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IPPOVIE DELLA TOSCANA

TRATTA 4

 

“A Cavallo nei Parchi della Toscana”
 
TRATTA 4: San Benedetto in Alpe (Fc) – Pieve Santo Stefano (Ar)
Giorni 5 – km 184 percorsi a cavallo
 
E.N.G.E.A., su mandato tramite bando di concorso emanato dal Parco di San Rossore per nome e per conto della Regione Toscana nell’ambito del progetto “A Cavallo nei Parchi Toscani” ha tracciato e collaudato la quarta tratta:
 
Lunedì 20 Agosto 2012
 
alle ore 19.00 come da programma, il Team Tecnico E.N.G.E.A. di collaudo Ippovia Toscana con il sistema “Ippovie Italiane Certificate® ” si è ritrovato presso il ristorante maneggio “Rio Destro” a San Benedetto in Alpe (FC),  per questa tratta era formato da: 
– Marta Pagliano (guida certificata E.N.G.E.A.)
– Simonetta Zappi (accompagnatore Equiturist e Istruttore Pony E.N.G.E.A.)
– Francesco Palermo (guida certificata E.N.G.E.A. e ist.re equitazione alpina)
– Renzo Tomi (guida E.N.G.E.A. e direttore del progetto “A Cavallo nei Parchi Toscani”) 
Accompagnati dalle guide E.N.G.E.A. del Casentino  Francesca Fiaschi e Giovanna Matteagi.
Il team di supporto logistico era composto dal capitano Tino Nicolosi (Garibaldini volontari a cavallo) e Simona Viganò (stagista dell’Università IULM di Milano). Con Fuoristrada L 200 e Trailer Faustras.
Dopo aver sistemato i cavalli, il team si è riunito per la cena. 
Dal Ristorante Maneggio Rio Destro, alzando lo sguardo, si poteva vedere la rinomata abbazia di San Benedetto, dei monaci benedettini, documentata dall’XI secolo, anche se l’esistenza di un nucleo di eremiti può essere assegnata a un periodo precedente. Tra il XII e XIII secolo l’abbazia era tra le più potenti nella zona tosco-romagnola. 
L’accoglienza al Rio Destro è stata molto buona, come la cena, abbondante e gustosa.
 
Martedì 21 Agosto 2012
 
alle ore 8.30 il team tecnico dopo le foto di rito è partito da San Benedetto in Alpe (FC) dal ristorante maneggio “Rio Destro”. Attraversando meravigliose foreste di faggete e abetine, percorrendo una strada bianca che porta in quota, passando sopra all’abbazia di San Benedetto in Alpe, godendo di un panorama montana particolarmente suggestivo. Da Colla del Bucine e Orticari, si raggiunge intorno a mezzogiorno il passo Tre Faggi, a oltre 900m, dove si può effettuare una sosta all’interno della faggeta per consumare il pranzo al sacco.
Dopo pranzo si prosegue per il Rifugio Fontanelle per un piccolo ristoro per i cavalieri e per poter abbeverare i cavalli, vista la scarsità d’acqua durante il percorso mattutino.
Seguendo una bella sentieristica, percorrendo il sentiero CAI 00 sul crinale, si attraversa la località di Fangacci. Per raggiungere Campigna, la tappa serale, si attraversa l’abetina di Campigna. L’abetina è considerata una foresta artificiale: gli abeti bianchi venivano piantati per l’utilizzo della legna; già nel ‘300 questi alberi venivano usati per differenti opere, tra cui il progetto della costruzione del Duomo di Firenze. 
Durante il tragitto è possibile notare numerosi formicai della formica rufa, purtroppo specie minacciata, importantissima per la conservazione della foresta perché mangia quelle specie di insetti considerate pericolose per gli alberi. Le abbeverate per i cavalli nel pomeriggio sono state soddisfacenti.
Alle ore 18.00 circa si arriva a destinazione: Campigna (FC), un piccolo paese situato all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, un tempo sede del Granduca di Toscana.
I cavalli vengono sistemati nei paddock del CFS, mentre i cavalieri pernottano presso l’agriturismo “Il Poderone”, gestito dalla sig.ra Lorenza. La cena, davvero deliziosa, è stata preparata interamente con i prodotti dell’azienda.
Tratta: tot. 29Km, asfalto 0%. Abbeverate: assenti la mattina, discreta al pomeriggio.
 
