26 Giugno 2022

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Allarme rosso nell’Ippicca: Un settore economico-produttivo al collasso

Ieri, Conferenza Stampa all’HippoGroup di Torino, sono a rischio chiusura tutti gli ippodromi, compreso quello di Vinovo fonte di occupazione, indotto e socialità

Report della conferenza di ieri 14/12/2015 tenutasi a Vinovo:


 

Buona partecipazione di pubblico, di addetti ai lavori, giornalisti e autorità alla conferenza stampa svoltasi all’ippodromo di Vinovo lunedì 14 dicembre.


Presenti alla conferenza stampa Guido Melzi d’Eril e Mauro Boccardo, rispettivamente amministratore delegato e direttore di HippoGroup Torinese e tra gli altri il sindaco di Vinovo Gianfranco Guerrini, accompagnato dall’assessore Franco Cerulli, il consigliere regionale Andrea Appiano, il sindacalista Pietro Gabriele responsabile di zona per la SLC – CGIL di Torino.


Presenti anche i rappresentanti di tutte le categorie ippiche torinesi: Salvatore De Lorenzo e Santo Mollo per i guidatori; il neo delegato regionale dell’Anact Maurizio Grosso ed Enrico Colombino per i Gentlemen Driver piemontesi.


Le testate giornalistiche presenti con propri giornalisti sono state La Stampa, Torino Cronaca, Il Mercoledì, L’Eco del Chisone e Trotto&Turf.


Ad inizio conferenza stampa Guido Melzi d’Eril ha fatto un excursus della grave crisi in cui versa l’ippica italiana e ha annunciato che i tagli previsti al settore inseriti nella legge di stabilità per il 2016 sono insopportabili. Sia per le società di corse che per le varie categorie del comparto


«L’ulteriore taglio di 20 milioni di euro dal bilancio del settore è inopportuno e ancora più insopportabile è la mancanza di un vero e proprio rilancio del settore. Rilancio del quale si parla da anni ma non è mai stato nemmeno ipotizzato.


Negli anni siamo stati abbandonati dalla politica che non ha governato il settore. Se i tagli saranno confermati io sono per la linea dura, finchè non ci daranno un calendario e un’ipotesi di sviluppo del settore dovremmo avere la fermezza di fermarci per ottenere quanto ci è dovuto.


E’ positivo che finalmente ci si sia riuniti sotto l’unica sigla del Coordinamento Ippico Nazionale, ma adesso dobbiamo avere risposte e sviluppo, senza tagli al settore. Per quanto riguarda Torino, avremo un consiglio d’amministrazione a breve e da lì arriveranno gli indirizzi per i mesi a venire.


Se ci saranno garanzie adeguate per l’attività 2016 e un minimo di programmazione Vinovo potrebbe anche riaprire per le corse a gennaio, ma servono continuità e indirizzi precisi dal Ministero».


Mauro Boccardo, direttore dell’Ippodromo di Vinovo ha invece annunciato: «Stiamo facendo andare avanti l’impianto con il motore al minimo. La mancanza di prospettive per il futuro ci induce ad agire in questo modo, tagliando ulteriormente i servizi al centro di allenamento e riducendo le ore di presenza dei nostri dipendenti.


C’è tutta la volontà di proseguire la nostra attività seriamente come sempre abbiamo fatto, ma ce ne devono dare la possibilità. I tagli previsti in finanziaria al settore e la mancanza di una convenzione e di un contratto tra le società di corse e il Ministero sono assolutamente insostenibili».


E’ voluto essere presente alla conferenza stampa anche il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Appiano che da un paio di mesi si è fatto carico della situazione ippica piemontese.


Prima con un’interrogazione in consiglio regionale fatta all’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Ferrero e poi con un viaggio al MiPAAF fatto con lo stesso Ferrero per incontrare il sottosegretario Castiglione e il viceministro Olivero: «Assieme all’assessore Ferrero abbiamo incontrato a Roma la scorsa settimana Castiglione e Olivero per sottolineare che il Piemonte dal punto di vista ippico è assolutamente trascurato e trattato meno bene di altre regioni e di altre realtà ippiche nazionali.


Ci è a cuore sia il lato occupazionale di un impianto come quello di Vinovo sia quello sportivo e di sviluppo della filiera ippica. Abbiamo avuto con l’assessore Ferrero riscontri abbastanza positivi e monitoreremo l’operato del ministero dell’Agricoltura per ottenere il rilancio e le giuste risorse per un settore importante dell’economia piemontese».


E’ stata poi la volta di Pietro Gabriele responsabile di zona della SLC CGIL che ha ribadito che la grave crisi dell’ippica è stata affrontata soprattutto dai lavoratori e dai dipendenti che da anni hanno subito tagli notevoli a salari e retribuzioni.


Anche il sindacato, riunito sotto l’egida delle tre confederazioni nazionali fa parte dei vari tavoli di confronto ed è parte integrante del nuovo Comitato Ippico Nazionale.


La conferenza stampa si è chiusa con gli interventi di Salvatore De Lorenzo, rappresentante dei guidatori torinesi e quello di Maurizio Grosso per gli allevatori. Sono poi seguite le domande dei giornalisti presenti.




Oggetto delle Conferenze Stampa che si sono tenute anche in altre città italiane: è la necessità di denunciare che i previsti tagli al settore sarebbero mortali per l’intera filiera ippica.

