’ambito della valorizzazione dell’ippoturismo, dall’animazione alla gestione della proposta e alla promozione dei territori rurali. Vogliamo attivare buone pratiche a livello regionale, nazionale e internazionale per gestire il miglioramento federale in modo contestualizzato informando, sensibilizzando e orientando la popolazione residente, gli attori istituzionali-amministrativi del territorio e i potenziali operatori nei turismi di nicchia. Di fondamentale importanza è studiare, comprendere e legare le diverse dinamiche del nuovo turismo rurale sostenibile e il suo impatto con le specificità del territorio, aggiornando le risorse umane già operanti e formandone altre per guidare e orientare lo sviluppo turistico delle aree rurali e dell’entroterra verso le nuove formule dell’ospitalità, valorizzate dalla qualità della molteplice offerta messa a sistema. Compito della Federazione è anche organizzare interventi formativi capaci di orientare e migliorare il sistema delle competenze dei beneficiari finali, per i quali è già stato stilato un fitto calendario di incontri».


Quali sono le principali iniziative aggregative del 2011?
«Tra le tante spiccano gli eventi che stiamo perfezionando in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, anche in collaborazione con le Guardie d’onore del Pantheon, il Raduno in rosa e il grande Equiraduno nazionale. Il Raduno in rosa, che deriva dallo storico Raduno internazionale delle amazzoni, si tiene nel fine settimana dell’8 maggio, nel quale ricorre la Festa della Mamma. Questa sinergia federale punta su un’unica data per realizzare, in ogni regione, un’iniziativa al femminile. L'idea è nata dall'incontro di più obiettivi: mettere in risalto il particolare e raffinato rapporto fra la donna e il cavallo e valorizzare i territori insieme ai prodotti, all'artigianato locale e alle attrattive turistiche. I nostri comitati regionali hanno immediatamente colto l’occasione per offrire alle amazzoni e ai loro accompagnatori, in una due giorni ricchissima di appuntamenti culturali, artistici, sportivi ed enogastronomici, uno spaccato significativo di bellezze ambientali, paesaggistiche e tradizionali in grado di rendere il percorso in sella ancora più entusiasmante».

 

E per quanto riguarda l’Equiraduno?
«Appuntamento da non perdere quest’anno con la quarantesima edizione dell’Equiraduno, in calendario dal 2 al 5 giugno, weekend nel quale si festeggia anche la Repubblica. Per il 2011 la Fitetrec-Ante ha scelto di organizzare l’appuntamento più importante di turismo equestre a Ferrara e nel suo comprensorio, realizzando un programma che comprenda tutte le attività della Federazione, comprese quelle agonistiche. La scelta è caduta sulla città estense anche per mettere in luce il progetto federale già avviato per lo sviluppo dell’Ippovia del Po e le regioni italiane interessate dall’attraversamento del fiume faranno diventare parte dell’Ippovia stessa le tratte di avvicinamento».

«L’evento raccoglierà anche tutto il mondo agonistico spesso lontano dagli appassionati del turismo grazie all’organizzazione della Staffa d’Oro di trec, valida anche per il circuito di Coppa Europa organizzato dalla Fite, il Campionato dei circoli del settore Giovanissimi e una gara nazionale di monta da lavoro sincronizzata.  L’obiettivo è quello di far diventare per quattro giorni, e nell’anno delle celebrazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, la città di Ferrara e i comuni limitrofi, la capitale italiana del mondo equestre. In virtù della data strategica, forte sarà anche il coinvolgimento del mondo scolastico, con l’intento di promuovere tra i ragazzi delle scuole elementari e medie un concorso fotografico. Come sempre saranno organizzate tratte di avvicinamento di diversa lunghezza e grado di difficoltà, confezionando veri e propri pacchetti turistici da uno a più giorni, con possibilità di promozione non solo in campo nazionale ma anche all’estero coinvolgendo anche la Federazione internazionale di turismo equestre. Nella giornata conclusiva saranno inoltre organizzati due appuntamenti per focalizzare l’attenzione delle istituzioni e degli ospiti sull’argomento equestre e sulle possibilità di collaborazione e interscambio con il pubblico e privato del territorio. L’Equiraduno rappresenta il culmine dell'attività federale nell’ambito del turismo equestre e premia la regione ospitante con forti motivazioni promozionali, il cui raggio di azione spazia a tutto tondo tra storia, cultura, tradizioni, ambiente, tipicità, enogastronomia ed eccellenze del territorio».

