15 Agosto 2022

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Storia della fattrice IRIS.

Uno spaccato della razza Haflinger e della sua storia evolutiva degli ultimi
30 anni.

In occasione della Mostra nazionale 2015, ANACRHAI ha voluto attribuire un premio speciale alla fattrice IRIS della Signora Luise Shenck. Un soggetto dalla storia e dalle qualità particolari. Questo articolo nasce da u’idea della direzione ANACRHAI a cui il Dr. Sgambati ha aderito volentieri e per il quale lo ringraziamo e che ci permette di ripercorrere anche, in qualche misura, la storia e l’evoluzione della razza negli ultimi 25 anni. Mi auguro che gli allevatori condividano i complimenti che ANACRHAI vuole esprimere a Luise per IRIS
Giuseppe Pigozzi


L’anno in corso 2015, per la razza Haflinger di tutto il mondo,  ha rappresentato un ricorrenza straordinaria  per il ripetersi a distanza di pochi mesi di due eventi di primaria importanza internazionale:  la Mostra Mondiale e il Campionato Sportivo Europeo.


Complessivamente  circa un migliaio di cavalli haflinger  hanno partecipatoai due avvenimenti, alcuni hanno avuto l’avventura di partecipare ad entrambe le manifestazioni ma, tra tutti, in particolare uno, o meglio una, si impone alla attenzione per i risultati ottenuti in queste due partecipazioni:  Campionessa di Categoria mondiale a Ebbs in giugno e Campionessa Europea di salto ostacoli a Milano a settembre. Le vette più alte in due specialità,  la morfologia e  l’attitudine, che sembrerebbero aver poco in comune ma che in realtà, se ben interpretate,  sono fortemente e intrinsecamente correlate.
Questo haflinger speciale di cui vogliamo interessarci si chiama IRIS e come indica l’iniziale del suo nome è nata nel 2004 a Laion in provincia di Bolzano nell’allevamento di Luisa Schenk che ne è ancora la fortunata proprietaria.


La prima apparizione pubblica ufficiale in cui la giovane Iris si è presentata al gran pubblico degli appassionati haflinger è stato nell’aprile del 2007 al centro ippico di Merano in occasione del concorso per l’ Iscrizione  al Libro Genealogico delle giovani tre anni nate nella provincia di origine della razza. Quell’anno il concorso è stato particolarmente qualitativo e su 217 tre anni iscritte a catalogo gli Ispettori di morfologia avevano individuato e piazzato nelle prime posizioni delle giovani puledre particolarmente convincenti per le loro prerogative e che poi si sono rivelate realmente  al disopra della media per doti morfologiche e capacità riproduttive per la selezione.


Tra le prime cinque vi era Iania, vincitrice di mostra nazionale e poi valida riproduttrice; I-Lena-W, diventata poi grande cavalla da mostra, dotata di qualità atletiche speciali e grande riproduttrice (è la madre dello stallone vincitore a Merano, Bolero);  Isabell che due mesi più tardi avrebbe vinto la categoria internazionale combinata morfologia e andature delle tre anni a Eurohaflinger  2007 in Merano  e in seguito ragguardevole riproduttrice  e proprio Iris, di cui ci stiamo interessando, classificata naturalmente di alta prima classe, piazzata in quarta posizione ottenendo le importanti valutazioni parziali del  Molto Buono nei caratteri di razza, nella morfologia, nella qualità di arti e appiombi; si presentava come una giovane fattrice di taglia importante (altezza 150 cm.) ma che non dava l’impressione di avere, dotata di gran charme, con una testa leggera, molto espressiva e tipica della razza, con una incollatura lunga e dagli attacchi leggeri, dalla giusta orientazione, con una spalla lunga e correttamente collocata, dal garrese bene delineato a sostegno di una solida linea dorsale, con una groppa che, seppure abbastanza inclinata, aveva una lunghezza notevole a garanzia di una buona forza di propulsione.Le proporzione erano decisamente quelle ricercate nel moderno haflinger, ossia l’haflinger desiderato dalla attuale selezione, cioè con doti fisiche e strutturali adatte all’utilizzo.


