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6 Aprile 2025

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Tutti gli articoli qui presenti sono stati pubblicati in oltre un ventennio e fino al 1 Giugno 2020

Il silenzio degli innocenti. Sette cavalli uccisi a Sassari. Qualsiasi sia il movente, sono sette vittime non colpevoli.

I cavalli, qualsiasi cavallo, fa sempre e solo quello che gli è chiesto di fare.
Con umiltà, fedeltà e in silenzio. Punite gli assassini, perché di assassinio si tratta.

 

Incolpevole, puro, onesto, ingenuo, mite, inoffensivo.

 

Così è il nostro cavallo, così sono tutti i cavalli.

Anche i sette bellissimi cavalli da corsa uccisi con un unico colpo in fronte all'interno delle scuderie dell'ippodromo "Pinna" di Sassari nella notte tra l’11 e il 12 novembre.

 

Perché troppo bravi? Perché svolgevano bene il compito a cui erano chiamati e per cui erano allevati, curati, addestrati con passione dal loro proprietario, Salvatore Pili, un imprenditore edile di Gavoi (Nuoro).

 

E sarebbe proprio quest’ultimo, secondo i carabinieri della Compagnia di Sassari, l'obiettivo dell'atto criminale. Forse una vendetta per le troppe vittorie dei suoi cavalli in corse al galoppo in Sardegna e nella penisola. Ma la furia omicida ha colpito anche un settimo cavallo, ospitato nella fila dei box di Pili. Un altro innocente, di proprietà di un privato, un appassionato allevatore di cavalli da corsa.
 

La condanna è unanime. L’UNIRE si costituirà parte civile una volta individuati i responsabili e il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, parla di “una gravissima mattanza”.

 

Non ho parole per definire l’atroce evento. Tutti ci auguriamo che le forze dell’ordine facciano il loro lavoro e incastrino i responsabili riconoscendogli una pena esemplare.
Ma la giustizia nel nostro Paese non funziona per gli umani… figuriamoci per gli animali.

 

E intanto sette cavalli sono morti, loro che non conoscono l’odio e l’invidia umana, la mafia, il riciclaggio. Loro che in silenzio fanno sempre quello che chiede il padrone, nella buona e nella cattiva sorte. Loro non meritano una fine simile.

 

Gli animali non devono essere vittime della cattiveria umana, delle nostre peggiori intenzioni e dei cattivi sentimenti.

 

Indipendentemente dallo schieramento politico di ciascuno, con piacere tutti noi amanti degli animali vediamo tre donne impegnate in primo piano per la tutela dei dirittidi questi splendidi essere indifesi: il Ministro Michela Vittoria Brambilla, a cui va la mia solidarietà dopo l'ignobile gesto dell'invio del pacco anonimo con una zampa di capra mozzata per le sue giuste posizioni contro la caccia, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini e l’onorevole Paola Frassinetti.

 

Le preghiamo di unire le loro forze per fare tutto il possibile a sostegno degli animali.

Eleonora Origgi

Responsabile di redazione


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