20 Agosto 2022

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Il Lavoro alla Corda, capitolo 3: Esercizi su barriere e al salto

Terza parte del manuale di Leopoldo Testa
oggi Vice Questore Vicario di Mantova con un passato
alla direzione della Squadra Mobile di Cagliari e del
Centro di Coordinamento dei servizi a cavallo
della Polizia di Stato.

In presenza di un cavallo che rimane sulla traiettoria, accetta il lavoro alla corda e mantiene un buon contatto potremo cominciare
a ginnasticare il cavallo sulle barriere. E’ consigliabile che il cavallo sia bardato, almeno, con capezzone e stinchiere.

 

 

Dopo il riscaldamento, inizieremo al passo con una sola barriera, facendo attenzione ad accompagnare sempre il cavallo con gli aiuti, la nostra
corretta posizione e a non portarlo sulla barriera direttamente in girata ma consentendogli l’avvicinamento da una breve dirittura.

 


Verificata la correttezza dell’esercizio, e che il cavallo lavori serenamente, aumenteremo il numero delle barriere e passeremo dal passo al
trotto. Tra due barriere al trotto ci deve essere una distanza di mt.1,30-1,40.

 

 

Un cavallo giovane od inesperto in presenza di due barriere potrebbe tentare di saltarle, in tale evenienza, ne posizioneremo prima una singola
e poi passeremo direttamente a tre. Al fine di consentire al cavallo di superare più di due barriere, al trotto, poste sulla traiettoria,
sarà necessario disporle a ventaglio e la distanza descritta dovrà essere quella tra i punti centrali.

 

 

Il cavallo se ha un giusto e costante ritmo, deve piegare le articolazioni sviluppando la flessione del posteriore interno.

 

Naturalmente, lavoreremo in modo equo alle due mani.

 

Quando il cavallo avrà imparato a lavorare correttamente sulle barriere passeremo all’esercizio sugli ostacoli.

Tale esercizio consente al cavallo di lavorare correttamente e senza l’aggravio del peso del cavaliere.

 

Per tale motivo sarà tanto più valido per il puledro che deve imparare la tecnica senza subire esperienze negative o perdere fiducia in se stesso.


E’ importante che il cavallo affronti l’esercizio provenendo da una dirittura e che non vi siano impedimenti fra la bocca del cavallo e la mano dell’addestratore, dove si possa impigliare la corda.

 

Per tale motivo è necessario disporre di un assistente per modificare l’esercizio e iniziare a lavorare all’interno di un maneggio sfruttandone due lati.


E’ consigliabile porre sul lato interno dell’ostacolo una barriera obliqua discendente che consenta alla corda di non impigliarsi sul piliere interno. Esistono in commercio appositi ostacoli.

 


L’addestratore terrà, inoltre, molto più in alto la mano che regge la longia.

Evitiamo il rifiuto ma, in caso si verifichi, abbassiamo subito l’ostacolo e ripetiamo l’esercizio gradualmente con il cavallo sereno e senza nessuna fretta.


NEI PROSSIMI GIORNI PUBBLICHEREMO L'ULTIMO CAPITOLO:

– Cosa non bisogna mai fare

 


LEGGI ANCHE GLI ARTICOLI PRECEDENTI:

– Introduzione

– Materiali ed Equipaggiamenti


– Tecnica

Tratto da I Quaderni di SEF Italia
"Il Lavoro alla Corda"


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