10 Agosto 2022

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Finalmente bronzo! Il CT Jacopo Comelli ci racconta gli Highlights dei Campionati Europei Pony, la prima volta come CT all’Europeo Junior di Bishop Burton.

Un breve commento sui WEG di Normandia.
"Ho montato insieme a Giovanni Ugolotti al Cinghio durante l´attività giovanile".

Dopo l’amaro quarto posto all’europeo di Arezzo, giunge il bronzo in Irlanda…Che sapore ha? Lei ha dichiarato di aver fatto tesoro dell’esperienza dell’anno scorso, in che modo?

“La prima nota positiva da segnalare, è che sono due anni che gareggiamo alla pari delle altre nazioni. Purtroppo l’anno scorso abbiamo mancato l’ultimo giorno di gara forse perché  i  ragazzi  erano meno esperti e  hanno sentito  la pressione della gara. Fatto tesoro dell’esperienza di Arezzo, quest’anno sono stati impeccabili: concentrati, determinati , carichi di una maggiore esperienza hanno centrato l’obbiettivo.

 

Quindi considerato che ogni anno lei migliora la posizione, con dei rapidi calcoli tra due anni… ?

“(risata sonora) Tutto può essere!!

 

Terzi saldamente dal rettangolo. Un segnale positivo dal completo pony, che l’Italia in rettangolo dice la sua. Non è così?

“Quest’anno i ragazzi hanno lavorato molto bene e dopo il rettangolo siamo riusciti a chiudere con 128,8  punti negativi. I ragazzi sono arrivati al ritiro con una buona preparazione grazie all’ottimo lavoro svolto dai rispettivi istruttori; durante il ritiro e in gara  abbiamo avuto la possibilità di lavorare con Zilla Pearse. persona di grande esperienza e ottimo  Chef d’Equipe  con la quale spero di poter collaborare anche in futuro.

 

Avete già all’attivo due dettagli: ottimi binomi ed ottimi preparatori di base. E gli altri ingredienti del suo metodo come Ct per costruire una squadra competitiva?

“La mia metodologia è quella di creare tra me e  gli  istruttori  una collaborazione globale nel rispetto e nella fiducia reciproca. Questi due ingredienti: fiducia e rispetto devono nascere nel tempo, ed è questo ciò che sto cercando di costruire tassello dopo tassello. Il tecnico che osserva saltuariamente gli atleti non può intervenire drasticamente. Io stesso sono istruttore e mi fa piacere quando ho allievi in squadra poter collaborare costruttivamente con il tecnico… Questa concezione porta i risultati. Prima bisogna creare il metodo e la mentalità. Vorrei fare un esempio di questa collaborazione attiva. Quest’anno con gli istruttori abbiamo fatto delle riunioni  di orientamento tecnico, siamo scesi sul campo per fare delle ricognizioni  di  gruppo, abbiamo rivisto i salti in campagna, ci siamo confrontati su idee, direzioni e eventuali alternative. Questo crea un bel team!!

 

Lei ha detto dei ragazzi a questo ultimo Europeo pony “hanno tirato fuori i denti”. Ci racconti bene in che contesto ed in che modo?

Il sorteggio non ci ha aiutati (ancora una volta prima squadra a partire) infatti Manfredi è stato il primo a dover tirare fuori i denti per affrontare un cross molto selettivo. tre acque, un salto tecnico al numero 8 sul quale ho dovuto imporre delle decisioni che hanno portato a un superamento del  tempo che era calcolato al fine di portare a casa un netto. Il primo di squadra che porta a casa un netto è già un bel tassello. Dopo di che è partita Emma Pasqualini che ha avuto dei problemi durante il percorso ed è purtroppo  stata eliminata. Da allora in avanti la gara si faceva dura perché giocavamo su tre e non potevamo scartare più nulla. Quindi devo dire che gli altri due componenti della squadra hanno tirato fuori i denti nel senso che avevano una grossa responsabilità. Hanno fatto il meglio sia Matteo Guiducci che Maria Sole Girardi.  Il giorno dopo sei sempre in tre, dunque la pressione è sempre più forte. Non hai scelta, non puoi sbsgliare!!! Per un attimo mi è sembrato di rivivere la situazione di Arezzo… Ma questa volta i ragazzi non hanno tradito la mia fiducia!!