La misura del torace di 174 cm. dimostra la notevole capacità toracica e quindi atletica, mentre il perimetro dello stinco di 19+ associato alla valutazione del Molto Buono ci indica un arto non gracile, dotato di tessuti asciutti e di qualità e naturalmente di appiombi corretti, tutte caratteristiche che sono garanzia di sanità di questi apparati molto sollecitati nell’utilizzo.


Nelle andature, seppure già dotata di ampiezza e scioltezza, mancando un po’ di energia, inconveniente che può capitare di frequente nei giovani cavalli, soprattutto se di notevole sviluppo, aveva ottenuto la valutazione di Buono.


Ma a Merano, tra il 7 e il 10 di giugno di quell’anno 2007 si è svolta una mostra particolare, ancor oggi unica, denominata EuroHaflinger 2007, che ha avuto la particolarità, rimasta ancora un’esclusiva, di avere le classifiche formate dalla sommatoria dei giudizi di morfologia a quelle di una attitudine decisa dal proprietario (attitudine al salto, attitudine al dressage, ecc.) proprio col fine di dimostrare, e in quegli anni era ancora necessario, che i bei cavalli selezionati per avere una struttura più atletica,  erano anche immancabilmente i più dotati e predisposti ad essere utilizzati.


Dobbiamo immaginare che per un giovane haflinger di tre anni, i proprietari debbano aver eseguito dei test per provare quale fosse la predisposizione dei propri cavalli;  e nello stesso modo si sono comportati i proprietari di IRIS,scoprendo,in questo modo,il suo forte talento  al salto ostacoli. E’ così che ad EuroHaflinger 2007 a Merano viene presentata nella specialità salto ostacoli,  eseguito in libertà nel corridoio vista la giovane età dei concorrenti, col risultato che una giuria internazionale  la classifica: 1° con un  notevole 8,33/10 di attitudine al salto.


Dopo questa rivelazione IRIS viene messa in doma e addestramento alla sella in maniera più seria e continuata,  vista la facilità all’addestramento e la sua attitudine alla sella e l’anno successivo viene già considerata pronta per essere presentata alle prove attitudinali organizzate nella provincia e che in quei primi anni della loro istituzione erano anche notevolmente frequentate.


Risultato: 1° classificata della prove attitudinali provinciali.


Era dunque chiaro che in questa giovane haflinger dalla morfologia desiderata dalla selezione  cui la razza è stata sottoposta, si associava anche una innegabile attitudine all’utilizzo e, nel caso specifico, un utilizzo anche piuttosto di tipo sportivo vista la particolare predisposizione alla sella e soprattutto al salto ostacoli. D’altra parte la selezione morfologica cui l’haflinger è stato sottoposto è proprio di tipo funzionale, ossia i caratteri fisico/strutturali che vengono ricercati e fissati generazione dopo generazione lo sono proprio in funzione del fatto che sono quelli adatti a predisporre il cavallo al servizio equestre e sportivo. IRIS stava dimostrando a tutti, proprio questo.


Ma come aveva potuto nascere un simile promettente fenomeno?  


Come è risaputo, a saperle interpretare, le genealogia dei cavalli possono dare diverse informazioni ma, mentre dal punto di vista della morfologia, dei caratteri di razza e anche delle andature, molte sono le notizie che si possono ricavare, dal punto di vista attitudinale le nostre conoscenze sono ancora estremamente limitate perché indietreggiando nelle generazioni non si ha alcuna memoria di attitudini sportive.


Possiamo raccontare però che Luisa Schenk  e suo marito, l’indimenticabile Hans Schenk, uno degli allevatori più conosciuti in Italia e nel mondo haflinger, da grandi appassionati della razza  e della sua selezione, avevano avuto il desiderio di procurarsi la madre di Iris, ZILMA Bz18358, acquistandola da giovane, perché figlia di una fattrice molto in vista, sia dal punto di vista dei caratteri morfologico/razziali,  sia per la sua speciale abilità come riproduttrice tanto da diventare la capostipite di una delle più importanti famiglie della selezione haflinger attuale del nostro Paese.


