19 Maggio 2022

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UN LIBRO FIGURATO AMBULANTE

Il carretto siciliano servì a divulgare temi letterari, storici, religiosi attraverso le pitture con cui era decorato e che, oggi, ne fanno una delle più originali espressioni della cultura popolare siciliana.

 Il carretto siciliano, mezzo di trasporto di merci e di persone, è anche un vero e proprio libro figurato ambulante. Nell’ottocento servì a divulgare fra il popolo temi letterari, storici, mitologici, figure soprannaturali, attraverso pitture sui laterali, sui portelli, sulle chiavi.

 

Oggi ha assunto un nuovo valore simbolico, cioè espressione della cultura popolare siciliana, in particolare per le pitture e le decorazioni che lo caratterizzano.

 

Inizialmente il carretto in legno grezzo veniva trattato con olio di lino per preservarlo dai danni provocati dagli agenti
atmosferici.

 

Da antichi documenti risulta che il carro cominciò ad essere verniciato con tinte monocrome, quali il grigio e il giallo. In alcuni casi, e sui laterali, venivano dipinti dei tondi, oppure medaglioni con immagini sacre su fondo blu, filettature rosse e azzurre completavano la decorazione.

 

E’ nel XIX secolo che il repertorio decorativo si arricchisce ad opera di “maestri” di differenti scuole e specializzazioni, per esempio i decoratori di carrozze e portantine, i pittori di tavolette votive, i pittori su vetro, gli artisti specializzati in immagini sacre (pincisanti), gli imbianchini specializzati nelle decorazioni di soffitti ed i pittori di cartelloni dell’Opera dei Pupi.

 

Infatti, dopo il 1850, oltre a temi sacri, compaiono decorazioni con raffigurati i temi tratti dal repertorio epico-cavalleresco ed episodi di storia  locale antica e contemporanea.

 

Sono frequenti anche scene di opere liriche in coincidenza con la fortuna di tale genere musicale, episodi di storie romanzate, momenti di vita quotidiana.

 

La pittura del carro si impone nella cultura popolare per assolvere a varie funzioni:tenere lontane le forze del male (aggressioni, incidenti) o le energie negative (invidia, malocchio), richiamare l’attenzione degli acquirenti nel caso di carri usati da venditori ambulanti, sottolineare la ricchezza del proprietario e raccontare temi tratti da fonti letterarie e storiche.

 

Nella Sicilia Occidentale, prevalgono i colori giallo e rosso, senza mezze tinte e con motivi geometrici, mentre in quella Orientale predominano l’azzurro ed il verde con piante ed animali.

 

Le aree stilistiche possono dividersi in 4: l’area che comprende Palermo, Agrigento e Caltanisetta, il Trapanese (Trapani, Mazzara del Vallo, Castelvetrano), il Catanese, l’area di Ragusa, Gela e Rosolini. Anche i motivi decorativi variano.

 

Il lavoro di pittore di carri si articola in tre fasi fondamentali: la coloritura del fondo, la decorazione con motivi vari, la figurazione con la rappresentazione di vari soggetti sulle superfici esterne della cassa del carro.

 

Nella bottega artigiana ognuno ha il suo compito: il maestro esegue le figurazioni, il pittore più giovane le decorazioni.

 

Il procedimento di pittura consiste  nella stesura di una mano di olio di lino sul legno grezzo seguito dalla stesura dello stucco (imprimitura) preparato prima con creta di Sciacca (grigio), con litopane (bianco) e olio di lino, composizione che si spalma su tutte le superfici piene e, dove occorre, sulle superfici intagliate.

 

Si passa poi alla coloritura di tutte le superfici stuccate ed asciutte con il colore bianco ed alla coloritura di parte delle superfici con il colore giallo.Quindi tocca alle decorazioni con il trasferimento a ricalco del disegno scelto per la figurazione di un soggetto narrativo.

 

Importante è pure la preparazione della tavolozza dei colori ottenuti mescolando terre colorate con olio di lino. I colori fondamentali sono: bianco, giallo, rosso chiaro, rosso lacca , rosso cinabro, rosso pavone, blu oltremare e di prussia, verde, nero.

 

Per l’esecuzione degli sfondi ci si ispira a cielo-terra, montagne alberi, accampamenti. Si passa poi alla  campitura dei personaggi, quindi alla definizione dei profili e delle figure e dei lineamenti.

 

Attualmente intellettuali, storici, appassionati collezionisti hanno contribuito a creare raccolte di carretti siciliani, che oggi consentono di approfondire, quasi da stranieri, la conoscenza di questi attacchi irripetibili prodotti della cultura popolare tradizionale.

 

Ed è grazie a loro che si sono visti nascere il Museo Etnografico Giuseppe Pitrè a Palermo, il Museo Etnoantropologico della Valle del Belice di Gibellina(TP), il Museo Civico di Terrasini(PA)

 

 

 

  

 

Giuseppe Mignosi
NOTIZIARIO del Gruppo Italiano Attacchi


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