8 Ottobre 2022

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Un’istruttrice speciale

Ai lettori di questo portale, voglio spiegare la mia storia.

La mia storia ha avuto due momenti significativi: il primo è stato quando ho incontrato un'amica eccezionale, Erica una cavallina di quindici anni. Un altro momento ancora più significativo ed importante è stata l'artefice di questo incontro.

Colei che mi ha fatto intraprendere questo sport: Ludovica.

Ma chi era Ludovica? Raccontiamo una breve biografia.

Ludovica D'ottavi nata a Roma, di origini nobili era una contessa ma per la sua umiltà a non lo ha mai detto a nessuno ma solo a noi che eravamo a contatto. Una donna, che ha fatto molti sacrifici due figli e vedova a conseguenza della malattia del marito. Quindi molto ricca ma che viveva a Rocca di Mezzo da molti anni. Lì fece la sua strada, aprendo un maneggio. Una signora giovane diciamo di mezza età. Ma che aveva esperienza con i cavalli. Sapeva esattamente come andavano trattati. Lei amava i cavalli ed i cavalli ricambiavano il suo amore. Ma soprattutto aveva delle doti eccezionali. Era molto umile. Aveva una sensibilità che purtroppo pochi hanno. Quella mattina del tredici agosto del 1994 mentre andavamo a fare una gita verso Rocca di Mezzo, con mio padre e mio cugino, vediamo un maneggio.

Entriamo, io a dire la verità non ero a fatto convinta: anche perché avevo molti problemi, avevo un male che era diventato incurabile. Quella malattia era la paura. Me la portavo dietro per molti anni: tant'è vero che ho cominciato a cavalcare a ventinove anni. Due anni prima, avevo conosciuto un amico, che aveva il cavallo: quando mi disse che aveva il cavallo, io ero molto incuriosita. Il mio amico se debbo essere sincera, era una persona che si dava molte arie; non mi incoraggiò molto anzi: quando gli domandai qualcosa su questi magnifici animali, e quando gli dissi che avevo paura, mi disse con un modo molto vanitoso, che dovevo lasciare perdere. Se avevo paura. Invece quella mattina, fu la svolta della mia vita. Sì incontro Ludovica. mio padre per prima cosa gli domandò se potevo cavalcare avendo un handicap visivo: Ludovica disse: non c'è problema io sono specializzata! Io ne ho guidati venti di ragazzi non vedenti! insomma: per lei non ci fu assolutamente nessun problema. Le sue parole prima di iniziare la lezione, disse a mio padre: glielo faccio con tutto il cuore. Queste parole me le ricorderò per tutta la vita. Ma poi mio padre gli disse: ancora: " Ma guardi che mia figlia non so che reazione psicologica può avere! Lei disse:" Non c'è problema! Non si preoccupi. Lei capì immediatamente, io ero terrorizzata ma poi quando vidi erica una cavallina di razza agricola italiana, e con lei che mi parlò le mie paure pian piano si dissolsero. Un altro episodio, che mi ricordo molto bene, è quando mi staccò da mio padre, prima non ricordo se era prima o dopo, la lezione, mi fece toccare la sua faccia siamo andati a fare una passeggiata fuori, io non sapevo ne anche come si conduceva un cavallo. Non sapevo come si saliva su un cavallo. Lei all'inizio mi teneva con la lunghina, lei era a piedi. Abbiamo fatto un lungo colloquio psicologico per prima cosa mi domandò perché avevo paura degli animali: io gli risposi che da bambina un cane mi ha morso per giocare. Lei mi disse che gli animali e in particolar modo i cani perché mi parlò anche dei cani oltre che dei cavalli, che non lo facevano senza motivo. Mi disse: "vedi? gli animali non mordono senza un motivo! Così i cavalli! I cavalli, non ti faranno mai del male! Non puoi cadere da cavallo! È difficile che un cavaliere cade da cavallo! Poi mi disse a me hanno salvato la vita! Mi hanno portato all'ospedale!" così i cani mi hanno liberato dalla neve! Insomma: alla fine del colloquio io sorridevo non solo ho fatto una passeggiata bellissima ma io quando sono andata da mio padre, ero un'altra persona. Ero completamente cambiata. la terapia si ripete per quindici giorni fino alla fine delle vacanze estive: poi ci siamo sempre sentiti per telefono siamo andati a rocca di mezzo per un altro anno: mi insegnò il trotto, questo sport mi piaceva talmente tanto che il mio sogno era fare delle gare, volevo praticarlo al livello agonistico, io avevo un cruccio: avevo un handicap e quindi fra me e me mi dissi: " io non posso farlo!" Domandai a lei se potevo praticare al livello agonistico, la disciplina che a me piaceva di più era il salto ostacoli sì proprio così, io volevo saltare con il cavallo. Quando glielo dissi a Ludovica, mi disse: " certo! che puoi saltare! Io gli dissi: ma io non ho la vista! mi disse: " io non voglio sentire parlare di vista! sono stupidaggini! Tu puoi saltare benissimo con il cavallo! Parole che poi si sono rivelate sante. perché poi ho fatto una gara dimostrativa saltando le crocette al trotto. Questa gara l’ho disputata nel novantotto. Quindi io sono riconoscente a lei. Da quando nonè più su questa terra per me è stato un brutto momento: mi ha lasciato un vuoto incolmabile. Ludovica D'ottavi è deceduta il quattro agosto, nel 1998 aveva 54 anni da allora sarà sempre nelle mie preghiere.

Debora Anticoli

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