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16 Giugno 2024

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Report 78^ Mostra nazionale Haflinger

FieraCavalli 2015 ancora una volta ha accolto il concorso nazionale

Di rilievo nella 78^ Mostra Nazionale il settore dedicato alle attività attitudinali che hanno messo in evidenza le capacità raggiunte dalla razza come soggetto da impiego sportivo ed amatoriale. Interessanti anche gli spunti scaturiti dalla riunione allevatori. Di buon livello il comparto dei Concorsi morfologici anche se su numeri più ridotti.


Per il consueto report della mostra nazionale 2015, ultimo appuntamento di rilievo di quest’anno magico per la nostra razza, viene spontaneo iniziare dalla fine, ossia dai concorsi che hanno l’obiettivo di  mettere in evidenza le attitudini dell’Haflinger e che si sono svolti all’ultima giornata di FieraCavalli che ancora una volta ha accolto i nostri concorsi nazionali.


Viene spontaneo parlare proprio dalle prove che rivelano  i lati attitudinali che la razza finalmente è in grado di poter mostrare perché forse, per la prima volta nel periodo storicoche la razza sta attraversando, ossia gli ultimi trenta anni, si è avuta la precisa sensazione che non sia più possibile parlare della trasformazione morfologica che l’Haflinger ha subito, senza, insieme, parlare della espressione delle attitudini sportive che la razza è ora in grado di dimostrare. E in queste capacità  includerei anche le qualità nettamente accresciute delle andature che sono proprio una delle componenti indispensabili per poter esprimere queste nuove potenzialità.

 

I discorsi sull’utilizzo del nostro cavallo non hanno più il sapore di una forzatura; certo, l’interesse per la selezione morfologica resta immutato, continua ad essere grande la passione dei nostri allevatori, il motore che ha spinto agli spettacolari successi selettivi della nostra selezione, ma ormai si va diffondendo nella percezione comune quello che l’Haflinger è in grado di saper fare, quello che è capace di  offrire a chi il cavallo lo utilizza, oltre che solo guardarlo.


Nella prova di Trail Horse,  eseguite in monta da lavoro e dove l’Haflinger è veramente a suo agio nel mostrare  le sue doti positive di carattere, docilità e pazienza. Il giudice Enrico Tassello, ha piazzato in prima posizione ROSELE di Daria Longo di Solesino (Pd). A dimostrare la poliedricità della razza il fatto che la genealogia di questa giovane vincitrice (4 anni) è ottima anche dal punto di vista morfologico con padre e nonno di grande richiamo, ma proveniente da una nonna materna di gran valore: Venite, madre di stalloni e testata con successo addirittura nelle corse in piano al galoppo.


Alla seconda posizione il giudice ha piazzato NEVIS-N, castrone appartenente al ranch di Seppi Massimo, che col suo sesso sta a rappresentare a pieno la categoria dell’Haflinger dedito al lavoro.  Certamente in questo genere  di prove la razza si trova completamente a proprio agio  e forse anche avvantaggiata, rispetto ad altre razze più nevrili.


Estremamente appassionante quest’anno il concorso del Salto in Libertà, finalizzato evidentemente a mettere in risalto le reali capacità che l’Haflinger può avere in questa disciplina di monta inglese. Dopo il primo anno di entusiasmo e i successivi con minori adesioni, quest’anno si è avuta l’iscrizione di ben 12 concorrenti, tra i quali, oltre tutto, abbiamo avuto la possibilità di verificare le doti atletico/attitudinali di giovani riproduttori di gran richiamo, geneticamente al top,di gran morfologia, di grandi andature; nominandoli in ordine di piazzamento,  gli stalloni WELTHERR-W-R,     ATOS-S,   N-SAMBUCO DEI RUCC,  hanno contribuito a dimostrare come correttezza morfologica,  qualità delle andature e attitudine vadano molto volentieri d’accordo.


E’ la prima volta che gli allevatori, selezionatori, hanno potuto vedere i riproduttori ammirati a vincere nei concorsi di morfologia, dimostrare le loro doti atletiche e questo è stato, senza dubbio, un bello spettacolo.Il folto pubblico che ha seguito con grande interesse, può lasciarci immaginare  in un vicino futuro, quali potrebbero essere i criteri seguiti dagli allevatoriper scegliere il giusto marito alle proprie fattrici.


