2 Febbraio 2023

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A Claudio Villa il Premio alla Virtù Civica «Panettone d’oro» per il lodevole lavoro svolto in questi anni con il suo progetto "Cavalli in carcere"

Il premio, giunto alla sua XVII edizione è stato assegnato sabato 6 febbraio al Teatro Parenti dalla Storica Istituzione Milanese a quelle persone ed enti che si sono distinte per le loro virtù civiche.

Il Premio alla Virtù Civica «Panettone d'Oro» nacque a metà degli anni '90 per iniziativa del Coordinamento Comitati Milanesi, come riconoscimento alle persone che si erano distinte per le loro virtù civiche. Quest'anno si svolgerà la XVII edizione.


Il premio interessa l'intera area della città metropolitana di Milano.


Caratteristica distintiva del premio è che esso è destinato a chi, con un comportamento costante nel tempo, abbia manifestato una concreta rispondenza ai principi del vivere civico. Solidarietà, attenzione al territorio e all'ambiente, rispetto reciproco, tutela dei più deboli ed emarginati, rispetto della cultura e della tradizione civica e difesa dei diritti dei cittadini sono alcune delle virtù civiche che possono rendere meritevole qualcuno del premio.


Per questa ragione la giuria non sceglie i premiati in base alla notorietà dell'atto compiuto o al numero di segnalazioni ricevute, ma valuta attentamente la costanza con cui le persone segnalate hanno messo in pratica e aiutato a diffondere un esemplare comportamento civico nella città metropolitana di Milano.


Claudio Villa, se l’è proprio meritato, quasi 10 anni di instancabile dedizione e lavoro al suo progetto "Cavalli in Carcere", ha ritirato il Prestigioso Premio alla presenza del Sindaco Pisapia e delle maggiori Istituzioni della Milano Metropolitana.


Con l’Associazione un salto oltre il muro, la ASOM è presente presso la II° Casa di Reclusione Bollate Milano dal 2007. Il fondatore e presidente  – Claudio Villa – è responsabile del progetto “Cavalli in carcere” e organizza il corso di formazione “Conoscere il Cavallo” per i detenuti presso la Scuderia Bollate.


Il corso di formazione, tenuto da docenti esperti in materia, è volto a promuovere il reinserimento sociale e lavorativo di persone in esecuzione di pena detentiva garantendo una competenza nella gestione del cavallo e della scuderia che andrebbe a colmare il vuoto professionale che si registra in campo equestre ed ippico. Oltre agli aspetti strettamente tecnici di gestione di base del cavallo, il corso di formazione si basa soprattutto sulla comunicazione reciproca tra uomo e cavallo e sulla conoscenza delle fasi di apprendimento del cavallo su base non coercitiva, ma di rispetto e autorevolezza.


Il progetto è destinato alla popolazione carceraria maschile e femminile e corrisponde al dettato costituzionale della funzione rieducativa della pena, in grado di creare un’opportunità di lavoro per persone svantaggiate in esecuzione penale e di promuovere il loro reinserimento nella vita sociale da cittadini attivi nella vita civile e nella legalità.


Questo progetto è in grado altresì di condividere gli obiettivi in materia di tutela degli animali e del loro benessere.
La II° Casa di Reclusione Bollate Milano, infatti, in virtù del suo stato giuridico risulta essere il luogo adatto per l’accoglienza di cavalli sequestrati alla criminalità organizzata, abusati, destinati al macello o arrivati a fine carriera, che potranno essere riaddestrati e reinseriti nel circuito equestre per svolgere diverse attività ludico-sportive adeguate all’età, alla tipologia e all’indole del cavallo in custodia.




Un po’ di storia: Il panettone.

La nascita del panettone è fonte di diverse storie e leggende, dal fornaio Toni e Adalgisa a suor Ughetta, in innumerevoli varianti. Esiste anche una versione documentata e storicamente attendibile della sua nascita, ma quello che preme evidenziare è che tutte riportano a Milano, confermando il panettone come uno dei simboli di questa città. Per questa ragione è stato scelto come emblema del riconoscimento alla virtù civica.


Molti personaggi illustri hanno ricordato il panettone nei loro scritti. Per non far torto a nessuno, ci limiteremo a quanto succedeva nell'illustre casa meneghina di Alessandro  Manzoni.
Scriveva per ringraziamento, nel 1871, il famoso scrittore: «Al forno delle Grucce, ricco ormai di fama propria e non bisognoso di fasti genealogici, Alessandro Manzoni – solleticato voluttuosamente con vario e squisito saggio nella gola e nella vanità – presenta i più vivi ringraziamenti per il panettone con contorno».


E la moglie, Teresa Stampa Manzoni non era da meno. Abituale consumatrice di panettone a colazione, la donna lo citava spesso nelle lettere al figlio Stefano, arrivando perfino a inventarsi il verbo "panatonare" per indicare l'atto di mangiare il panettone: «Di solito, sono appena levata   avendo bene dormito   bene panatonato   …»


Oggi questo dolce, conosciuto in tutto il mondo, è protetto da un Decreto Ministeriale che ne stabilisce forma, ingredienti e metodi di fabbricazione. Ogni fabbricante e pasticciere, pur osservando queste direttive, adotta però delle personali varianti alla ricetta, per renderlo un prodotto unico e invogliante per tutti i palati.
 

 

Per saperne di più sul Premio alla Virtù Civica «Panettone d'Oro»
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Giovanni Origgi
ASOM


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