10 Dicembre 2022

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Sabato 28 maggio, le ultime di PIAZZA DI SIENA. 84° CSIO ROMA

Domani, domenica 29, gli ultimi importanti appuntamenti per concludere con il Carosello Villa Buon Respiro e il Carosello del 4° Regimento Carabinieri a cavallo.

LUCA MARIA MONETA FIRMA LA SEI BARRIERE LORO PIANA

 

Altra vittoria italiana nella categoria Loro Piana Sei Barriere che ha chiuso la penultima giornata dello CSIO di Roma Intesa Sanpaolo – Master fratelli d’Inzeo. Ad aggiudicarsi la spettacolare prova superando l’ostacolo posto alla ragguardevole altezza di 2 metri è stato Luca Maria Moneta in sella a Neptune Brecourt.

Neptune è un cavallo estremamente intelligente – ha detto il 49enne cavaliere lombardo – io con lui anche in questa occasione ho usato un metodo che definirei quasi corruttivo. Anche oggi l’ho premiato prima dell’impegno dandogli una carota… credo che tutto il pubblico si sia accorto di questo. Al di la del risultato ci siamo divertiti entrambi, ed è questo ciò che conta”.

Luca Maria Moneta e Neptune Brecourt non sono nuovi a vincere questo tipo di categorie. Tra i loro successi nelle ‘sei barriere’ spiccano anche quelli ottenuti nel 2015 nello CSIO di Lummen e nel CSI5*-W di Madrid, oltre al secondo posto centrato nella ‘sei barriere’ del CSI5*-W di Mechelen.

Dieci i binomi al via, con la gara decisa al terzo barrage: dopo il percorso base con ostacolo finale a 1 metro e 60 centimetri, la sequenza ha visto l’altezza massima passare a 1 metro e 75, 1 metro e 90 e, infine a 2 metri. Al secondo posto, si è piazzato il toscano Matteo Cialdi che con Lindiamo ha commesso errore sui due metri; terzo Filippo Moyersoen con Loro Piana Bellami. Indenne sull’ostacolo a 1 e 90, Moyersoen non ha affrontato il terzo barrage ritirandosi.

 

 

 

 

ANCORA MCLAIN WARD. SUO IL PICCOLO GRAN PREMIO ENGEL & VÖLKERS PALM BEACH, FLORIDA E INTESA SANPAOLO

 

Se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, McLain Ward e HH Carlos Z hanno confermato la loro competività in questa edizione dello CSIO di Roma Intesa Sanpaolo – Master fratelli d’Inzeo. Oggi lo statunitense ha infatti vinto il Piccolo Gran Premio Engel & Völkers Palm Beach, Florida e Intesa Sanpaolo (gara a barrage con ostacoli da 1.50/1.55) bissando così il successo centrato nel premio numero due nella giornata di apertura del concorso romano.

“Quando si entra in una gara del genere – ha dichiarato Ward – con dei concorrenti come questi, non si deve sprecare alcuna opportunità. Bisogna andare al massimo e al meglio in ogni punto del tracciato. Ogni girata e ogni metro guadagnato fanno la differenza. Immaginavo che al barrage ci sarebbero stati tanti binomi, ma io posso contare su un cavallo esperto. Quindi l’unica strategia è stata quella di mettere un po’ di pressione agli altri… !”

Il barrage di Ward e Carlos è stato a dir poco strepitoso: 34,78 secondi il responso cronometrico. Un tempo questo imprendibile per gli avversari. Tra questi l’azzurro Gianni Govoni, anche lui già vincitore a Piazza di Siena giovedì, è quello che è riuscito di più ad avvicinarsi all’americano. Tra l’incitamento del caloroso pubblico romano, in sella ad Antonio Govoni ha chiuso il barrage con il tempo di 36.40 secondi.

Dei 58 binomi al via, 22 sono stati ammessi al barrage, con il terzo posto che è andato all’argentino Jose Maria Larocca con Eliot DWS (37.97). Bel quarto posto, infine, per Luca Maria Moneta, anche lui tra i beniamini degli appassionati italiani. Il tempo dell’azzurro ottenuto in sella a Connery è stato di 38.92 secondi.