La gara si svolge con un passaggio di prova nel corridoio con le barriere degli ostacoli a terra e poi con gli ostacoli al minimo dell’altezza; i passaggi che contano veramente sono 4 con altezze crescenti per arrivare all’ultimo passaggio con un largo di circa 1 metro per una altezza di 90 cm per i cavalli di due anni e di 110 cm per i più anziani.  I cavalli tutti perfettamente dressati e abituati a casa a quello che dovevano eseguire, non hanno mostrato momenti di agitazione e il tutto si è svolto nella massima distensione e con i migliori risultati.  Un bello spettacolo che ha appassionato molto il pubblico.  Indubbiamente la razza ha al suo interno individualità che hanno attitudine, anche notevole, al salto. Staremo a vedere il futuro che evoluzione riserverà a queste qualità.


Certamente dal punto di vista strettamente tecnico, visto che alla nostra razza sono sempre state riservate le metodologie più raffinate per aiutarla a progredire, una qualche miglioria nella valutazione di questa prova potrebbe essere apportata; per esempio si potrebbe diminuire l’età massima richiesta per partecipare, riservando la prova ai soli cavalli di due e tre anni, cioè ai veramente giovani che, non potendo ancora essere montati sugli ostacoli, devono poter dimostrare la loro attitudine in questo modo. Ad una età maggiore l’attitudine al salto dovrebbe essere, più giustamente, dimostrata col cavaliere,  altrimenti il cavallo potrebbe essere considerato in ritardo con l’addestramento.


Un altro miglioramento potrebbe essere apportato alle annotazioni che vengono rilevate per portare alla valutazione della prova, dettagliandole meglio per esempio annotando caratteri più specifici, come il modo di avvicinarsi e affrontare l’ostacolo, lo stile nel passaggio degli arti anteriori, il passaggio dei posteriori, il passaggio del dorso o altro. Al momento il giudice valuta solo lo stile nel salto dell’ostacolo e c’è una piccola nota sulla qualità del galoppo; andatura che per adesso nella nostra razza, viene espressamente  valutata esclusivamente in questa specifica circostanza.


La gara è stata valutata dal giudice attitudinale Roland Morat, coadiuvato dal Presidente Francesco Ramella.


La vittoria è stata attribuita a QUEEN,  nata nel 2010 e appartenente a Barbara Mugge di Pozzolengo (Bs) mentre la seconda posizione è stata attribuita a QUERCIA DELLA COLLINA, altro soggetto di cinque anni, di proprietà di Claudio Fezzardi di Padenghe sul Garda (Bs) entrambi preparati dall’ Azienda Agricola Le Volpi di Solferino (Mn) che sta scoprendo con grande entusiasmo le capacità dell’ Haflinger nelle attività del maneggio.


La Mostra Nazionale, giunta alla sua 78esima edizione, si è svolta con un numero più esiguo di  soggetti, rispetto agli anni precedenti, visti anche i costi sempre crescenti per gli iscritti, che iniziano ad avere azione di deterrente alla partecipazione. Non si sono così potute svolgere alcune categorie ed altre ancora hanno dovuto essere riunite.


Nelle categorie maschili si è svolta solo quella dei puledri di un anno, nati nel 2014, dove il giudice incaricato per questa edizione, Giuseppe Zamboni, ha individuato il più rappresentativo in WODKA-U, presentato da Milena Tarca di Novate Mezzola (So); con una genealogia classicissima formata dai nomi di Winterstern,Novaris eAntinor come padri delle prime tre generazioni, su una famiglia materna formata da fattrici di 1° classe, questo puledro ha presentato i migliori caratteri di razza e la struttura più corretta anche se la sua condizione fisica non  era al meglio.  Come ormai consuetudine, i primi cinque classificati sono stati visti nelle andature in  libertà commentate dal giudice attitudinale Roland Morat.


Dopo tanti anni di queste presentazioni, che poi hanno avuto una fondamentale funzione didattica per questo specialistico argomento, ormai tutto il nostro pubblico ha le conoscenze necessarie per poter apprezzare le qualità, o le carenze, delle andature dei cavalli, la quale capacità, è indispensabile per poter progredire nel miglioramento di questi elementi.