 

Volevo anche menzionare le due ragazze che hanno partecipato a titolo individuale Bonaccorsi Margherita e Ragaini Allegra e dire loro di fare tesoro dell’esperienza fatta in Irlanda per crescere e continuare a lavorare per raggiungere i loro obbiettivi.

 

L’eliminazione di Emma Pasqualini, atleta competitiva con alle spalle già un discreto bagaglio di esperienza agonistica e partecipazioni importanti a livello europeo. Facciamo un pensiero sull’accaduto?

“Con il cavallo è incappata in tre rifiuti. La ragazza è arrivata visibilmente dispiaciuta. Ma nulla di grave, questo è il nostro sport. Quando parti per un cross può succedere. Tutti i ragazzi devono sapere che può capitare a chiunque e  a qualsiasi livello, ma lo sport va avanti e non si ferma ad una sola gara. In questa gara la Pasqualini non ha portato un risultato positivo, ma è giusto che anche lei sia salita sul podio per gioire insieme ai suoi compagni.

 

Vediamo di aggiungere qualche altro dato sul cross europeo di Millstreet, a parte quello che già ha espresso?

“Aveva qualche leggero dislivello,  ma non era questo il problema maggiore. Erano i salti la parte rilevante, questo numero 8, era un talus a scendere con un dislivello impegnativo ed a tre tempi una siepe a fronte stretto molto scartabile con una distanza un filo corta. Dipendeva molto da come si calavano  se non scendevano bene 99/100 lo scarto avveniva!“

 

Può spiegare la regola a seguito della quale M.Sole Girardi non ha ottenuto il bronzo individuale?

“Per me Sole è come se avesse al collo quella medaglia! Perché ha fatto una gara impeccabile. Il discorso sta così: Parità di punti negativi in dressage con il tedesco Bockmann. Al cross entrambe netto nel tempo, tutti e due netto in concorso. Cosa succede, la domenica il punteggio rimane uguale. Vince chi si avvicina di più al tempo ideale del cross. Sole è rientrata di 4 secondi ( il tempo prescritto era 6.33), il ragazzo tedesco di 2. E per due secondi la nostra atleta azzurra non ha vinto il bronzo. Un altro dato che segnalerei, perché non capita tutti i giorni, abbiamo avuto a livello individuale 2 binomi italiani nei primi 5. IL primo di nazionalità francese, il secondo inglese, il terzo tedesco, mentre al quarto e quinto posto due italiani. Siamo stati la Nazione che nei primi cinque ne ha piazzati di più! “

 

Si riparte subito con l’altro Campionato Europeo questa volta Junior a Bishop Burton. Aspettative, ipotesi e schema mentale?

“Sono sceso e salito da un aereo, praticamente senza respiro insomma, ma a me piace molto questo tipo di lavoro! Il ritiro si è svolto di nuovo a Mustonate, posto fantastico, grande ospitalità del Dott. Aletti. Il proprietario ha messo i ragazzi nelle condizioni giuste per la gara, ha contribuito ad esaltare lo spirito di squadra  sia per il team  pony che per gli junior. I cavalli sono partiti dopo il ritiro nella notte. Aspettative… a me piace guardare in alto! Con gli junior però è il primo anno di lavoro, solo la Rubboli è al secondo Europeo, gli altri sono privi di esperienza. Sarà una prima partecipazione! I cavalli sono in forma, i ragazzi hanno fatto un buon lavoro.”

 

Il  ritiro tecnico come si è svolto  per grosse linee?

“Si è lavorato due giorni in piano con il tecnico del dressage, Zilla Pearse, un giorno galoppo in pista, un giorno esecuzione del percorso di salto ostacoli. Un giorno è dedicato alle rifiniture in genere. Due volte, all’inizio ed alla fine del ritiro, viene il Dott. Eleuteri per controllare che i cavalli siano in ordine. Abbiamo avuto il supporto anche del Mentalist, sia per i ragazzi con i pony che per gli Junior, Elena Montorsi, che è stata con noi  anche tutta la settimana in Irlanda e verrà di nuovo anche a Bishop Burton. Devo dire che si tratta di una figura utile per rifinire e rendere totalmente competitivo l’atleta-cavaliere.”