 

 

 

 

GIANNI GOVONI, GRINTA ED ESPERIENZA

 

La zampata che non ti aspetti. E invece Gianni Govoni covava il desiderio di urlare “ragazzi, ci sono ancora, anzi sono tornato”. Il feeling con Piazza di Siena è indistruttibile e così questo quarantanovenne modenese vince giovedì il Premio a fasi consecutive e oggi compie un piccolo capolavoro conquistando il secondo posto nel Piccolo Gran Premio. Due netti, nel percorso base e nel barrage, e successo sfuggito solo per via del tempo.

“Un gran peccato, nel barrage ho visto Antonio troppo tranquillo nel primo e secondo ostacolo ed è stato lì che abbiamo rallentato. Ci è costato caro. Ma questo è un dettaglio. La soddisfazione è totale, il morale a mille. Grande gara su questa sabbia che adoro”.

Il suo cavallo Antonio è velocissimo.

“Vero. Ha 11 anni e può crescere ancora. Lo monto da ottobre scorso e ci stiamo conoscendo sempre di più. Chiaro che c’è da fare ancora molto lavoro, ma insomma, siamo qui per questo e se in un palcoscenico come Piazza di Siena fai queste imprese il morale e la fiducia salgono prepotentemente e in fretta. Non vedo l’ora di rimettermi a lavorare per insegnargli nuove cose”.

C’è Antonio ma  poi c’è anche la grinta di Govoni.

“Il cavallo è la mia vita, finita la terza media mi sono dedicato completamente a loro. Diciamo che qualche soddisfazione me la sono tolta. Due Olimpiadi a Sydney e Barcellona, tre campionati del mondo e tante altre cose. Ho avuto degli anni bui, non sempre si possono avere a disposizione cavalli che possono competere ad altissimo livello, ma in una carriera così lunga lo si deve mettere in conto. L’importante è ripartire con la stessa passione, con motivazioni alte e mai lasciarsi abbattere”.

L’Italia ancora una volta ha fallito l’appuntamento con la Coppa delle Nazioni.

“Era la squadra migliore che potevamo presentare, sono onesto: pensavo che tra le prime tre potevamo starci. Ma non era un pensiero dettato dal cuore, bensì da basi solide. Sì, perchè questi cavalli avevano fatto molto, ma molto bene in Europa in questi ultimi mesi portando a casa vittorie e piazzamenti di prestigio. Il fatto che Roma è stregata. Non so, troppa pressione per una coppa che ci manca da 31 anni, il calore del pubblico che ama la nostra squadra. Mah, di sicuro tecnicamente non siamo inferiori alle grandi potenze e il settimo-ottavo posto di venerdì non risponde alle nostre qualità”.

Ma Govoni ci pensa all’azzurro?

“E perché no? Se Antonio fila come in questo periodo, mai dire mai”.

 

 

 

 

MAG-JLT: SUPER PREMI DOMANI NEL GRAN PREMIO LORO PIANA CITTÀ DI ROMA

La società MAG-JLT è da anni affezionata supporter dello CSIO di Roma a Piazza di Siena e anche per questa edizione ha messo in palio dei super premi. Due di questi, del valore di 50mila euro ciascuno, potranno essere assegnati domani. Uno è in palio per il cavaliere italiano che dovesse vincere il Gran Premio Loro Piana Città di Roma; l’altro per il cavaliere che – e dopo la gara di oggi si tratta dello statunitense McLain Ward – riesca a vincere dopo il Piccolo Gran Premio Engel & Völkers Palm Beach, Florida e Intesa Sanpaolo anche il Gran Premio Loro Piana Città di Roma.

 

 

 

PREMIO FORD: PAOLO PAINI PORTA A QUATTRO LE VITTORIE ITALIANE

 

Debuttare nello CSIO a Piazza di Siena è già una grande emozione, ma vincere una categoria all’esordio in uno dei più bei concorsi ippici al mondo lo è ancora di più. A far suonare l’inno di Mameli è stato Paolo Paini, 46enne cavaliere modenese in sella a Clodia CSG si è imposto nel Premio Ford, categoria a tempo con ostacoli da 1 metro e 45 centimetri. L’azzurro è stato velocissimo fermando il cronometro su 59.64 secondi, un tempo di gran lunga inferiore a quello dei diretti avversari. E che avversari! Seconda si è infatti piazzata la svedese Malin Baryard-Johnsson su H&M Cassius Clay (tempo di 63.31), terzo John Whitaker con Lord of Arabia (63.40) e quarto il tedesco Marcus Ehning su Singular La Silla (63.72).