 

Questo incontro con la stampa è stato concordato a livello nazionale con gli altri ippodromi per denunciare il rischio che sta correndo tutta la filiera ippica italiana.


In questo momento, infatti, sono in corso analoghe iniziative con la stampa nelle città sedi di Ippodromi.


Assieme a tutte le componenti della filiera ippica vogliamo portare a conoscenza dei cittadini e delle istituzioni locali e nazionali che:


da gennaio prossimo alcune decine di migliaia di lavoratori rischiano di essere disoccupati e un grandissimo numero di cavalli, quasi l’intero patrimonio equino nazionale, sarà destinato all’estinzione e la grande storia dell’ippica nazionale avrà definitivamente termine.


Questi saranno gli effetti dei tagli previsti dal Disegno di Legge sul bilancio dello Stato (c.d. legge di stabilità 2016) ancora in discussione in Parlamento relativamente alle risorse per il settore ippico.


Infatti, dopo anni di continui tagli alle risorse destinate all’ippica (dai 400 milioni di euro del 2011 ai 200 milioni euro del 2015) e di progetti mai attuati di rilancio del settore, da tempo in crisi, oggi, nonostante gli annunci, si rischia di vedere un ulteriore taglio di venti milioni di euro.


Tutto ciò in contrasto a quanto dichiarato dal Mipaaf che il 2016 sarebbe stato l’anno del rilancio dell’ippica utilizzando in maniera più proficua le risorse. Invece, nonostante la drammaticità delle condizioni dell’intera filiera, dopo anni di immobilismo dei Ministeri preposti, addirittura si prevede nella Legge di Stabilità 2016, la decurtazione di oltre 20 milioni di euro dai capitoli di spesa, già insufficienti, relativi all'attività ippica.


Taglio effettuato pure in presenza di una dotazione finanziaria ministeriale del Mipaaf complessiva pressoché invariata e con un consistente incremento delle dotazioni per attività strategiche di promozione del made in Italy, tutela della qualità agroalimentare e altre finalità di più “semplice utilizzo”.


Gli annunciati tagli vengono giustificati con il calo della raccolta del gioco sulle corse dei cavalli, senza considerare che le scommesse ippiche sono oggi non concorrenziali rispetto agli altri giochi offerti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ex-AAMS), a causa di una riforma mai promossa dal MiPAAF.


In ogni caso l’entità del taglio prospettato non sarebbe in linea con la riduzione delle entrate da scommesse ippiche. La realtà è che il MiPAAF avrebbe in sostanza programmato di prendere fondi da un settore in crisi per finanziare altri progetti. Il tutto senza dare alcuna prospettiva al settore.


Da quando il MiPAAF si occupa direttamente di ippica, non si rileva iniziativa a favore del settore, né di gestione ordinaria né di rilancio. Le corse italiane, prodotte da un “settore ippico”, nonostante tutto, da decenni stabilmente ai vertici mondiali per la competenza dei propri uomini e la qualità dei propri cavalli, non sono valorizzate nel “mercato estero” con conseguente perdita di risorse.
I risultati di questa assenza di gestione sono sotto gli occhi di tutti.


La drammatica contrazione delle dimensioni del settore dal 2009 ad oggi, a causa della riduzione di giornate di corse (da 2.493 a 1.500) del montepremi (da 218 milioni a 97), dei corrispettivi per ippodromi (da 110 milioni a 57), ha provocato, ogni giorno, la chiusura di aziende, la perdita di posti di lavoro, la riduzione drammatica del numero dei puledri nati e la fuoriuscita di tantissimi cavalli dal settore ippico.


Per mantenere in vita il settore e non togliere la speranza alle migliaia di famiglie che vivono di “ippica”, nell’immediato, basterebbero tre interventi, per illustrare i quali abbiamo chiesto, per adesso senza successo, di essere ascoltati dalla politica di riferimento.


a)    Si eviti ogni taglio, previsto dalla legge di stabilità, ai capitoli di spesa destinati al settore confermando, almeno, le risorse dell’anno in corso. Si tenga conto che le risorse destinate all’ippica sono produttive, alimentano un’intera filiera, costituiscono un volano per la produzione di reddito e creano gettito per l’erario.


b)    Si presenti un Piano Strategico del Settore, adeguatamente finanziato e sostenuto, che preveda lo sviluppo della filiera ed individui gli obiettivi da raggiungere. In tale ambito, il MIPAAF potrebbe aggiornare il Piano Strategico del 2009, ancora non applicato, tenendo conto delle modifiche normative intervenute e delle attuali condizioni del settore.


c)    Si approvi la riforma di una “governance” del settore partecipata dalla filiera ippica che rimuova blocchi e vincoli burocratici e garantisca risorse e fonti di finanziamento certe e stabili.


A livello locale, purtroppo, il taglio delle risorse previsto porterà la filiera, già in crisi emergenziale, al collasso, e gli ippodromi non vogliono subire in silenzio, ma far capire che esistere ancora una potenzialità di sviluppo per un settore produttivo, per una filiera che impiega uomini, mezzi e cavalli. Se invece si procederà con i tagli gli ippodromi non saranno più nelle condizioni di garantire l’apertura degli impianti.




> In allegato gli stanziamenti ippica anni dal 2011 al 2015, con previsione 2016

Ufficio Stampa HippoGroup Torinese


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