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Tutti gli articoli qui presenti sono stati pubblicati in oltre un ventennio e fino al 1 Giugno 2020

Un cavallino per amico

Era giunto da noi quattro anni fa come 1° Premio della Prima Lotteria del Cavallino, organizzata per raccogliere fondi per il Centro di Riabilitazione Equestre.
Non aveva ancora tre anni. Era un piccolo shetland, di quelli che, nelle miniere inglesi dell'800, trainavano vagoncini carichi di carbone lungo le basse gallerie.
Già allora compagni di lavoro di tanti lavoratori bambini.



Pezzato bianco e sauro, con una lunghissima coda e una foltissima criniera bionde, spiccava sul suo fianco destro una piccola macchia a forma di cuore che gli aveva valso il nome di “Sweet Heart” o semplicemente “Cuoricino” per i bambini più piccoli.
Intero da principio, esibiva tutta la sua fierezza, con le cavalle che lo guardavano dall'alto al basso disdegnando le sue impennate e i suoi richiami.

Il vincitore lo aveva lasciato da noi in attesa di decidere se portarlo a casa o venderlo. E non volendo pagare l'affitto di un box… si era deciso di portarlo nel giardino di casa mia dove avrebbe fatto compagnia al nostro pastore tedesco. Che coppia! Lui nitriva ogni mattina alle 5,15 dando la sveglia a tutto il condominio.
L'altro gli abbaiava per fargli capire che era lui il padrone del territorio. Ma non c'era verso. Pony rincorreva cane e dopo poco… dietro front: pony rincorso da cane. Il giardino, intanto, veniva distrutto da queste corse folli (sarebbe costato meno pagare un box!), i fiori erano stati tutti mangiati…
All'ora di colazione Sweet e Quake arrivavano sotto la finestra della cucina pretendendo un po' di carezze, geloso uno dell'altro.
Dopo un mese il vincitore decise finalmente di lasciare il pony all'associazione.
La notizia rese felicissimi tutti: bambini, genitori, volontari. Si decise di castrarlo perché era troppo irruente e avrebbe finito col fare del male a qualche ragazzino.

Un socio, veterinario chirurgo, si offrì di fare l'intervento e dopo alcuni giorni riportai il piccolo pony all'Arca del Seprio. Lo trasportammo di notte, su una piccola jeep senza sedili posteriori, tra l'incredulità di alcuni passanti.
Era un pony bellissimo. Sembrava quasi di peluche. Condivideva il paddock con un'altra shetland bianca e nera molto più vecchia di lui. Di tanto in tanto si faceva delle galoppate folli. Era dolce e affidabile. E forse aveva deciso di dedicarsi alle “public relations” del piccolo branco. Infatti, tra i cavalli che nel corso degli anni si erano aggiunti a condividere il recinto, era sempre il primo a venire incontro. Si trattasse di un cavallo nuovo o di un essere umano.

Non si può dire che lavorasse eccessivamente… anzi.
Spesso lo si vedeva beatamente sdraiato al sole, proprio addormentato, come fosse ancora un puledro, fiducioso che gli altri cavalli vegliassero sulla sua sicurezza.
Ma quando vedeva arrivare il pullman con i bambini della scuola materna o delle prime e seconde classi elementari… allora sì che finalmente anche lui, insieme a Manetta, si sarebbe reso utile.
Proprio loro due, così piccoletti, erano gli unici del branco all'altezza di questi ragazzini: timorosi alcuni, esaltati altri, tutti con una gran voglia di conoscerli e farsi conoscere, di toccarli, accarezzarli, strigliarli, condurli a mano e infine anche montarli a pelo.
Occorreva certo una gran pazienza che veniva tuttavia sempre premiata, alla fine, da una golosa ricompensa: zuccherini o carote.

Ma il suo lavoro non si limitava a far avvicinare i bambini al mondo dei cavalli.
Educatori e terapisti del C.R.E. lo conducevano accanto ad alcuni bimbi svantaggiati particolarmente timorosi: le sue piccole dimensioni e il suo carattere simpatico riuscivano subito ad attirare la loro attenzione e mentre accarezzavano il suo morbido pelo dimenticavano ogni paura. Di tanto in tanto veniva anche attaccato al calessino di legno, regalato all'associazione da un generoso Babbo Natale.
Era piccolo ma forte e riusciva a trainare il calesse su cui sedevano non solo i ragazzini ma a volte anche qualche adulto disabile.
Quante volte li aveva fatti sorridere di gioia! Pareva orgoglioso del suo lavoro, soprattutto quando veniva portato alle Feste in paese, al parco, o dove veniva richiesta la sua presenza. Con lui avevano giocato tanti bambini. E chissà quanti ne aveva fatti sognare…

Ma oggi, nelle prime ore di un pomeriggio di agosto, il piccolo Sweet si è lasciato scivolare per terra e non si è più rialzato. Da alcuni giorni aveva perso la voglia di mangiare, di correre, di venirti incontro per primo, di infilarti il muso sotto il braccio per farsi accarezzare…
Non credevo, alla mia età, di poter piangere per un cavallino ma…una lacrima mi è scivolata giù, lungo il viso. Quante cose abbiamo fatto insieme, piccolo amico, quanti bambini hai reso felici? Come faranno ora che te ne sei andato? E un pensiero assurdo mi ha attraversato la mente…chissà, forse starai galoppando, coda e criniera bionde al vento, nei pascoli del cielo per far sorridere altri bambini.

Silvia Ferretti
Centro Rieducazione Equestre
L’Arca del Seprio – ONLUS
Vedano Olona (VA)


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