In premiazione con la Baryard, Whitaker e Ehning… sono quasi incredulo e felice! In realtà – ha detto Paini – questa non è la prima volta in assoluto che vengo a Piazza di Siena perché sono già stato qui per partecipare alle categorie riservate ai cavalli giovani tanto tempo fa. Ovviamente sono felice di come si sono evolute le cose! Clodia, la cavalla con cui ho vinto questa gara, partecipa regolarmente a concorsi di due e tre stelle e con lei ho fatto alcuni CSIO di seconda divisione l’anno scorso. La cavalla è veloce quindi molto competitiva e consistente. Sono entrato, come sempre in questo concorso, dopo Marcus Ehning sperando di fare bene, ma senza il preciso programma di vincere. Ma dato che ho vinto, mi fa piacere dedicare questo successo a mio zio, Renzo Rocca, la persona che mi ha messo in sella e che tanto mi ha aiutato. Purtroppo è mancato proprio martedì…

Emozionata e molto soddisfatta è anche Stefania Chittolini, titolare dell’allevamento Ca’ San Giorgio di Parma. E’ lei, infatti, che ha allevato Clodia che però risulta essere iscritta nello stud-book del KWPN, in  Olanda, dove all’epoca aveva spostato il suo allevamento. Tutta italiana è invece Ottava Meraviglia di Ca’ San Giorgio, altra qualitativa saltatrice montata sempre da Paini qui a Piazza di Siena. “Tutti i cavalli che ho qui  – ha aggiunto – sono con me da quando erano piccoli. Quanto a Ottava Meraviglia che monterò domani nel Gran Premio, ho da raccontare una cosa carina, una decina  di anni fa, proprio qui a Piazza di Siena, ho montato sua madre nelle categorie per i cavalli giovani!”

 

 

 

 

7 ANNI: VINCE IL TEDESCO MARSCHALL

Esce raggiante dal campo gara il giovane Marcel Marschall, 24 anni, dopo aver vinto la seconda categoria del CSIYH (una prova a fasi consecutive) riservata ai cavalli di 7 anni. In sella alla holsteiner Crystal 17 il cavaliere tedesco è stato il più veloce di tutti.

“Sono felice! E’ la prima volta che vengo a Roma, e soprattutto questo è il primo un concorso di questo livello al quale partecipo. Qui è tutto fantastic! Devo ringraziare Riders Academy dell’International Jumping Riders Club, e quindi anche Eleonora Ottaviani che ha proposto. E’ grazie a questo programma che ho ricevuto l’invito per venire a Roma e che ogni settimana ricevo la visita di Thomas Fuchs che viene a seguirmi. Questo mi serve tantissimo. Ho sempre lavorato con mio papà, anche lui cavaliere, e con mia mamma, che mi aiuta in tutto. Ma lavorare con un tecnico diverso che ti fa vedere delle cose nuove è molto utile, e si vede… ! Spero si vedrà anche dopo nel Piccolo Gran Premio. A dire il vero credevo di poter fare anche il Gran Premio, per il quale sarei anche qualificato con Utopia, la prima cavalla, che però è di un amico che me la presta. Qui a Roma non è andata finora super bene ma nei precedenti sei concorsi è stata super e spero che lo sia anche oggi pomeriggio! Comunque vada l’esperienza è fantastica e poi tutta la mia famiglia è con me qui compresa la mia ragazza, che è anche la mia groom….”

Contento della sua prestazione anche Paolo Zuvadelli, che ha conquistato la seconda posizione con Lauri EH. Ancora piazzato al terzo posto, come nella prova di giovedì l’olandese Jur Vrieling con il cavallo italiano Quality FZ.

 

 

 

 

LA GRAN BRETAGNA CONCEDE IL BIS

 

Nulla di nuovo sotto il sole di Piazza di Siena. Come lo scorso anno ad aggiudicarsi la Furusiyya FEI Nations Cup™ presented by Longines è stata infatti la Gran Bretagna che porta così a undici il numero di vittorie nell’albo d’oro della Coppa delle Nazioni romana. Non male come bottino per i sudditi di Sua Maestà, dietro  alla Francia (19 vittorie) e all’Italia dei tempi d’oro salda in testa con 27 primi posti.

