17 Agosto 2022

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Il ciclista Contador e i Beta 2 agonisti… manzo o cavallo, chi mi da di più?

Il ciclista spagnolo sembra implicato in una faccenda di doping per "aver mangiato una bistecca contaminata".
Commento di SIMONE FERRIAN al comunicato stampa di Fabiano Barbisan, Presidente Consorzio l´Italia Zootecnica.

Immediata e dura la reazione del Presidente degli allevatori del Consorzio Italia Zootecnica e di Unicarve, Fabiano Barbisan alle dichiarazioni di Alberto Contador, il campione di ciclismo spagnolo coinvolto in una “faccenda” di doping al recente Tour de France.

 

Il comunicato stampa di Barbisan è duro e inflessibile e giunge puntuale alla nostra redazione.
Lo pubblichiamo pari pari, ma ci sembra che qualcosa non torni, non tanto perché vogliamo mettere in dubbio il buon lavoro del comparto produttivo dell’allevamento bovino europeo, ma per capire di più cosa succede nella filiera alimentare a quei cibi che tanto apprezziamo, a torto o a ragione e che finiscono nei nostri piatti con cadenza quasi quotidiana. Leggeremo poi il commento del dott. Simone Ferrian, veterianario, ed esperto risponde del Portale del Cavallo.

 

LA RISPOSTA DEGLI ALLEVATORI AL CICLISTA SPAGNOLO CONTADOR


“Ho mangiato un filetto spagnolo", questa è stata la ridicola risposta di Alberto Contador, il ciclista spagnolo reputato il migliore al mondo, all'Unione Ciclistica Internazionale che aveva annunciato la sua positività ad un test antidoping, parlando di intossicazione alimentare per una "piccola concentrazione di clenbuterolo (farmaco broncodilatatore che se usato in dosi elevate può causare effetti anabolizzanti)" per avere mangiato il 20 luglio della carne che gli era stata portata dalla Spagna durante il Tour de France su richiesta del cuoco della squadra.
La spiegazione di Contador è stata smentita da Andrew Franklyn Miller, medico dello sport presso il CentreforHuman Performance di Londra e responsabile dello staff sanitario della nazionale britannica di canottaggio, che ha commentato la difesa del ciclista affermando: "I quantitativi di clenbuterolo trasmessi nell'organismo umano attraverso carne contaminata sono incredibilmente contenuti, a meno che non si consumino enormi quantitativi di carne".
Dura la reazione del Presidente degli allevatori del Consorzio Italia Zootecnica e di Unicarve, Fabiano Barbisan :  “Ancora una volta si tenta di screditare il comparto produttivo dell’allevamento bovino, che diventa capro espiatorio quando bisogna sviare l’attenzione da altri argomenti. La carne è troppo spesso ingiustificata vittima di attacchi da tutti i fronti, ora addirittura dal mondo sportivo! Chi si batte quotidianamente per garantire ai consumatori un prodotto al 100% di qualità, non può non esser stanco di queste continue ingiurie. E’ logorante ed inaccettabile che per la carne bovina gli unici messaggi trasmessi siano quelli di chi cerca di screditarla.”
Sono anni ormai che gli allevatori italiani, guidati da Fabiano Barbisan, lottano per far diventare obbligatoria l’etichettatura facoltativa per le carni, uno strumento indispensabile per il consumatore, una vera e propria “carta d’identità” per avere tutte le informazioni sul prodotto.
Attraverso l’etichettatura facoltativa è infatti possibile ottenere maggiori informazioni sulla carne, dall’allevamento dove è stato ingrassato l’animale, all’età, sesso, razza, alimentazione, oltre alle informazioni obbligatorie per legge quali il Paesi di nascita, allevamento, macellazione e sezionamento.
“Noi allevatori – affermaBarbisan – siamo certi che il sistema di allevamento confinato/protetto, tipicamente italiano, dia la massima sicurezza alimentare poiché c’è il controllo totale dell’alimentazione, dell’acqua di abbeverata, dell’assenza di parassiti, del benessere animale ed il controllo veterinario che accompagna il bovino, prima, durante e dopo la macellazione”.
“La zootecnia da carne è già penalizzata dal mercato e dalla burocrazia – prosegue Barbisan – è vergognoso dover combattere quotidianamente contro le maldicenze. Se poi queste arrivano da sportivi di “caratura mondiale” per giustificare il doping- a che Santo dobbiamo votarci?”