 

Il cross di Bishop Burton come si è rivelato?

“Impegnativo! Guardando le classifiche devo dire che ha creato parecchi problemi. La difficoltà principale oltre all’entità dei  salti, è stata rappresentata dai dislivelli.  I cavalli arrivavano alla fine un po’ stanchi, come è successo anche ai Weg in Francia. Siamo meno abituati ai dislivelli. Avevamo uno dei posti migliori al mondo per la preparazione atletica dei cavalli da completo, parlo dei Pratoni del Vivaro, ma oggi purtroppo è inutilizzabile.  Allenandoci in un posto del genere per una gara con queste caratteristiche, forse saremmo stati più  preparati.

 

Punti da migliorare per il team Junior, punti deboli e possibilità per dare una svolta effettiva?

 

“Questo è stato comunque  il mio primo anno con il team Junior e l’anno prossimo 4 ragazzi su 6 passeranno Young Rider, quindi non riesco ad avere una continuità con questo gruppo ma il fatto  di essere tecnico di entrambe le categorie mi permetterà di lavorare con i ragazzi per più anni. Il prossimo anno al gruppo di Juniores si uniranno coloro che escono dai pony con i quali ho già lavorato due anni  e cosi facendo speriamo che si inneschi un meccanismo di continuità che ci porti lontano!”

 

I risultati sul campo ci offrono uno spunto di riflessione: il team pony dimostra di essere oggi più competitivo (pony e cavalieri qualitativi) poi troviamo un gap tra gli junior e Young riders (ovviamente attendiamo anche  l'europeo prossimo) dove abbiamo anche buoni cavalli e cavalieri interessanti e che si dedicano, che fanno fatica ad emergere e mettersi in luce in queste occasioni come gli Europei. Se mancano queste ulteriori maglie fondamentali per la catena, come si fa ad allargare il settore senior e far emergere nuovi e più competitivi volti? Ma il problema sono solo i cavalli?

“I risultati vengono se c’è continuità nel lavoro e nei programmi… Speriamo che ci diano la possibilità di continuare ad aggiungere anelli alla catena!!!“

 

Che Idea si è fatto sui WEg di Normandia. Tanti colpi di scena last minute, anche per la squadra italiana. Lei che ne dice?

“La squadra che ha rappresentato l’Italia del completo a questo mondiale era molto giovane ma possiamo dire  anche molto sfortunata. Pensiamo a Vittoria Panizzon e a Stefano Fioravanti!!  Facendo un paio di calcoli, la qualifica per le Olimpiadi sarebbe potuta arrivare!"

 

Può dare una sua opinione sul cross del Mondiale?

“Vedendolo da casa, in Tv non è cosi facile bisognerebbe camminare il  tracciato. Posso solo dire che le condizioni del l terreno , i dislivelli e l’entità dei salti hanno fatto  si che nessun binomio è arrivato nel tempo prescritto… Forse dovremmo fare delle riflessioni!!

 

Vogliamo soffermarci sul Best Rider italiano Giovanni Ugolotti, giunto 22mo?

“Certo! Abbiamo montato insieme al “Cinghio”. Abbiamo condiviso gli anni dell’attività giovanile. La scelta di trasferirsi in Inghilterra credo che abbia rappresentato la svolta della sua vita agonistica. Oggi sta raccogliendo i frutti del suo lavoro sfruttando al meglio l’opportunità di essere andato a lavorare nella nazione patria del completo, ha fatto  esperienza, si è fatto un nome e si è guadagnato la fiducia del tecnico, ripagandola alla grande. Mi complimento con lui e gli auguro davvero di continuare così e spero che i miei ragazzi prendano esempio da lui!!”

 


Intervista a cura di Giulia Iannone

Giulia Iannone


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