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23 Maggio 2024

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La terza età delle fattrici: Quando il vecchio è da considerarsi vecchio?

Due luminari in ginecologia equina spiegano alcune problematiche riguardanti l’inseminazione.

Per quanto riguarda le fattrici, i veterinari concordano sul fatto che 10 anni è l’età media nella vita riproduttiva di una cavalla. Dopo che una cavalla compie 10 anni, avrà più probabilità di avere problemi se non è stata mai ingravidata e non ha mai partorito un puledro. I veterinari Thomas Lenz e Joe Noble sottolineano come spesso il processo per far nascere un puledro diventi difficile più la cavalla invecchia.

 

Quanto vecchio è, vecchio? Il picco di fertilità di una fattrice è attorno a 6/7 anni. Questo non vuole necessariamente dire che sarà ingravidata facilmente in questo periodo e sarà più difficile più avanti. “Le cavalle “zitelle” che superano i 10 anni e che non hanno mai partorito, sono un grosso problema, e le fattrici di 15/16 anni diventano progressivamente sempre più difficili da ingravidare”, dice il Dott. Lenz. “Una fattrice di 25/26 anni corrisponde, come età biologica, a una donna di 75/80 anni”. Il Dott. Noble concorda sul fatto che a 10 anni una cavalla mai ingravidata, può essere considerata vecchia, anche se ci sono delle varianti da considerare.

 

“Ogni fattrice è diversa. Penso che tutti possano essere d’accordo sul fatto che fattrici più giovani, a volte hanno più problemi di quelle più anziane”. Un interessante punto da sottolineare è che quando parliamo di cavalle “zitelle” non s’intende una cavalla che non è mai stata ingravidata, ma una cavalla che non ha mai partorito.

 

Quindi le migliaia di cavalle che sono state ingravidate e sulle quali è stato successivamente effettuato l’embryo tranfer, sono ancora da considerarsi “zitelle”, perchè nella realtà non hanno mai dato alla luce un puledro. Infatti, durante il processo, l’embrione trascorre un periodo molto breve nell’utero della cavalla, per poi essere trasferito prima che aderisca alla parete uterina.

 

La salute della cervice I problemi di una cavalla “zitella” non sono necessariamente quelli che ci aspetta. Indurle a ovulare e a produrre un embrione vitale è raramente il punto critico.

 

La fertilità cala con l’avanzare dell’età, ma quello che causa problemi è quello che succede nell’utero e nella cervice. “La salute cervicale” è un termine che ho inventato – dice il Dott. Noble – “mi riferisco alla cervice del cavallo e del suo benessere generale.

 

La cervice è la parte del tratto riproduttivo di un cavallo che è spesso dimenticata. È la porta che si apre quando si dovrebbe lasciare qualcosa fuori dell'utero e si chiude come un sigillo, che non consente a nessuna cosa di arrivare nell’utero durante certi periodi del ciclo riproduttivo".

 

E, purtroppo, per le vecchie cavalle “zitelle”, l'utero non funziona sempre come dovrebbe. Il Dott. Lenz descrive il problema. “Tutte le cavalle sviluppano una risposta infiammatoria uterina transitoria dopo l'accoppiamento a causa della presenza di spermatozoi, ma le cavalle anziane spesso non sono in grado di eliminare il fluido prima che l’embrione entri nell'utero.

 

Le cavalle anziane hanno spesso una cervice anormalmente stretta che non riesce a rilassarsi adeguatamente durante l'estro per drenare il liquido che si accumula normalmente dopo l'accoppiamento”. In parole povere, quando si ingravida una cavalla, vengono introdotti nell'utero contenuti ritenuti anomali. I contenuti anomali comprendono sperma, ed eventualmente fluido antibiotico.

 

Successivamente, per un periodo di tempo, l'utero si contrae e la cervice si rilassa, il che permette al liquido di essere espulso. “In cavalle più anziane, dato che la cervice non si rilassa o non si dilata quando nel periodo del calore, l'utero non è in grado di espellere il liquido dopo che ha fatto il suo lavoro”.