Mercoledì 22 Agosto 2012
 
il team ha lasciato l’agriturismo “Il Poderone” alle ore 8.30, direzione Il Gualdo. Dopo la salita in quota si raggiunge il rifugio Burraia, dove, ai tempi di Leopoldo II, veniva prodotto il burro. Passando per Fosso Abetio, particolare per le sue cascate, si raggiunge Monte Falco. Seguendo il sentiero CAI si arriva fino sotto il monte Falterona, passando per la linea Gotica, con ai lati la Toscana e la Romagna, e scorgendo all’orizzonte l’Adriatico. Proseguendo si raggiunge il Lago degli Idoli, a oltre 1300m di altitudine nel Monte Falterona, non lontano dalle sorgenti del fiume Arno: all’interno del lago gli etruschi gettavano offerte devozionali; il lago ha offerto, con il prosciugamento dell’800, una tra le più ricche collezioni di reperti archeologici. 
Avanzando si giunge in Toscana; seguendo un sentiero di pietraia verso Bocca Pecorina e Vallucciole arrivando al punto sosta pranzo: Molin di Bucchio.
Questo mulino, oggi ecomuseo, ha origine nel 1200, ed è il primo mulino sul corso del fiume Arno. Annesse al mulino sono ancora visibili le vasche utilizzate tra Ottocento e Novecento per l’allevamento di barbi e trote, che ripopolavano le acque dei fiumi nelle province di Arezzo e Firenze. Il mulino è di proprietà da generazioni della famiglia del signor Claudio che con Carla prepara un pranzo sfizioso a base di panzanella e salumi locali. 
Dopo pranzo si prosegue per Pratariccia, borgo abbandonato, seguendo una strada impegnativa per riprendere quota in direzione Consuma. 
Intorno alle ore 18.00 si raggiunge l’“ASD il Gualdo”, dove vi è il pernotto per cavalli e cavalieri. L’accoglienza è piacevole, come la cena, e ottima la gestione della sig.ra Ilenia.
Tratta: tot. 33Km, asfalto 0%. Abbeverate: buone
 
Giovedì 23 Agosto 2012
 
partenza alle 8.20 dall’“ASD Il Gualdo”, seguendo il sentiero CAI 00 in cresta, passando per il crinale che divide le province di Firenze e Arezzo. 
Si attraversano le foreste di Vallombrosa e Secchieta, dove si può sostare per riposare e prendere un caffè. 
Proseguendo sull’ampia strada bianca si ha a destra la Val D’Arno e a sinistra il Casentino. Si passa all’interno del parco eolico di Secchieta in direzione Croce di Pratomagno, la vetta più alta del massiccio montuoso, sul quale è situata una croce in ferro che fu inaugurata nel 1928.
In questa località si fa pausa per il pranzo: al ristorante “Da Giocondo”, ottimo punto sosta attrezzato con poste e vasche per abbeverate, si può degustare una merenda a base di salumi e crostini.
Dopo pranzo si riparte seguendo il sentiero 42, scendendo nel fondovalle della Val D’Arno. 
Si costeggia il castello S. Niccolò del XIII secolo, che già sorgeva su un castrum precedente, particolarmente interessante per la caratteristica torre dell’orologio con numerazione romana a sei cifre.
Si raggiunge la Pieve di Romena, antico faro per i pellegrini che si dirigevano verso Roma. La pieve ha origini nel periodo etrusco, ed è divenuta poi un’area di culto pagana, mantenendo però sempre costante la sua vocazione di ospitare i viandanti. Il complesso che si vede oggi, realizzato da maestranze lombarde e artigiani locali, è stato costruito nel XII secolo, su una chiesa romana preesistente. 
In seguito si risalgono i campi costeggiando l’antico castello di Romena. Le prime testimonianze della sua esistenza risalgono all’XI secolo come residenza del conte Guido Alberto dei Marchesi di Spoleto, e divenendo successivamente proprietà dei Guidi. Il castello è citato anche nella Divina Commedia dantesca: “Ivi è Romena, là dov’io falsai la lega suggellata del Batista; per ch’io il corpo sù arso lasciai.” Dante ricorda nel canto XXX dell’Inferno come Mastro Adamo da Brescia falsificava fiorini d’oro per conto dei Guidi. Fu catturato e condannato a morte nella località chiamata oggi Omomorto”. 
Nel castello soggiornò nel 1901 Gabriele D’Annunzio, che qui scrisse gran parte dell’Alcyone.
Alle ore 20.00 quasi all’inbrunire, si raggiunge l’agriturismo Castagneto Picci in località Romena. Lo stesso agriturismo, prima della ristrutturazione e del suo ampliamento, era una torre di avvistamento del castello di Romena. 
E’ possibile sistemare i cavalli presso l’ASD Equinatura. 
L’accoglienza dei cavalieri viene fatta della famiglia Poltri Tanucci, che prepara un’ottima cena casalinga, tipica del Casentino, curata dalla signora Giuliana. 
Tratta: tot. 48Km, asfalto 15%. Abbeverate: solo a fine mattinata e pomeriggio.
 