Anche in questa edizione sono stati invitati a Verona il campione e la riserva,  del concorso di approvazione stalloni di Merano; è venuto solo il campione WALDMEISTER-T  proprietà di Mueller Katja che è stata la dimostrazione vivente di cosa è capace di esprimere la nostra selezione. Quest’anno il poterlo ammirare, insieme con gli altri stalloni che abbiamo nominato prima, credo sia stato motivo di soddisfazione ed orgoglio per tutti: allevatori, tecnici ed estimatori del nostro Haflinger.


Nelle sezioni femminili presente invece, numerosa, la simpatica categoria delle puledre nate in questa primavera 2015. Erano sette, tutte figlie di fattrici iscritte in 1° classe, che hanno loro trasmesso i caratteri di razza e di struttura necessari per questi livelli di competizione. Perfettamente affiatate con i loro accompagnatori queste puledrine hanno fatto ricordare come solo una decina d’anni addietro, l’avvicinare e l’incapezzare un puledro di questa età prevedeva scene da vero rodeo; anche questo è un segno dei tempi che progrediscono.


L’ispettore di razza ha assegnato il titolo di campionessa a VENUS, proprietà di Leonello Spada di Marano Valpolicella (Pd) per il suo grande sviluppo e i  raggi scheletrici,  impressionanti per la sua giovane età; è una figlia di Nerone Nobile, stallone che sta dando risultati positivi nella selezione e di Lafayette,  una fattrice proveniente dal Tirolo.


Al secondo posto VENERE di Aurelio Sala di Samolaco (So), di un mese più giovane, più in linea con la sua fascia di età, dotata di un anteriore eccellente, per l’incollatura lunga e leggera, per la espressività della testa, per la impostazione della spalla e per la tensione della linea dorsale. Nasce da Winterstern, giovane riproduttore  ormai largamente provato positivamente e di Larix, fattrice vincitrice di mostre importanti e ora dimostratasi a capostipite di una progenie molto valida.


La categoria delle puledre di un anno, come quasi sempre la più numerosa per soggetti iscritti: 12 in tutto, ha proposto un gruppo di giovani haflingertutte perfettamente in linea con l’impostazione che la selezione ha loro reso, ma in fasi di sviluppo un poco difformi, da quelle che dimostravano già una età superiore, a quelle invece ancora molto puledrine. L’esperienza del giudice ha identificato la più rappresentativa in UDINI DEL GARDA, una qualitativa puledra figlia di Aksel Lund, che sta portando alla ribalta le prime annate della sua numerosa progenie e di Becks fattrice rivalutata in 1° classe, appartenente a Elisa Giovanazzi di Arco (Tn). Sua riserva, la più simile alla campionessa, URANIA DEI MACINALI, appartenente e Nicola Di Noia di Spinazzola (Ba) è una figlia del famoso Amo-B e di Mahel – Sussan.


Le puledre di due anni hanno dato vita ad una numericamente ridotta (6) categoria vinta da TALINA-S, allevata da SpissTobias di San Genesio (Bz) e proprietà di Nicolodi Daniela di Isera (Tn); molto elegante e leggera nel suo anteriore e dotata di una testa espressiva, proviene da una nonna famosissima che è una delle rarissime fattrici ad essere state iscritte al Libro Genealogico con la qualifica di 1°A, mentre il padre non è altro che lo stallone largamente provato positivamente: Alpenbue. In seconda posizione TABEA, allevata da Goegele Josef di  Merano (Bz) e proprietà di Bernardi Marco di Torre de Roveri (Bg), si è presentata più corretta nel tronco, ma meno espressiva nel testa/colloe anche nel suo caso, il padre è il provatissimo Wintersturm, mentre la madre proviene da unanotevole capofamiglia all’origine di numerosi haflinger iscritti in prima classe.


Le due categorie: puledre di 3 anni di età e giovani fattrici di 4 e 5  anni, sono dovute essere riunite per arrivare al numero minimi richiestoper lo svolgimentodella categoria. La campionessa questa volta si è evidenziata in maniera quasi spontanea ed è già avvezza alle vittorie: RUBY allevata da Fusi Giovanni di Mazzano (Bs) e proprietà di Fallini Michele di Samolaco (So) è una figlia dello stallone Novarissulla fattrice Gioia, appartenente ad un’altra grande famiglia Haflingerfondata dalla nonna, altra fattrice a suo tempo valutata in classe 1°A. Il secondo posto è stato assegnato a SMARA, una figlia del rinomato stallone del Tirolo del Nord, Liz-NIKORA e di MARA, fattrice di gran struttura e fortemente indicizzata per I.M.T. , l’indice genetico totale della nostra razza.