 

Questo processo, in cui la risposta infiammatoria naturale della cavalla incoraggia l'utero ad espellere i “detriti”, è normale per qualsiasi fattrice. Tuttavia, se la cervice non permette che questo accada, l'utero potrebbe diventare un ambiente ostile per il futuro puledro. Un’ infezione o un’infiammazione potrebbero essere causate dall’inseminazione stessa perché lo sperma non è sterile, e anche accompagnandolo con del liquido antibiotico, ci potrebbe essere contaminazione batterica.

 

"L'infiammazione viaggia sempre insieme all'infezione, ma può essere che la cavalla abbia solo un’infiammazione del rivestimento uterino. I sintomi potrebbero essere dolore, arrossamento, gonfiore e perdita delle funzioni. L’utero infiammato o infetto o semplicemente la presenza di liquido può impedire all’embrione di crescere e fissarsi correttamente".

 

Questo problema si verifica quando l'embrione lascia la tuba di Falloppio ed entra nell'utero stesso tra il quinto e il settimo giorno dopo la fecondazione. Il Dr. Lenz dice che ci sono precauzioni che si dovrebbero prendere per contribuire a ridurre il rischio di perdere l'embrione quando entra nell'utero. "Una delle soluzioni al problema comune della ritenzione uterina dei liquidi è ingravidare la cavalla una sola volta durante il ciclo estrale per limitare la quantità di contaminazione dell'utero. Lo sperma lascia l'utero ed entra nell’ovidotto quattro ore dopo l’inseminazione.

 

Pertanto, l'utero può essere esaminato con gli ultrasuoni 4-6 ore dopo l'inseminazione per vedere se si è accumulato liquido. Il trattamento dovrebbe includere la somministrazione di ormoni per stimolare le contrazioni uterine e per forzare la fuoriuscita del fluido dall'utero, nonché di una soluzione salina per eliminare eventuali detriti. L’utero della cavalla dovrebbe essere monitorato giornalmente per alcuni giorni e il trattamento ripetuto fino a quattro giorni dopo l’inseminazione.

 

Esistno poi altre procedure e chirurgie che si fanno per contribuire ad aumentare le probabilità di una gravidanza”. Ci sono anche modi con i quali il veterinario può manipolare manualmente la cervice, ci sono farmaci topici che possono essere applicati alla cervice e anche alcuni dispositivi meccanici simili ad un tampone che possono essere utilizzati. Tuttavia, nessuno di questi metodi è efficace al 100 per cento.

 

Un altro problema, spiega il Dr. Lenz, è che il più la cavalla invecchia, più sono evidenti i suoi cambiamenti anatomici. "Andando avanti con l’età, l’ano tende a rientrare e la vulva passa dall'essere verticale a orizzontale , che si traduce in aspirazione di aria nella vagina e nella contaminazione dell'utero con possbili batteri. In quelle cavalle, la chirurgia di Caslick è assolutamente necessaria”.

 

Una battaglia particolarmente frustrante per i proprietari di fattrici è quando la cavalla non va in calore perché è in anestro invernale, nonostante sia in un ambiente semre illuminato artificialmente. L’anestro avviene naturalmente in inverno per le fattrici che vivono al pascolo. Poiché il giorno è breve, le fattrici non hanno il ciclo, e cresce il pelo per affrontare l’inverno.

 

Tuttavia, la maggior parte delle cavalle sono tenute “sotto le luci” o in un ambiente in cui la lunghezza del giorno in quanto a illuminazione è manipolato per far sì che il loro pelo rimanga corto. Il problema con le cavalle anziane è che in molti casi sono state tenute sotto le luci per quasi tutta la loro vita. Tale situazione fa sì che il loro metabolismo scelga momenti casuali durante l’anno per an- dare in anestro. Alcune faranno crescere il pelo, altre no, ma non avranno un ciclo abbastanza affidabile per riprodursi.

 

“Si può fare sì che una cavalla vada in anestro in inverno, prima della stagione riproduttiva, accorciando la lunghezza delle ore di luce durante il giorno e lasciandole crescere il pelo. A parte questo, bisogna utilizzare dei cicli ormonali per far sì che le ovaie rietrino di nuovo in un ciclo regolare. Questo è però un metodo efficace solo nel 20 per cento di cavalle.