Venerdì 24 Agosto 2012
 
il team è ripartito alle ore 8.30 da Castagneto Picci. Costeggiando nuovamente il castello e la pieve di Romena si giunge al fiume Arno, guadandolo.
Si aggira Pratovecchio per risalire in seguito a Casalino e imboccare la strada per il Rifugio Asqua, immerso nelle Foreste Casentinesi in località Poppi, potenziale punto sosta.
Si prosegue seguendo la linea gotica, passando per Metaleto e per la riserva naturale di Camaldoli, facente parte del Parco Naturale delle Foreste Casentinesi, all’interno della quale si trova il Castagno Miraglia, albero monumentale di oltre 300 anni di età. 
Si fa sosta a Camaldoli con una degustazione di prodotti tipici. Camaldoli era conosciuta come “Fontebuona” per la qualità delle sue acque.
Il monastero, edificato a partire dal 1046 e ingrandito nel XVI secolo, sorge presso le rive di uno dei rami del fiume Archiano, citato anche da Dante Alighieri. Il complesso è costituito dall’antico Ospizio, dalla chiesa e dal monastero. Percorrendo la “strada corta” si raggiunge l’Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo nell’XI secolo, casa madre della congregazione benedettina dei camaldolesi. 
La “strada corta” costeggia il torrente, che è attraversato da due ponti romanici. Si calpesta l’antico selciato che congiungeva il monastero all’eremo, all’interno dell’abetina.
I monaci delle due strutture religiose appartengono alla stessa comunità e seguono la stessa regola, ma seguono stili di vita differenti, dando maggiore spazio alla vita comunitaria nel monastero e privilegiando il raccoglimento personale all’eremo. 
Percorrendo nuovamente il sentiero Cai 00 lungo il crinale si passa per la località Prato alla Penna, attraverso la faggeta, fino a Fangacci. Si segue poi il sentiero natura di Badia Prataglia in località Capanno, per iniziare la discesa al paese passando per il Rifugio Escursionistico Casanova.
La scuderizzazione dei cavalli avviene presso l’azienda agricola Bartolini a Badia Prataglia, mentre i cavalieri sono stati ospitati alla “Locanda Il Carbonile”. Ottima la cena, a base di piatti tipici delle zone del Casentino.
Tratta: tot. 36Km, asfalto 10%. Abbeverate: ottime. 
 