Questa fattrice: IMADA Bz 8491, nata nel 1984, era stata la campionessa dell’iscrizione delle puledre di tre anni della provincia di Bolzano nel 1987, lasciando una impressione particolare per la sua modernità.


Erano anni in cui si era proprio agli albori della selezione morfologica cui sarebbe stata sottoposta la razza nei decenni  successivi e queste individualitàparticolari che  iniziavano a discostarsi dai vecchi modelli,  riscuotevano  successo particolare.Imada, con la vecchia scheda punti aveva ottenuto 90 punti col 10 nello sviluppo e 10 nel carattere “collo e spalla”; era alta 141 cm, una grandissima taglia per quegli anni, decisamente più longilinea rispetto alle coetanee, soprattutto nell’anteriore, aveva una testa rappresentativa della razza e si muoveva con scioltezza, senza con questo immaginare di poter confrontare le migliori andature di allora con quelle che si sono riuscite ad ottenere ai nostri giorni.


Per rendersi conto della realtà della razza in quegli anni e dei cambiamenti che essa ha subito basta sapere che la madre di questa Imada era una fattrice alta cm. 132 con una circonferenza toracica di 180 cm.!!Ecco perchéi primi cavalli che presentavano caratteristiche diverse e desiderate destavano tanto scalpore. Da lei, risalendo altre 5 generazioni di puro haflinger  si arriva ad una di quelle definite “fattrice originale haflinger” menzionate nel Libro delle Origini del Dr. De Paoli che ci conduce alle originipiù pure della razza.    


Imada messa in riproduzione si è rivelata anche una grande riproduttrice generando 14 figli tra cui nientemeno che 6 stalloni approvati di cui 4 di prima classe;  delle 8 figlie,  oltre a quella di cui ci stiamo interessando, ne origina un’altra, Olita, da cui si arriva a BlitzeBz 19319, altra vincitrice famosa della iscrizione delle puledre della provincia di Bolzano, iscritta in classe 1°A  e grande madre di stalloni  molto apprezzati.Tornando a Imada, suo padre NERV Bz5761  è stato lo stallone che quando si è iniziata la riconversione della razza verso il modello attuale, è riuscito a dare i primi validi risultati; la sua madre, EDLE Bz6395, è stata una delle fattrici storicamente più famose per la sua lunghissima imbattibilità nelle mostre nella zona  di origine.


Da queste origini materne, la nostra IRIS, ha ereditato certamente in maniera concentrata le doti di tipicità, espressività, distinzione, finezza dei tessuti. Tuttavia si deve anche dire che la capostipite Imada ha sempre prodotto una progenie caratterizzata da andature sciolte ed energiche per cui a mano a mano che la selezione migliorava queste caratteristiche in seno alla razza, la famiglia originata da lei si è sempre trovata avvantaggiata.


Ma  torniamo a ZILMA Bz18358, la madre di Iris,dopo aver spiegato i motivi per  cui i coniugiSchenk se la erano voluta assicurare,  per riferire che anche il padre di lei, lo stallone NEMO Bz14403, è stato certamente motivo di interesse. Nemo era figlio di uno stallone importato (a quei tempi erano piuttosto  rari), molto in vista per la morfologia, Napoli, e di una giovane fattrice Mercedes Bz12810, nata nel 1986e vincitrice del concorso di iscrizione delle puledre della provincia di Bolzano, proprio come abbiamo riferito per Imada e anche lei aveva creato grande scalpore e le era stato attribuito il punteggio 1°A. Era una figlia dello stallone Nerv, di cui abbiamo parlato poco prima e per capire la levatura morfologica e qualitativa di questi cavalli basta dire che alla Mostra Provinciale a Merano per festeggiare i 120 anni della razza, la campionessa assoluta e la riserva sono state proprio Mercedes e Edle (la madre di Nerv).  


