EFFETTUATO IL RAID, DAL 21 AL 25 APRILE 2012
Nelle giornate da sabato 21 e mercoledì 25 aprile si è svolto in provincia di Ferrara il primo raid del tratto dell’ippovia del lungo Po Ferrarese.
A questo evento hanno partecipato, oltre al Presidente Nazionale Dott. Mauro Testarella, il Vice Coordinatore nazionale Luciano Allegro, il Fiduciario di zona Dott.ssa Eleonora Gamba, il tecnico collaudatore Franco Aliprandi e i due accompagnatori di Spiaggia Romea Fabio Ciucci e Chiara Montanari; immancabile un nutrito staff di Garibaldini Volontari a cavallo che sono stati indispensabili per la buona riuscita dell’organizzazione e della logistica dell’evento tra cui la grande professionalità del Fotografo garibaldino Antonio Vitali che ha realizzato l’intero servizio fotografico mettendo a disposizione gli scatti. Compagni d’eccezione sono stati i bianchi cavalli Camargue-Delta, razza autoctona, provenienti dall’allevamento Spiaggia Romea, famosi per la loro docilità, seppur possedendo un carattere vivace, e frugalità, che ben si adattano a diverse discipline ma perfetti in particolare per il turismo equestre.
Il tracciato ha interessato le località di Ro Ferrarese, Migliarino, Pomposa, Mesola, Lido delle Nazioni, Comacchio e Anita su un circuito di elevato interesse turistico-culturale.

Ro Ferrarese essendo addossato al fiume Po che lo limita a nord è da sempre stato territorio di frontiera e mentre oggi divide la Provincia emiliano romagnola di Ferrara da quella veneta di Rovigo, in passato rappresentava il limite estremo dell’esarcato bizantino di Ravenna
e con l’abitato di Guarda (ad oggi esistente) rappresentava un importante ruolo nella difesa dell’esarcato stesso. Nel medioevo assunse un importante ruolo commerciale per la sua naturale posizione di dominio fluviale tanto da divenire un punto di dogana degli Estensi, Signori di Ferrara. Il nome Guarda, infatti, deriverebbe da due Torri di guardia appositamente costruite sulle due sponde del fiume con tale scopo. Territorio di frontiera significava comunque contese e battaglie. In particolare nei secoli rinascimentali gli Estensi e la Serenissima Repubblica di Venezia si affrontarono con sorti alterne. Con l’avvento dei Francesi, Ro Ferrarese perse il ruolo di frontiera entrando a far parte della Repubblica Cisalpina e tranne una breve parentesi determinata dal Congresso di Vienna non lo acquisì più entrando a far parte del Regno d’Italia nel Risorgimento.
Proseguendo attraverso la campagna ferrarese il raid è giunto a Migliarino, Comune che vanta il Museo del Trotto in quanto nel suo territorio sono stati presenti allevamenti che hanno fatto la storia di questo sport e che hanno influenzato le linee di sangue delle genealogie equine del territorio tanto da essere ancora oggi a distanza di quasi un secolo rilevabili. Ma la storia di Migliarino va ben oltre il secolo passato: si perde nell’Alto Medioevo, mentre nel 1287 è citato negli Statuta Ferrariae col nome di Milliarini, derivante probabilmente dallenumerose pietre miliari che corredavano antiche strade locali. Nel XIX secolo divenne Comune con decreto del Re d’Italia Umberto I. La carovana ha fatto tappa presso B&B Cà Tiraglio che vanta tra le altre cose un’attività equestre.
Lasciato Migliarino la carovana ha puntato verso Pomposa, dove ha trovato il punto tappa dell’Ippovia adiacente all’Ostello, gestito dalla Cooperativa Biotech, e dove cavalli e cavalieri hanno potuto ristorarsi.
In questa località sorge la millenaria Abbazia omonima: i primi documenti in cui viene citata risalgono al IX secolo ma indagini archeologiche ne attestano la presenza già dall’VIII. I nostri cavalli hanno calcato le zone verdi antistanti l’Abbazia tra gli sguardi ammirati delle centinaia di turisti in visita e l’emozione di sapere che stavano passando su terre che hanno visto millenni di Storia è stata davvero grande!






L’esarcato di Ravenna e gli Estensi dominarono la città nei secoli seguenti che ebbe sempre un ruolo di primaria importanza tanto da essere citata nei versi della Gerusalemme Liberata dal Torquato Tasso.
Questi versi oggi sono incisi su una lastra marmorea posta sul ponte denominato Trepponti,
risalente al 1634 e divenuto simbolo di Comacchio con le sue torri fortificate e le sue cinque scalinate che collegano le sponde dei canali. Proprio i Trepponti hanno fatto da cornice al passaggio della nostra carovana per la cittadina.
Il tour si è concluso sul fiume
Reno ai confini con la provincia di Ravenna, in località S. Alberto, dove i cavalieri ed i cavalli hanno usufruito del caratteristico traghetto (unico mezzo di passaggio del fiume).
La carovana si è fermata ad Anita, presso l’Agriturismo Prato Pozzo: una splendida struttura rustica immersa in 16 ettari di verde e specchi vallivi in cui si può effettuare equiturismo con scuola, birdwatching e cicloturismo; l’azienda si caratterizza anche per essere un’attiva fattoria didattica ed avere un importante allevamento di cavalli Camargue-Delta; la caratteristca cucina della casa consente un soggiorno piacevole anche dal punto di vista gastronomico. Piatto consigliato: l’anguilla!
Purtroppo nel le giornate del raid le condizioni meteorologiche avverse hanno in parte ostacolato il percorso dei nostri cavalieri ma questo non ha influito sul loro umore ed entusiasmo che era palpabile, anzi in alcuni momenti il temporale ha reso ancora più suggestivo il paesaggio.
APPUNTAMENTO AL 20-21-22 MAGGIO DOVE SI EFFETTUERÀ UN RAID DI CONGIUNZIONE TRA LE PROVINCE DI FERRARA E DI RAVENNA DENOMINATA “IPPOVIA STORICA GARIBALDINA COMACCHIESE”
ENGEA
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