Come nel 2015 il meraviglioso team britannico ha contato sulla classe e l’esperienza dei fratelli Michael e John Whitaker, il primo in sella a Cassionato e l’altro con Ornellaia, oltre alla concretezza di Ben Maher con lo stallone Tic Tac e alla freschezza dell’appena 20enne Jessica Mendoza in sella al suo Spirit T. La Gran Bretagna ha chiuso così con un totale di sole 4 penalità.

Secondi ex aequo si sono piazzati gli USA e la Francia (12 penalità). A seguire la Germania (14 penalità), l’attesa ma deludente Olanda (20), il Canada (22) e, a chiudere, Svezia e Italia a pari merito con 24 penalità. Dopo una prima manche brillante gli azzurri erano in alto, secondi insieme a un gruppone con licenza di sognare, ma sono crollati nella seconda, mancando ancora una volta l’appuntamento con un piazzamento di rilievo davanti al pubblico di casa.

Il quartetto italiano era composto da Emanuele Gaudiano su Caspar (0/8), Lorenzo De Luca con Ensor de Litrange LXII (4/4), Emilio Bicocchi su Ares (4/16) e Piergiorgio Bucci su Casallo Z (0/8).

Quattro soltanto, su trentadue binomi al via, i doppi percorsi netti: John Whitaker con Ornellaia, l’americano McLain Ward con HH Azur, la francese Penelope Leprevost su Vagabod de la Pomme e la svedese Malin Baryard-Johnsson su H&M Cue Channa.

 

LE DICHIARAZIONI DEI VINCITORI

John Whitaker
“E’ sempre molto bello vincere, poi Roma è così bella: di certo torneremo ancora e ancora e ancora… ! Noi ci proviamo sempre, ci piace! L’anno scorso è stato un po’ più difficile vincere. Anche allora entravo per ultimo e dovevo assolutamente fare netto per assicurare la vittoria alla squadra. Quest’anno invece potevo permettermi addirittura un errore… la pressione era decisamente minore!”.

Jessica Mendoza
“Questo di Roma adesso è uno dei miei concorsi preferiti! E’ la prima volta che ci vengo e dopo questa vittoria questa sera festeggerò anche io con la squadra.”

 Michael Whitaker
Cassionato è un cavallo di carattere e nel primo giro si guardava molto attorno, ecco perché sono venuti gli errori. Nel secondo giro era più gestibile, ecco spiegato il netto miglioramento.

Di Lampard – capo equipe
Ho un bel problema… quello di scegliere chi mandare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro! Abbiamo un gruppo di cavalli e di cavalieri davvero fantastici che renderanno il mio lavoro semplice, ma anche difficile. In ogni caso deciderò dopo Rotterdam.

 

 

 

 

ROMA ICONA DELLA COPPA DELLE NAZIONI

 

Nella conferenza stampa del ‘dopo’ Coppa’ parole importanti sono giunte da John Roche Direttore del Dipartimento salto Ostacoli della Federazione Equestre Internazionale: “Con i suoi 84 anni di storia equestre, Roma è la vera icona della Furusiyya FEI Nations Cup. E non solo della coppa, ma anche del salto ostacoli in generale. Qui si sono scritte incredibili pagine di storia equestre. Congratulazioni ai vincitori, ma anche al direttore di campo che ha saputo mettere in scena uno spettacolo meraviglioso. Bravissimo anche Vittorio Orlandi, che con il suo team e l’organizzazione di TBWA ha realizzato un evento fantastico in una location da sogno. La FEI è molto orgogliosa di questo super lavoro. Ringrazio anche gli sponsor, in primis Furusiyya e Longines, ma anche tutti i partner che contribuiscono a far crescere il nostro sport e Piazza di Siena.

 Anche Uliano Vezzani, chef de piste, ha elogiato una location come quella romana: “Sono contento, molto contento. Ho visto un grande livello di sport, di cavalli e di cavalieri. Un gran bella edizione! Piazza di Siena mi è piaciuta, semplice ed elegante, con ostacoli molto belli che mi permettono di lavorare bene anche se ho qualche metro di campo in meno… ! Quello che fa di un percorso un buon percorso non sono solo le linee e le distanze, ma anche i colori e i materiali con cui si costruiscono gli ostacoli: anche questi incidono sulle difficoltà tecniche del percorso. Alcuni elementi che possono sembrare delle semplici decorazioni, sono invece fondamentali per creare delle traiettorie obbligate per i cavalieri. Nel caso di oggi, ad esempio, la decorazione verde a forma di cavallo, il laghetto e una staccionata di betulle sono stati posizionati così per evitare delle traiettorie troppo complicate per i cavalli. Per me il benessere del cavallo viene prima di tutto!”.

