17 Agosto 2022

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L’importanza della suddivisione in più pasti della razione giornaliera nel cavallo è spesso sottovalutata: motivazioni e consigli applicativi.

Il cavallo è una specie animale cosiddetta monogastrica.
A differenza dei ruminanti (es. bovino, ovino e caprino) esso non possiede dei prestomaci in cui l’alimento possa essere “accumulato” e sottoposto a processi predigestivi.
Nel cavallo infatti l’alimento passa direttamente dalla cavità orale, attraverso l’esofago, allo stomaco, la cui capienza è inoltre piuttosto limitata (15-18 litri).
A questa caratteristica anatomica se ne aggiunge una seconda, che solo all’apparenza non sembrerebbe correlata alla prima: il cavallo è privo di cistifellea, ovvero dell’organo annesso al fegato e deputato all’accumulo di bile.
Nelle specie animali in cui la cistifellea è presente, i secreti biliari vengono liberati nel lume intestinale successivamente ai pasti, in particolare quelli a contenuto lipidico, quando l’alimento arriva nell’intestino; nel cavallo questa operazione di secrezione avviene in modo continuo.
Risulta quindi comprensibile il motivo che spinge un cavallo allo stato brado ad alimentarsi fino a 14-15 ore nell’arco di una giornata e a farlo assumendo piccole quantità di cibo per volta.

 

Queste caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali vengono palesemente trascurate quando il cavallo è tenuto nelle condizioni organizzative tipiche delle nostre scuderie, dove spesso rimangono chiusi nei box per lungo tempo nell’arco della giornata (talvolta 24 ore su 24). I motivi principali di tali mancanze sono la scarsa conoscenza e quindi attenzione da parte dei custodi/gestori a questi aspetti e le esigenze organizzative legate di più ai ritmi di vita dell’uomo che a quelli del cavallo.

 

Il cavallo è dunque passato da una situazione in cui si alimentava con piccole porzioni di alimento assunte con elevata frequenza, ad una in cui “è costretto” ad assumere grosse quantità di alimento in tre, più spesso due e in alcune realtà anche in una sola volta al giorno. Occorre inoltre tenere presente che questo passaggio è avvenuto mantenendo inalterate l’anatomia e la fisiologia gastro-intestinale tipiche di questa specie (descritte per sommi capi precedentemente).

 

Il passaggio dallo stato brado a quello “fisso” nel box è stato accompagnato anche da una modificazione del tipo di alimento: non essendo disponibile erba fresca per tutto l’anno, l’alimentazione è venuta a basarsi su fieno e concentrati.
L’intervallo di tempo in cui uguali quantità di fieno e di concentrati vengono assunte è notevolmente differente: si passa da circa un’ora per l’assunzione di 1,5 kg di fieno a 15 minuti per 1,5 kg di concentrati.
Facendo quindi un rapido calcolo basato sulle quantità di fieno e di concentrati che si somministrano nell’arco della giornata ad un cavallo scuderizzato, risulta evidente la differenza tra il tempo che il cavallo impiega ad alimentarsi in natura e quello in scuderia.

 

Associando le informazioni dette finora, appare chiara la necessità di suddividere la razione del cavallo in più pasti e con minori quantità possibili.
Il mancato rispetto di tali regole tanto semplici quanto importanti e spesso poco conosciute, comporta dei rischi per la salute del cavallo.
Tra i meno gravi c’è una ridotta ottimizzazione delle sostanze nutritive ingerite, con il cavallo che apparentemente non mostra alcun segno di malessere, ma che magari lavora svogliato e/o presenta un mantello poco lucido oppure ancora che si trova in uno stato di ridotta tonicità o sviluppo muscolari.Tra i rischi più gravi che si corrono in una prospettiva di lungo termine, anche qualora le quantità di alimento siano adeguate per il peso e la mole del lavoro, è possibile riscontrare una perdita del peso corporeo. Tra le patologie che invece possono insorgere in forma acuta, frequentemente si registrano fenomeni colici.

 

Concludendo riteniamo utile dare dei consigli pratici su come suddividere la razione giornaliera del cavallo.
Indipendentemente dalle quantità di alimenti somministrati e dal rapporto foraggi-concentrati, che variano a seconda delle necessità specifiche di ogni singola situazione e il cui studio verrà trattato in un secondo approfondimento, nei casi in cui sia possibile suddividere la razione giornaliera in tre pasti ci si potrebbe attenere al seguente schema:
mattino: 30% della dose giornaliera di fieno e 30% della dose giornaliera dei concentrati;
primo pomeriggio: 20% del fieno e 30% dei concentrati;
sera: 50% del fieno e 40% dei concentrati.

 

Nel caso in cui sia possibile suddividere la razione in quattro pasti, lo schema potrebbe essere il seguente:
mattino presto: 25% della dose giornaliera di fieno e 20% della dose giornaliera di concentrati;
tarda mattinata: 20% del fieno e 20% dei concentrati;
primo pomeriggio: 15% del fieno e 20% dei concentrati;
sera: 40% del fieno e 40% dei concentrati.

 

I suggerimenti dati non sono regole ferree a cui tutta la scuderia deve attenersi improrogabilmente, ma vanno adattate a seconda dei piani di allenamento studiati per ciascun cavallo.
L’aspetto importante da tenere sempre in considerazione è che il lavoro inizi non prima di 30-60 minuti dal momento in cui il cavallo ha terminato di alimentarsi.

Ranzenigo Giovanni, Pittorru Marta


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