17 Agosto 2022

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Nella campagna a ovest di Teheran in Iran, un rifugio aiuta centinaia cani randagi.

In Iran il cane viene maltrattato e non può essere mostrato in pubblico. Addirittura gli addetti comunali hanno l’ordine di sparare ai poveri randagi che vagano per le strade.

Il migliore amico dell'uomo non ha una buona considerazione in Iran, dove gli addetti comunali sparano ai randagi e i conservatori vedono i cani come un'influenza occidentale portatrice di corruzione.

 

Ma in un rifugio per animali molto raro, nella campagna a ovest di Teheran, centinaia di cuccioli fortunati hanno trovato la misericordia e un numero crescente di iraniani sta imparando ad amarli.

 

La tradizione islamica promuove una grande stima per i gatti, e in gran parte del mondo la gente musulmana lascia cibo fuori dalle case per i felini selvatici.

 

I cani randagi, come ricorda l'AP, invece, sono spesso visti come un fastidio pubblico, un po' come ratti troppo cresciuti con la coda scodinzolante. Nella Repubblica islamica dell'Iran, la proprietà di un cane è bollata come un'importazione occidentale dannosa, e i legislatori conservatori hanno chiesto che sia vietata o almeno fortemente limitata, in linea con le altre norme relative alla musica e alla moda occidentali.

 

Ma fuori da Teheran più di 500 cani trovano cure e affetto al Vafa Animal Shelter, realizzato grazie ad una donazione nel 2004, l'unico rifugio per animali nel Paese con licenza. ''Nella nostra società, i cani sono gli animali più vulnerabili", ha detto Ali Sani, direttore della struttura. E ha aggiunto: ''I quattrozampe che vengono portati qui di solito arrivano da ambienti urbani, sono stati alle prese con problemi e, in ogni caso, hanno bisogno di aiuto."

 

Il centro recupera cani randagi, che altrimenti rischiano di finire nelle mani dei lavoratori comunali, pronti ad ucciderli. E non solo: passeggiare in pubblico con il cane al guinzaglio è vietato, così come permettergli di stare con la testa fuori dal finestrino dell'auto.

 

Intanto, circa 30 parlamentari hanno firmato un progetto di legge per punire chi passeggia con i cani con un massimo di 3.000 dollari di multa e 74 frustate, ma un simile tentativo in precedenza non è andato in porto. La disputa sui quattrozampe fa parte di una guerra culturale in Iran che risale alla rivoluzione del 1979 che ha rovesciato lo scià filo-occidentale. I conservatori hanno cercato di imporre la loro versione dell'Islam sulla società per liberarla dall'influenza occidentale.

 

Ma i loro sforzi hanno incontrato resistenza, soprattutto da parte dei giovani, i quali vivono soprattutto in città e sono tra i più benestanti. Ecco il proprietario-tipo di cani in Iran che ha contribuito a eleggere come presidente Hassan Rouhani, più moderato, l'anno scorso. ''I proprietari di cani a volte li portano al pubblico, per esempio, in autobus o lasciano che il cane metta la testa fuori dal finestrino per mostrarlo agli altri. Questo è inaccettabile'', ha commentato Mohammad Ismail Kowsari, uno dei parlamentari che sostengono pene più severe. Insomma, è ancora dura la vita per il miglior amico dell'uomo in Iran.

www.nelcuore.org
Federazone Italiana Associaizoni diritti animali e ambiente


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