Lo stallone NEMO, di cui ci stiamo interessando era nato nel 1990 e al momento della sua valutazione morfologica per l’iscrizione misurava cm.149 al garrese;taglia che capitava per la prima volta, in un momento in cui la selezione puntava molto all’aumento della altezza al garrese per rendere l’haflinger più utilizzabile. E’ proprio per poter ammettere alla riproduzione questo soggetto, che presentava anche altri aspetti molto interessanti, che la Commissione Tecnica Centrale, in una seduta straordinaria presso la Fieracavalli di Verona del 1992, eliminò il limite della misura massima dell’altezza al garrese.

Nemo poté entrare in riproduzione, divenne uno dei primi capolista delle prime edizioni dell’I.M.T,l’indice genetico morfologico ufficiale della razza  e per questi motivi divenne il marito di un gran numero di fattrici di spicco della popolazione  haflinger di quegli anni.


ZILMA, figlia di lui e di Imada, come abbiamo detto, nata nel 1996 fu presentata a tre anni all’iscrizione al  Libro Genealogico a Bolzano ottenendo la 1° classe con tutti i parziali Molto Buono, era alta cm 145 al garrese e nell’allevamento di coniugi Schenk si è rivelata una riproduttrice eccezionale producendo uno stallone iscritto in 1° classe, ma soprattutto 6 figlie femmine di cui 5 iscritte al L.G. con la qualifica di 1° classe ed 1 con quella della classe 2A+ .


Proprio dall’ accoppiamento di lei con lo stallone AMSTERDAM Bz329X nasce la nostra Iris. Amsterdam, nato in Germania nel 1996 è stato uno di quei soggetti che hanno destato attenzione fino da puledro,  poi campione dei raduni stalloni di Alsfeld ed Hessen, poi vice campione alla Mostra Mondiale di Ebbs nel 2000 ed importato in Italia nel 2003 dove alla valutazione per  l’iscrizione al  L.G. riceve l’importantissimo punteggio di 4 Molto Buono in tutti i parziali, compreso quello delle andature, ampie, energiche, spettacolari. Cinque anni dopo, gli viene riconosciuta la classe 1°A con l’ottimo nella distinzione, qualifica ottenuta solo dai grandissimi.


Presentato in dressage con successo in Germania ed Italia è stato uno stallone che ha lasciato una produzione degna di nota; nella banca dati del Libro Genealogico troviamo 86 suoi figli/e  valutati, dei quali ben 27 hanno raggiunto la 1° classe e altri otto la 2A+.


Suo padre Amadeus, è uno dei pilastri dell’allevamento mondiale attuale, campione alla Mostra Mondiale di Ebbs nel 1995, ed è stato un gran miglioratore delle qualità delle andature. Anche il padre della madre di Amsterdam, Stromboli, è stato un vice-campione alla Mostra Mondiale di Ebbs.


Amsterdam ha apportato alla nostra Iris, oltre ad una struttura importante e moderna, anche ulteriori doti nelle andature che già le provenivano dalla famiglia materna. Essendo uno stallone che è riuscito in dressage, certamente le ha anche apportato delle doti positive di carattere, indispensabile per questa disciplina.


Queste le informazioni che arrivano dalla lettura delle genealogie dei cavalli,che assomigliano a vere e proprie favole;  quella di Iris ci spiega come i soggetti eccezionali come lei non nascono mai per caso ma derivano da un lavoro fatto da generazioni di appassionati allevatori che cercano di concentrare i geni dei migliori cavalli a disposizione nelle rispettive epoche al fine di “selezionare”.
Questi geni si combinano poi in maniera del tutto imprevedibile ma, il fatto di concentrare quelli positivi, aumenta naturalmente le possibilità di creare il soggetto speciale come nel caso che stiamo raccontando.