 

IL COMMENTO DEL DOTT. SIMONE FERRIAN

 

Il cuoco della nazionale italiana di calcio rimpinza di nutella i giocatori, mentre Contador più astuto, mangia carne ai beta 2 agonisti o almeno così dice; non si sa se i beta 2 agonisti li abbia mangiati la mucca o Contador o addirittura li abbia messi il cuoco con la carne a marinare.
Di sicuro la carne ai beta 2 agonisti è un ottimo alimento per uno sportivo!

C’è invece chi nega categoricamente che la carne contenga broncodilatatori, il presidente dell’associazione allevatori. E’ facile dare la colpa alla carne… è come quando in Italia alcune bimbe di tre anni col telarca diedero la colpa alla carne estrogenata e invece si erano fatte la mastoplastica additiva! Ci credete? No, neanche io. In realtà avevano mangiato la carne estrogenata, poveracce. Nel caso di Contador è chiaramente più credibile che i beta 2 agonisti se li sia mangiati lui. A chi potevano dare la colpa le mucche invece quando venivano imbottite con beta 2 agonisti, estrogeni anabolizzanti, stilbenici e tireostatici? All’erba contraffatta? Io che a trent’anni ho tolto la tiroide devo forse dar la colpa alla carne piena di tireostatici? In America è addirittura permesso l’uso di GH, l’ormone della crescita, per aumentare la produzione lattea nelle mucche.

Se però Contador non potrà più contare sulla carne spagnola, purtroppo troppo sana, sappia che la carne di cavallo italiana è molto superiore a quella di mucca spagnola, sia riguardo alle caratteristiche organolettiche, chimico-fisiche e nutrizionali, che alla quantità e qualità di droghe contenute, perché si sa cavalieri e ciclisti farebbero di tutto per mettere il turbo!

Simone Ferrian

 

 

INSOMMA UN GRAN CASINO

I ciclisti vanno più forte in bici, gli allevatori sono bravi nell’allevare bovini con carni di alta qualità, noi mangiamo sano e chi ne fa le spese sono solo le mucche e i cavalli, tanto loro, né fanno comunicati stampa, né si possono lamentare.

 

MA E’ PROPRIO COSI?

E’ noto che i ciclisti pur di vincere farebbero di tutto…

Contador ci prova con un “filetto spagnolo contaminato”e mette a rischio la sua grande impresa al Tour de France, il suo connazionale viene squalificato per doping alla Vuelta nel tentativo di battere Nibali che, senza sostanze dopanti, vince da campione, lui certamente al ristorante ha scelto cose non contaminate e comunque non ha assunto prodotti dannosi alla salute.

 

C’è quindi da chiedersi, tutte queste sostanze somministrate ai bovini, i beta 2 agonisti, gli estrogeni anabolizzanti, l’ormone della crescita (GH), a chi o a cosa servono? Alle mucche per stare meglio? Agli allevatori per dormire sonni tranquilli, o forse a noi consumatori per essere più performanti nella vita quotidiana? Chi lo sa?

 

E LA CARNE DI CAVALLO?

Non parliamo della carne di cavallo. Quante volte abbiamo sentito il detto “drogato come un cavallo” proprio così, drogato come un cavallo.
In effetti questo è quello che succede a molti cavalli che fanno gare e concorsi, anche di paese, lontani da ogni controllo di legge, cosa succede a questi che, per un incidente o per fine carriera devono essere abbattuti, finiscono al macello oppure no? La legge prevede che i cavalli sportivi non debbano essere macellati. Ma siamo certi che non finiscano nei nostri piatti?
 

Mi auguro che il cavallo venga considerato un animale di affezione quanto prima ma fin tanto che non è così, “fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio", dice un vecchio proverbio.

Giovanni Origgi
Direttore del portale


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