 “Questa tappa della Furusiyya FEI Nations Cup presented by Longines sembrava una piccola olimpiade – ha detto Eleonora Ottaviani, show director dell’evento – sia per la costruzione del percorso che per il livello dei binomi in campo. Anche in qualità di rappresentante dei cavalieri, l’International Jumping Riders Club, mi fa molto piacere che tutti i capi equipe abbiano colto l’importanza delle Coppe delle Nazioni e portino a questi appuntamenti i migliori cavalieri con i loro cavalli di punta. Questo è molto importante, perché queste gare a squadre sono il cuore del nostro sport. Il calendario agonistico è fitto di appuntamenti importanti e di competizioni che offrono montepremi da capogiro, ma è fondamentale dare priorità a quelle manifestazioni che sono il motore e l’anima del nostro sport che, non dimentichiamolo, è una disciplina olimpica ”.

 

 

 

 

LE DICHIARAZIONI DEGLI ITALIANI

 

Sincera e spietata l’analisi della prestazione azzurra nella Furusiyya FEI Nations Cup™ presented by Longines fatta dal capo equipe Marco Reitano: “Il nostro risultato ha tradito completamente le aspettative. Nel secondo giro tutte le squadre hanno avuto un calo ma noi più di altri. Siamo peggiorati più platealmente. Ora studieremo a tavolino cosa è successo perché qui non c’è un problema tecnico e su questi cavalieri noi non avevamo e tantomeno abbiamo oggi alcun dubbio sul loro valore. Non valiamo certo questo settimo posto, non ci resta però che tornare presto a dimostrare che ce la possiamo giocare con tutti. Non sono solo promesse o parole, io ci credo, ma il giudice è il campo”.

Emanuele Gaudiano che aveva piazzato un netto di qualità nel primo giro ha la delusione dipinta in volto: “Il netto è merito di Caspar che è stato molto bravo soprattutto nella doppia gabbia dove eravamo arrivati troppo vicini. Lui ha saltato mettendoci tutto il talento e la forza che possiede. Nel secondo giro un pizzico di sfortuna nella riviera appena toccata e un altro errore proprio alla gabbia che oggi ho sofferto molto. Cosa succede ora? Guardiamo avanti. Nel secondo giro tanti cavalli hanno fatto male e noi purtroppo non siamo stati esenti da questo calo generale”.

 Piergiorgio Bucci ha una doppia lettura della sua gara: “Dopo il primo percorso avevo detto che saltare qui è fantastico e se appena tu fai il tuo dovere il cavallo vola. Il fatto è che Casallo Z ha continuato a saltare alla grandissima dunque tocca a me prendermi tutta la responsabilità di quello che è successo”.

Emilio Bicocchi attraversava un momento d’oro con Ares in forma strepitosa. Invece…: “Ares ha continuato a fare il proprio lavoro, a dare tutto, penso che l’ho forzato troppo al terzo ostacolo della prima manche e lui si è arrabbiato. Da quel punto l’ho sentito contro di me. Si è contratto, una cosa che non mi aspettavo. Mai successo. Mi spiace per i miei compagni di squadra, stavamo andando bene. Ora? Devo capire cos’è successo con il mio cavallo. Il feeling resta non buono, ma ottimo, però devo comprendere meglio le dinamiche di una situazione nuova e inattesa che mi sono trovato a vivere oggi per la prima volta”.

Quasi in controtendenza Lorenzo De Luca: “Ensor de Litrange ha saltato bene anche nel secondo giro. Il problema è che dopo l’oxer dovevo chiudere meglio la linea verso l’ostacolo successivo. Purtroppo non ci resta che guardare avanti, fare tesoro di quello che è accaduto a Roma e ripartire. Abbiamo ancora delle occasioni, la stagione non è compromessa”.

 

 

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CREDITI FOTOGRAFICI:

ph csio roma mproli

 

 

 

 

CSIO Piazza di Siena


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