Rivelate nel 2007 e 2008 le sue doti speciali per l’attitudine alla sella e al salto ostacoli,  IRIS viene iscritta alla Mostra Nazionale di Verona del 2009, concorso di pura morfologia e concorre nella categoria delle giovani fattrici 3 – 5 anni, dove è la più anziana della categoria. Su 13 concorrenti vince la categoria, ma alla domenica, durante la cerimonia della premiazione, si scopre che il giudice Giovanni  Rigozzi, incaricato quell’anno, l’ha designata Campionessa Assoluta della manifestazione, ossia la più rappresentativa tra tutte le campionesse.


L’anno successivo, il 2010, è anno di Mostra Mondiale a Ebbs in Austria e Luisa Schenk, venuto a mancare il marito Hans,  iscrive IRIS a quel concorso dalla competizione tremenda. Iris si trova inserita nella categoria delle fattrici senza puledro tra i 6 e i 9 anni di età. Sono nientemeno che 33 le concorrenti di questa categoria e Iris riesce nello straordinario risultato di arrivare 3a e di vedersi aggiudicare la sciarpa destinata ai primi tre classificati. La performance morfologica è straordinaria soprattutto perché inserita nel contesto della Mostra Mondiale di quell’anno, difficilissimo per i cavalli provenienti dall’estero. L’unico altro haflinger italiano che è riuscito a fare altrettanto è proprio Blitze, che abbiamo nominato in precedenza,  perché proveniente dalla stessa famiglia materna di Iris.  


Ma nel 2010 a settembre, in Francia, a Néewiller,  si festeggiano i 40 anni di Libro Genealogico del cavallo haflinger in quel Paese e ANACRHAI, invitata,  presenta ufficialmente per l’Italia una rappresentanza di cavalli e, dopo la performance della Mondiale,  Iris viene naturalmente selezionata per partecipare e concorre nella categoria delle fattrici dai 6 anni in su senza puledro; risultato: 1° classificata.


In quello stesso anno, che rappresenta per Iris la consacrazione morfologica, viene presentata alla rivalutazione dove ottiene il Molto Buono in tutte le voci parziali che intanto sono diventate 5, con la valutazione delle andature passo e trotto separate: è una giovane fattrice tipica, distinta, impostata come la selezione la desidera, dotata di un passo ben delineato ed un trotto ampio ed energico che nella morfologia non ha più nulla da provare.


In questi anni Iris prende dimestichezza con la sella e conosce Vera Senoner, la giovanissima amazzone che la monta con disinvoltura e grande capacità e mette in risalto le doti per il salto ostacoli di Iris.


Arriviamo così al 2015, anno  che, come abbiamo detto all’inizio, ha avuto la particolarità di far coincidere la Mostra Mondiale di Ebbs a scadenza quinquennale e il Campionato Sportivo Europeo che si svolge ogni 3 anni. Nella categoria mondiale delle fattrici tra 9 e 11 anni senza puledro IRIS è 1a; nel Campionato Sportivo, nel salto ostacoli svoltosi su tre manches molto selettive, IRIS esegue tre percorsi netti, nell’ultima manche, a tempo, è anche miglior tempo con 35,56 e si mette così alle spalle tutti e 38 i partenti del panorama europeo salto ostacoli haflinger,  entrando nell’olimpo dell’haflinger dove forse è la sola a poter vantare queste performance.


E, giunti ai nostri giorni, il nostro racconto è terminato; la favola di Iris è ancora in pieno svolgimento;la sua proprietaria, Luisa Schenk,  si è  convinta di aver trovato in Iris il cavallo della vita, quello che capita una volta sola, irripetibile;  il soggetto da piazzare nel box d’onore della scuderia.


E non possiamo che augurarci che  Iris trovi  anche il tempo di dedicarsi alla riproduzione dove sicuramente, oltre alle doti morfologiche di cui tanto abbiamo parlato, trasmetterà alle sue generazioni future quell’eccezionale talento che si è concentrato in lei.

Giuseppe Pigozzi, direttore ANACRHAI
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