24 Maggio 2022

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Razzismo sentieristico

Monica, una letterice ci segnala un fenomeno che da anni coinvolge tutto il nostro Paese, in particolare riguarda quanti amano i trekking a cavallo….

 

Gentilissima Redazione de IL PORTALE DEL CAVALLO, vi vorrei segnalare un fenomeno che negli ultimi tempi si sta verificando nel territorio in cui io e i miei equini viviamo: Sestola in provincia di Modena, alle pendici del Monte Cimone e all'interno del Parco del Frignano, rinomata stazione sciistica invernale e apprezzabile luogo di villeggiatura estiva.

 

Ebbene, il fenomeno di cui vi accennavo ho deciso di denominarlo "RAZZISMO SENTIERISTICO" ovvero la moda di riservare i sentieri che si snodano sulle ns. montagne (comunali e sentieri CAI) a singole categorie di utenti, che in maniera esclusiva possono usufruire del percorso. Non si spiega come mai, sentieri che nel corso degli anni hanno sempre ospitato, in maniera promiscua, pedoni, cavalli e mountain bike, ora debbano essere utilizzati solo da una di queste categorie.

 

Qualcuno potrebbe obiettare che per la sicurezza dei pedoni, cavalli e mtb debbano avere un diverso percorso un po' come si fa in città dove esistono piste pedonali, piste ciclabili e carreggiate riservate alle automobili, quello che non capisco allora e' come mai mtb e cavalli si trovino spesso a condividere insieme ai quad lo stesso sentiero (un cavallo non può essere investito da una mtb? o viceversa? e se pensiamo al quad che ha un motore e arriva a velocità anche di 50/60 km/h?!).

 

Oltretutto a differenza delle città dove esiste nella maggior parte dei casi il posto per realizzare piste riservate ai vari utenti, nei nostri territori di montagna spesso difficili è già difficoltoso mantenere percorribili i sentieri esistenti figurarsi farne di nuovi per accontentare ogni singola categoria di utenti!
E cosi come sempre chi ha la voce grossa e a livello numerico è + forte viene accontentato e i poveri cavalli come al solito vengono dimenticati.

 

Noi cavalieri non abbiamo problemi a condividere i percorsi con altri amanti della natura che decidono di viverla in maniera differente ma pur sempre nel rispetto dei luoghi, ma evidentemente cosi non la pensa il comune che dà il permesso di limitare l'accesso ai sentieri tramite staccionate e alberi segati a d'oc.
Ma secondo Voi, se noi cavalieri trovassimo un pedone nel sentiero cavalli dovremmo denunciarlo o siamo automaticamente autorizzati a travolgerlo?!
Insomma queste forme di RAZZISMO SENTIERISTICO mi fa un po' pensare: e se un giorno qualcuno non volesse condividere il percorso con un ebreo….?

 

Mi auguro che questo sfogo trovi un piccolo posto sul Vs. sito, sarebbe un passo avanti per aiutare le amministrazioni e le persone a soffermarsi e riflettere su come la vita moderna ci abbia fatto dimenticare che solo fino a qualche anno fa e da quando è nato il nostro pianteta cavalli e pedoni hanno sempre condiviso le strade e i sentieri del mondo.
 

Grazie Monica Solieri

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