Sabato 25 Agosto 2012
 
il team si è messo in camino alle ore 8.00, partendo da Badia Prataglia, azienda Bartolini.
Si passa per La Storca, per il passo Mandrioli attraverso un’incantevole faggeta, percorrendo però un sentiero molto ripido, adatto a cavalieri esperti e cavalli allenati (un percorso molto tecnico).
Seguendo sempre il sentiero CAI 00 si arriva al passo di Serra e successivamente al Poggio dei Tre Vescovi, chiamato così per via dell’incontro delle tre diocesi di San Marino Montefeltro, Forlì Bertinoro e Arezzo Cortona Sansepolcro.
Proseguendo si costeggia la riserva naturale provinciale di Montenero, fino al passo di Gualanciole. Si segue la deviazione per Monte Calvano, raggiungendo la località Melosa, nelle vicinanze del Monastero di San Francesco, dove si effettua la pausa pranzo, con salumi e formaggi tipici della zona. 
Dopo pranzo si può visitare il Santuario Francescano della Verna, con Giovanna come guida. 
Il santuario è molto noto perché qui San Francesco ricevette le stimmate. Il Conte Orlando di Chiusi della Verna donò il monte della Verna a San Francesco in quanto era rimasto colpito dalla predicazione del santo. Le foreste attorno al santuario sono rimaste intatte nei secoli, perché i frati francescani utilizzavano questi luoghi mistici per la preghiera piuttosto che per il lavoro, e per questo si sono dedicati alla loro cura.
Alle ore 15.00 si prosegue verso  Pieve Santo Stefano. E ora la sentieristica è tutta in discesa. Si percorre una strada della Forestale verso la Cappella San Filippo, e dopo un attraversamento di asfalto si scende a Compito, e passando per il piccolo paese siamo giunti al torrente Singerna. Dopo il guado si passa per Montalone, e su strada mista si raggiunge Pieve Santo Stefano, percorrendo la variante lungo il torrente Ancione. Dopo qualche salita e discesa impegnativa (solo in questa ultima parte) si raggiunge Formole, dove i cavalli vengono sistemati negli ottimi paddok dell’UTB C.F.S. Il team ha pernottato presso l’hotel “Il Diario”, molto confortevole, cena soddisfacente.  
• NB: problema a La Storca: piazzale chiuso da una sbarra, c’è il sentiero alternativo a monte nel bosco.
Tratta: tot. 38Km, asfalto 02%. Abbeverate: discrete
 
Ringraziamo le  Aziende e A.s.d. che ci anno ospitato:
C.I. Rio Destro – A.S.D. Il Gualdo – Az. Poderone – C.F.S. Campigna – 
Az. Bartolini – Il Carbonile – As.d. Equinatura – Az. Poltri Tanucci – La Melosa – Mulin di Bucchio – Rist. Giocondo – Loc. dei Baroni – Hotel Il Diario – C.F.S. Formole.
 
Si ringraziano le Guide E.N.G.E.A del Casentino Giovanna Matteagi e Francesca Fiaschi, brave conoscitrici del territorio, lo stesso per la sua conformazione montagnosa ci anno guidato con sicurezza.
Ringraziamo il Comando C.F.S. Regione Toscana per la collaborazione.
Un ringraziamento particolare al Comando C.F.S. provinciale di Arezzo e del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Dott. Claudio D’Amico profondo conoscitore del Parco con suoi contenuti, Cavaliere di tutto rispetto.
In affiancamento erano presenti due agenti ippomontati del C.F.S.
E non ultimi si ringrazia il Team Tecnico di Collaudo, Marta, Simonetta, Francesco, Tino, Simona, ormai consolidato Team; a loro basta uno sguardo per capirci, cavalcano, mangiano  e dormono in camerata, formando una forte coesione tra loro. In ogni tratta viene inserito un nuovo Quadro Tecnico, per formare dei collaudatori professionali con il sistema “Ippovie Italiane Certificate®”.
 
Ad oggi con questa quarta tratta si è percorso e collaudato 916 Km di Ippovia in Toscana interamente a cavallo.
Un altro successo di E.N.G.E.A. con il sistema “Ippovie Italiane Certificate®”. 
“SI VA AVANTI.. 
CON I FATTI E NON PAROLE”
Grazie a tutti.
 
La prossima tratta, la quinta Ippovia G.T.E. Isola D’Elba 3 gg. ultima settimana di Settembre 2012
 
Renzo Tomi
 
P.S. E’ la terza volta che percorro a cavallo L’Ippovia delle Foreste Sacre ed ogni volta mi da una emozione particolare, magica, reale o inreale come nelle favole, speravo di rivedere gli gnomi, come vidi la volta precedente nel 2009, ma quella fù una volta speciale.. speriamo alla prossima occasione.
 

ENGEA
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