 

La pazienza è di solito il miglior trattamento, e purtroppo nessuno è paziente durante la stagione riproduttiva”. C’è un ultimo problema comune nelle vecchie cavalle, è difficile da spiegare e controverso, anche per i veterinari. Alcuni credono che effettuare sempre embryo-transfer e il non permette alle cavalle di portare a termine la gravidanza e dare alla luce un puledro influisca sulla loro fertilità.

 

“Non sappiamo perché, e alcuni veterinari sostengono che non succede, ma con ripetuti e multipli embryo-tranfer durante l'anno per un periodo di trequattro anni, la cavalla probabilmente iniziarà ad avere problemi. Ci sono molte cavalle nel mondo che hanno subito embryo-tranfer più volte l'anno, i dati ci dicono che a volte entro 4-8 anni, la produzione di embrioni diminuisce. A volte capita che non produrranno mai più un altro embrione in tutta la loro vita. Non succede in tutte la cavalle prese come campione, ma in un’alta percentuale.

 

E quando accade, sicuramente può essere un problema”. Il parto aiuta la salute della cervice di una cavalla, e il dottor Noble sostiene che la chiave per un buon futuro riproduttivo della cavalla è che partorisca tra i 6 e gli 8 anni di età. La domanda da un milione di dollari è sempre la stessa: si può da un primo esame di compravendita a una vecchia cavalla sapere se sarà in grado di riprodursi?

 

La risposta è, non proprio. Anche se questo non significa che si deve evitare di fare questo primo esame. E’ sempre una buona idea fare un esame di compravendita che comprende la palpazione e l’esame della cervice ogni volta che si sta per acquistare una cavalla a fini riproduttivi. Ma nessun veterinario può affermare per certo, solo da un esame di compravendita, se la cavalla avrà problemi o no, perché non c'è modo intrinsecamente sicuro di determinare in che modo la sua cervice opererà o se ci saranno altre problematiche interne.

 

Fino a quando non entrerà in calore e si incomincerà la pratica di inseminazione, non si può fare alcuna ampia dichiarazione circa la sua solidità riproduttiva. Detto questo, il Dr. Lenz dà alcuni suggerimenti su cosa cercare in un esame. "Un buon esame sulla riproduttività dovrebbe essere fatto iniziando con la valutazione della conformazione fisica della giumenta.

 

Particolare attenzione deve essere data alla vulva, dato che dovrebbe formare una barriera naturale contro le infezioni. Se è spostata orizzontalmente a causa dell’età e non riesce a “sigillarsi” correttamente, può essere che permetta una contaminazione batterica, il che impedirà una gravidanza". Il passo successivo è una palpazione per via rettale ed ecografia del tratto riproduttivo per garantire la sua normalità.

 

Un esame con uno speculum e un esame vaginale della cervice della cavalla devono essere fatti per garantire che la cavalla non metta in circolo le urine e la cervice si chiuda correttamente. Di seguito bisognerebbe fare una cultura uterina e un esame citologico, per rilevare un’eventuale infezione uterina. Dovrebbe essere fatta una biopsia uterina per garantire che il rivestimento uterino sia normale e in grado di supportare una gravidanza. In conclusione, anche se ingravidare una vecchia cavalla che non ha mai partorito può essere una sfida, è certamente possibile.

 

Ci sono un sacco di vecchie cavalle che non hanno mai partorito che possono essere inseminate e rimanere gravide in modo relativamente facile, o con le quali si può effettuare un embryo-transfer. Di contro, ci sono tante vecchie cavalle che sono estremamente difficili da ingravidare.

 

 

 

 

 

Per gli appassionati del Quarter Horse:

Tutti possono consultare la rivista on line della AIQH gratuitamente visitando il sito ufficiale dell'Associazione

www.aiqh.it


 

Articolo di Sara Gugelmeyer
"The American Quarter Horse Journal"
Photo courtesy of the Journal


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