25 Giugno 2022

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Quattro arresti per il furto del piccolo pony da guinnes Charlie.

I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ieri mattina a carico di quattro uomini ritenuti responsabili, a vario titolo, di ricettazione, estorsione e furto in appartamento.

Tra i cavalli di Messina, ce n'è uno, noto in tutto il mondo, per essere il più piccolo pony esistente. Si chiama Charlie ed è alto poco più di 60 centimetri al garrese. Per chi non fosse proprio del mestiere lo si può paragonare a un cane di grossa taglia, ma niente a che fare con un vero e proprio cavallo e neanche con i classici pony che misurano oltre tre volte. Insomma un pony talmente talmente raro da essere entrato nel Guinness dei primati come il più piccolo pony esistente.


Charlie, rapito nel settembre del 2013 alla Mostra nazionale del cavallo di Città di Castello, venne restituito dopo il pagamento di un riscatto di 3mila euro. Oltre ai tre arrestati, per una quarta persona è stato invece disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Dall'indagine è emerso che il cavallo venne custodito nella zona di Peschiera del Garda dopo essere stato rubato.


Le indagini furono avviate subito dopo il furto del cavallo, ospite d'onore della mostra nazionale di Città di Castello. Venne portato via dal suo box, facendolo passare attraverso un foro praticato nella recinzione. Gli accertamenti si rivolsero immediatamente verso alcune famiglie di nomadi residenti in Umbria, che già in passato erano state coinvolte in indagini inerenti reati commessi nel mondo dei cavalli. L'ipotesi era che alla base del furto vi fosse la volontà di chiedere un riscatto.

 

È quindi emerso – hanno spiegato gli investigatori ieri nel corso di una conferenza stampa – che un commerciante italiano di 53 anni, residente in provincia di Perugia, e con interessi nel particolare settore, aveva avvicinato il proprietario dell'animale prospettandogli la possibilità di riavere Charlie, a suo dire in possesso di persone pericolose, se avesse pagato un riscatto di 10 mila euro.

 

I carabinieri sono quindi risaliti a due nomadi di 34 e 25 anni, domiciliati in provincia di Perugia e risultati con numerosi precedenti di polizia alle spalle. Considerati dai militari i presumibili artefici dell'estorsione, mantenevano i contatti – ritengono gli inquirenti – con la persona che materialmente custodiva il cavallo nei pressi di Peschiera del Garda.

 

Quest'ultimo, anch'egli di origini nomadi, è stato identificato in un 40enne residente a Rovigo ma domiciliato a Cavarzere (Venezia). Per i carabinieri colui che materialmente restituì il cavallo al proprietario, trasportandolo nel portabagagli della sua autovettura. Dopo la consegna di 3.000 euro. Di qui l'arresto dei tre nomadi e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il commerciante, risultato incensurato. Tutti accusati di concorso in ricettazione ed estorsione.

 

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