Purtroppo anche le due categorie delle fattrici della maggiore età hanno dovuto essere riunite per potersi disputare, costringendo così al confronto di fattrici dai 6 anni fino alla più anziana che nella occasione aveva una età di 14 anni. Abbastanza logicamente la più giovane età ha favorito le più giovani e la meritata vittoria è andata a ONEI, di 7 anni, allevata da Fausta Gianoni di Oliveto Lario ma proprietà di Aurelio Sala di Samolaco (So). E’ una figlia del largamente provato Antiss, su una famiglia di fattrici di 1° classe tutte nate in Lombardia; molto correttamente impostata strutturalmente e con maggior armonia delle colleghe più anziane. In seconda posizione ISABELL, famosa figlia di Antinor su una famiglia di fattrici lombarde ma lei nata a Lana (Bz) da UnterholznerSerafin e appartenente ora a Mazzone Antonia di Bisceglie (Bt).


Ricordiamo ancora che i cinque primi piazzati di ogni categoria sono stati rivisti in libertà per dimostrare e permettere un apprezzamento più preciso delle andature trotto e galoppo e questo è stato fatto dal giudice attitudinale Roland Morat che, davanti al pubblico, ha commentato con dovizia di particolari le impressioni ricevute dai cavalli così presentati. Questi commenti, nel tempo, hanno avuto un grande ruolo didattico portando una materia (le andature del cavallo) pressoché sconosciuta e notevolmente ostica ai momenti delle prime valutazioni, ad un grado di notevole divulgazione presso gli allevatori, soprattutto i più volonterosi, che da soli sono ora in grado di stimare le qualità delle andature dei propri soggetti.


Tre sono i gruppi di cavalli figli dello stesso stallone che si sono potuti formare quest’anno per lo svolgimento del concorso dei gruppi omotipici, vinto dal gruppo dei figli dello stallone Aksel – Lund che si è imposto per la qualità, per la correttezza delle colorazioni, per l’impostazione moderna dei suoi figli, rispecchiando così a pieno le aspettative riposte dagli allevatori in questo riproduttore che l’indice genetico della razza,  I.M.T,   piazzava in prima posizione.


Alla domenica, durante la cerimonia della premiazione, alla apertura della busta dove l’Ispettore di razza aveva chiuso la sua scelta,  RUBY,  di Fallini Michele,  si è vista aggiudicare il titolo di Best in Show di questa edizione 2015 dei concorsi nazionali Haflinger.


Sempre durante la premiazione tutti ci siamo emozionati per la presenza nel ring d’onore della campionessa europea assoluta da razza Haflinger per il salto ostacoli, IRIS,  attorno alla quale tutto il mondo Haflinger nazionale si è stretto in segno di riconoscenza per il decoro e il lustro che lei ha portato alla selezione italiana. Il presidente dell’ANACRHAI Francesco Ramellaha consegnato alla allevatrice e proprietaria di IRIS, Luisa Schenk, un trofeo di ricordo.


Ma non potrei considerare completo questo report senza fare qualche considerazione sulla riunione degli allevatori che come consuetudine, da tanti anni, si svolge il sabato pomeriggio e dove di solito,si viene aggiornati sulle novità dell’ultimo anno, su quello che si dovrà fare, sullo scambio di idee riguardo ai progetti futuri e  sulle discussioni, anche vivaci, su quanto messo  in atto.


Ebbene, quest’anno, per la prima volta, si è avuto una netta impressione del ricambio generazionale che sta avvenendo in seno a coloro che si interessano alla razza; l’età media dei partecipanti alla riunione è fortemente diminuita e altrettanto cambiati sono i discorsi e i temi affrontati in questa nuova realtà. Realtà formata in maniera decisamente più importante da utilizzatori dell’Haflinger, interessati alle diverse attività, non solo intese come concorsi di morfologia, ma come concorsi di utilizzo. Delle prospettive di mercato che questo utilizzo può offrire, alle strategie da intraprendere per aumentare la visibilità della nostra razza in seno a queste nuove opportunità, insomma una rimessa in discussione di tutto quello cui forse da tanti anni ci eravamo abituati e forse anche un poco adagiati.
Questo,a mio parere, è il più importante segnale dei tempi che stanno cambiando scaturito da questa edizione della Mostra Nazionale.

anacaitpr


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