Il grande campione Piero D’Inzeo si è spento il 13 febbraio a Roma all’età di 90 anni, a tre mesi dalla morte del fratello Raimondo

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1978

I due fratelli hanno formato per anni una coppia invincibile, regalando all’Italia grandi emozioni

Piero D'Inzeo, il grande campione si è spento il 13 febbraio a Roma all'età di 90 anni, ha partecipato a otto Olimpiadi conquistando due argenti e quattro bronzi.


A tre mesi dalla morte del fratello Raimondo avvenuta il 15 novembre scorso a 88 anni, i due fratelli hanno formato per anni una coppia invincibile, regalando all'Italia grandi emozioni. Piero e Raimondo si possono certamente considerare punto di riferimento della storia dell'equitazione Italiana.


Piero D'Inzeo (Roma, 4 marzo 1923 – Roma, 13 febbraio 2014) è stato un ufficiale dell'arma di cavalleria e cavaliere italiano. Di famiglia molisana, con il fratello minore Raimondo D'Inzeo (1925-2013), anch'egli cavaliere, ma nelle file dell'Arma dei carabinieri, con il grado di generale di divisione, ha formato la coppia dei "fratelli invincibili" dell'equitazione italiana.

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Figlio di un sotto ufficiale di Cavalleria, il maresciallo Costante, istruttore di entrambi i suoi ragazzi. Nel 1946 debutta a Piazza di Siena, concorso che vincerà sette volte, più di ogni altro cavaliere.

 

Nel 1948 partecipa alla prima Olimpiade nel salto ostacoli, otto anni più tardi a Melbourne arriva la prima medaglia: Piero, in sella ad Uruguay, conquista il bronzo individuale nel salto a ostacoli e l'argento a squadre con il fratello Raimondo. A Roma nel '60 è argento su The Rock. In carriera arriverà a otto partecipazioni olimpiche, l'ultima a Montreal nel 1976, con 2 argenti e 4 bronzi in bacheca.

 

Con sette titoli al Concorso ippico internazionale "Piazza di Siena" è il cavaliere più vincente di sempre in questa manifestazione.
Successivamente Piero D'Inzeo è stato presidente del Circolo ippico "Il Tricolore", mossiere in due edizioni del Palio di Siena e istruttore di Natale Chiaudani e di molti altri rinomati cavalieri.
 

 

 


Leggi anche l'intervista A Piero D'inzeo di Giovanna Binetti

http://www.ilportaledelcavallo.it/articolo.asp?id_articolo=36



Raimondo D'Inzeo

Raimondo D'Inzeo (Poggio Mirteto, 8 febbraio 1925 – Roma, 15 novembre 2013[1]) è stato un cavaliere italiano, ufficiale dei Carabinieri, laureatosi campione olimpionico ai Giochi olimpici di Roma 1960 e due volte campione del mondo nel 1956 e nel 1960.


Con otto presenze ai Giochi olimpici, è l'atleta italiano che vanta il maggior numero di partecipazioni, alla pari con il fratello Piero e con Josefa Idem (che però ha disputato le prime due Olimpiadi sotto la bandiera della Germania Ovest).


Raimondo e il fratello maggiore Piero D'Inzeo, anch'egli cavaliere e ufficiale di cavalleria con il grado di colonnello, sono stati i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi olimpici, dal 1948 al 1976.

 

In campo internazionale, i due sono stati chiamati "i fratelli invincibili" dell'equitazione italiana. Hanno partecipato vittoriosamente a numerose gare in Italia e all'estero e il loro punto di maggior gloria è stato quello raggiunto nei Giochi Olimpici del 1960, a Roma, quando Raimondo conquistò la medaglia d'oro e Piero la medaglia d'argento nel Gran Premio di salto ostacoli.

 

È stato inoltre portabandiera azzurro ai Giochi della XIX Olimpiade di Città del Messico del 1968.
In totale ha conquistato un oro, due argenti e tre bronzi olimpici, a cui si aggiungono due ori, un argento e un bronzo mondiali.

 

Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri fino al grado di colonnello, quindi generale di divisione del ruolo d'onore, nella sua carriera militare è stato comandante del Gruppo Squadroni "Pastrengo", autore di numerosi Caroselli storici dell'Arma dei Carabinieri e in seguito primo Comandante del Centro Ippico del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo e cavaliere italiano, specialista nella disciplina del salto ostacoli.
Cessata l'attività agonistica, è stato Presidente Onorario del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo.

 

È ricordato anche per aver guidato una carica a cavallo, ordinata in seguito alle violente manifestazioni del 6 luglio 1960, a Roma, in piazza di Porta San Paolo. In seguito agli scontri, ci furono diversi feriti, tra cui deputati e senatori del Partito Comunista Italiano e del Partito Socialista Italiano.
 


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