9 Dicembre 2022

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COSA PENSAVA QUEL CAVALLO CON ATTACCATO ALLA CODA …

 

“e quella fronte ch’a il pel così nero, è Azzolino…” Scrive Dante Alighieri nella Divina Commedia nel Canto XII dell’Inferno pensando ad Ezzelino da Romano e collocandolo nel girone infernale dei violenti dove il sangue lo avvolgeva completamente.


Chi era Ezzelino da Romano?

Un desposta prepotente e feroce tanto da essere soprannominato il “Terribile”.

Uomo audace, spietato, furbo ed assetato di sangue e potere. La sua posizione sociale gli permetteva di spargere il terrore e di uccidere in modo disumano chiunque gli impedisse di impadronirsi di valori materiali. Quando voleva impossessarsi di un castello uccideva tutta la popolazione in esso contenuta, oppure abbandonava bambini, donne, e uomini in galere pestilenziali a morire di fame e torture. Lo stesso comportamento era riservato anche ai suoi nemici titolati tanto da rinchiuderli nelle nauseabonde e fetide prigioni anche murando le porte. Immaginate cosa poteva succedere in tali luoghi! La fama della sua crudeltà varcò tutti i confini.


Ezzelino amava, onde terrorizzare la popolazione, cavalcare fra i popolani in compagnia di un nutrito drappello di soldatacci pronti a tutto; il suo atroce sguardo da solo scoraggiava qualsiasi tentativo di sommossa.

Appartenente alla famiglia di origine germanica degli Ezzelini o dei Da Romano egli nacque nel mese di Aprile
del 1194 e sin dal suo periodo adolescenziale  mise in evidenza la sua innata inclinazione verso l’arte della guerra.  

Ragazzo dall’animo di ghiaccio non mostrava mai i suoi sentimenti; impavido, insensibile davanti anche alla piu’ empia malvagità ma continuò, con pazienza certosina, per tutta la vita a perseguire la voglia di potere e denaro fino ad arrivare ad essere il Podestà della città di Verona.


Fu molto apprezzato dall’Imperatore Federico II di Svevia che ripose in lui tutta la sua fiducia tanto  da nominarlo Vicario Imperiale in Lombardia all’inizio del 1200 e dandogli come sposa sua figlia battezzata con il nome di Selvaggia la quale, però, dovette affrontare ben presto il suo destino: la vita per lei fu breve

Trascorsero circa cinquant’anni e la morte dell’Imperatore Federico II segnò anche l’inizio della fine della famiglia degli Ezzelini. Papa Alessandro IV diede il via alle ostilità nei confronti di Ezzelino con una scomunica accusandolo di feroci crudeltà e di eresia seguito poi da una crociata, organizzata dai Signori di varie città,  nei confronti di questo terribile condottiero.


Nel mese di Settembre del 1259 sembra che un fante riuscisse a colpire Ezzelino infilandogli la lancia nel piede durante la battaglia di Cassano d’Adda. Disarcionato fu portato nelle segrete del castello di Soncino nei pressi di Cremona e lasciato  morire tra indicibili sofferenze   in compagnia, è il caso di dirlo, di una febbre da cavallo. La rinomata ferocia e crudeltà di Ezzelino ricadde sulla sua famiglia e che fu completamente trucidata. Suo fratello Alberico fu legato alla coda di un cavallo lanciato al galoppo.  Morte terribile!


Ma il cavallo cosa pensava?


Era felice?


Impariamo a pensare anche ai loro stati d’animo!

 



 

Dott. Marta Collina
Ufficio Stampa – Olosmedica


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