 

Ci sono progetti dedicati ai più giovani?
«Ce ne sono diversi. Il trenta per cento dei nostri tesserati è nella fascia junior ed è nostra intenzione consolidare e implementare il dato. Per questo motivo tutte le attività agonistiche federali sono aperte ai giovani a partire dai dodici anni e quest’anno abbiamo deciso di disputare il Campionato dei circoli in concomitanza con l’Equiraduno. Ma non abbiamo trascurato nemmeno i più piccoli. Con la rete nazionale delle Scuderie didattiche di qualità la Federazione italiana turismo equestre e trec Ante è vicina ai bambini e alle loro scuole con programmi di familiarizzazione con il cavallo, motivo di interesse e di accrescimento culturale. Le Scuderie didattiche, che possono avvalersi di soggetti autoctoni e di cavalli recuperati dalle piste, avvicinano i bambini alla campagna e, soprattutto, alle mille emozioni che vi si possono vivere, scoprendo il piacere di lavorare in gruppo e acquisendo nuove esperienze. Attraverso questo approccio i più piccoli recuperano il valore di un luogo o di un oggetto e la storia che esso racchiude, la tradizione che rappresentava e che si è persa per il sopraggiungere nuovi modi di vivere, oppure il ruolo ecologico che rivestiva e che, probabilmente, potrebbe ancora oggi svolgere. Grazie ai percorsi didattici si mettono in evidenza i mestieri, i prodotti e le tradizioni che, in considerazione di una rinnovata sensibilità e consapevolezza sui temi socioculturali e ambientali, necessitano di maggiore considerazione. Per conseguire questo obiettivo è necessario trasferirsi dalla scuola cittadina all’aula della campagna per osservare dal vivo la natura e gli animali, facendo sentire i ragazzi partecipi e consentendo loro di scoprire il territorio non solamente con gli occhi, ma con tutti i sensi. In questo aiutati dall’amico cavallo.

 

Quali rapporti intercorrono con le istituzioni?
«I rapporti con l’Unire e i diversi ministeri, come quello della Salute, del Turismo e delle Politiche agricole, sono in costante crescita e travalicano il senso strettamente istituzionale grazie alla stima riposta nella Federazione e nel suo operato. Ricordo l’invito del ministro Michela Vittoria Brambilla a intervenire alla V Conferenza italiana per il turismo, summit biennale svoltosi in ottobre a Cernobbio e riservato ai principali attori dell’industria turistica italiana, e la costante vicinanza del sottosegretario Francesca Martini a tutti i progetti della nostra Federazione. Per quanto poi riguarda l’Unire, con il nuovo piano la Fitetrec-Ante entra a far parte a pieno diritto delle attività riservate al cavallo italiano, come testimoniano i campionati di monta da lavoro e di tutte le discipline federali. A questi si aggiungono poi i progetti comuni mirati allo sviluppo del turismo equestre attraverso l’impiego di soggetti autoctoni e allevati in biodiversità e quelli dedicati al recupero di soggetti da corsa a fine carriera».

 

La Fitetrec-Ante ha progetti riguardo il benessere del cavallo?
«La Fitetrec-Ante crede fermamente in uno sport di alto profilo etico. Per questo motivo si adopera affinché per i cavalli la fine della carriera agonistica non rappresenti anche il termine della vita. Questa filosofia è fondamentale per una crescita culturale e morale di tutta l’equitazionee le discipline federali, così vicine alla natura, possono rappresentare uno sbocco ideale. Questa consapevolezza ha portato a un fattivo progetto che vede la Fitetrec-Ante e l’Unire cooperare in stretta sinergia per il recupero di soggetti a fine carriera e lavorare insieme alla realizzazione di un osservatorio di ampio respiro dedicato al benessere del cavallo. “Il cavallo aiuta l’uomo, l’uomo aiuta il cavallo” rappresenta dunque la linea guida del palinsesto di iniziative, in fase di definizione, che prende il nome di “Uomo e cavallo: l’emozione per la vita».

 

Che cosa offre la Fitetrec-Ante ai propri iscritti nel 2011?
«Mettiamo a disposizione degli appassionati un sistema altamente professionale per praticare l’equitazione di campagna in modo semplice e immediato, a sella o con gli attacchi, sia per quanto riguardo gli aspetti ricreativi sia in ambito agonistico. La tecnica è sempre privilegiata e presso le nostre strutture convive con un approccio intuitivo e naturale al cavallo a costi contenuti. Il cavallo accompagna l’uomo nella storia da millenni. La Fitetrec-Ante non lo vede solamente in veste di atleta ma soprattutto nel ruolo di compagno di viaggio, del quale prendesi cura come di un vero amico, in un autentico scambio di benessere. La Federazione è così da sempre impegnata per promuovere e diffondere l’amore e il rispetto per i cavalli con programmi didattici che coinvolgono tanto i bambini quanto gli adulti».

«La Fitetrec-Ante non rappresenta un’espressione élitaria bensì un modo di vivere in stile italiano. Il mondo equestre, oggi così frazionato, deve diventare una potenza sul mercato e le voci dei singoli si devono unire in un coro per andare a “fare politica” in quelle stanze dei bottoni nelle quali contano solo i numeri. Come testimoniano i risultati ottenuti dalla nostra Federazione, il coro deve parlare un linguaggio equestre comune con professionalità, serietà e chiarezza senza disperdere energie in forme associazionistiche interessate solo a rendere più pingui interessi privati».


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